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I Mullah e il comitato del governo iracheno costringono i disertori di Ashraf a tornare in Iran

Agenti dell'intelligence del regime iraniano e il comitato di repressione di Ashraf del Primo Ministro iracheno costringono i disertori di Ashraf a tornare in Iran nonostante le precedenti promesse di mandarli in Europa

ImageCNRI, 15 maggio – Secondo notizie attendibili ottenute dall'interno del regime iraniano, dopo la chiusura 2008 della Temporary International Presence Facility (TIPF), che era controllata dalle forze americane, e dopo il trasferimento della protezione di Campo Ashraf alle forze irachene all'inizio del 2009, il Ministero dell’Intelligence del regime iraniano sta seriamente mettendo sotto pressione i disertori di Ashraf con promesse precedenti di un viaggio in Europa per farli tornare invece in Iran.

Alcuni delle persone che si sono ribellate hanno dato testimonianze dall'interno dell'Iran, le registrazioni che sono disponibili per essere trasmesse alle autorità internazionali. Secondo queste testimonianze, dopo aver lasciato Ashraf, i disertori sono stati prelevati dalle forze irachene all’Hotel Mohajer a Baghdad e posti agli arresti domiciliari. Otto di essi sono stati messi in una stanza che contiene di solito solo due persone. Le porte erano chiuse e quindi i ribelli sono stati trattati come prigionieri. Su base giornaliera ogni singolo ribelle è stato portato al piano terra dell'hotel per essere interrogato dai servizi segreti del regime clericale e poi rimandato nella sua stanza.

Come ha dichiarato una nota della Segreteria del CNRI del 20 Aprile 2010, il Mohajer Hotel è uno dei luoghi a Baghdad finito sotto il completo controllo della famigerato Ministero di Intelligence e Sicurezza (MOIS) del regime iraniano. L'hotel è diventato un riferimento per l’intelligence del regime e per gli operatori della Forza terroristica Qods nella capitale irachena. Uno degli agenti dei servizi segreti identificato come Haj Ali Navidi, che è considerato il rappresentante dell’ ambasciata e del MOIS del regime, nonché una serie di altri agenti, ha istituito un posto di lavoro permanente presso l'hotel.

Navidi e gli agenti della Forza terroristica Qods hanno effettuato interrogatori al piano terra e hanno utilizzato sia le minacce che le lusinghe per chiedere ai disertori di andare in Iran. Ripetendo gli interrogatori e usando varie tattiche di pressione e restrizioni, cercano di stancare i ribelli e li mettono in condizioni abbastanza disperate da accettare di andare in Iran e servire il MOIS. Lasciando l'hotel sia l'accesso ai telefoni che altre forme di comunicazione sono severamente vietate o comunque fortemente limitate e strettamente controllate dagli agenti del regime. Il Ministero dell’Intelligence del regime utilizza anche trattamenti medici e farmaci come leva sui disertori. Al fine di portare queste persone in Iran e metterli al servizio del MOIS, agenti conosciuti e disprezzati, come Mostafa Mohammadi e Massoud Khodabandeh, vengono ampiamente impiegati. Quest'ultimo di recente è tornato a Londra da Baghdad.

Coloro che non hanno fatto ritorno in Iran sono stati trasferiti dal Mojaher Hotel al Qasr al-Zohour Hotel.
Vale la pena ricordare che l'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Irachena, Muwaffaq al-Rubaie, e il Ministero Iracheno per i Diritti Umani hanno effettuato colloqui privati all'inizio del 2009 con ogni singolo residente Ashraf al di fuori dei fabbricati del campo in luoghi che sono stati sotto il controllo delle forze armate irachene. Durante le interviste, che si sono svolte alla presenza dei rappresentanti delle forze americane e il Comitato internazionale della Croce Rossa, ai residenti è stato promesso che, se fossero stati d'accordo a lasciare Ashraf entro una o due settimane, sarebbero stati mandati in paesi europei.
Dopo un anno di continuo cavare informazioni dai disertori, il MOIS invia in Europa clandestinamente con passaporti falsi alcune persone certamente fedeli. Una volta arrivati in Europa, questi individui poi iniziano a diffondere propaganda e menzogne, giustificando le politiche, gli attentati e le uccisioni perpetrate dal regime iraniano e dal Primo Ministro iracheno, Nouri al-Maliki, contro i residenti di Ashraf. Navidi istruisce personalmente  nuovi agenti su come passare attraverso il posto controllo dei passaporti in aeroporto e l’imbarco, distruggendo i loro passaporti iraniani una volta a destinazione e in ultima analisi facendo loro cercare di ottenere status di rifugiato presso il paese ospitante.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
15 MAGGIO 2010

 

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