domenica, Dicembre 4, 2022
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Iran/ Rajavi (Ompi) denuncia “l’impotenza del fascismo religioso”

"Le ultime sei condanne a morte ne sono la prova"

ImageRoma, 17 mag. (Apcom) – Le recenti condanne a morte dei sei simpatizzanti dell'Organizzazione dei Mujaheddin del popolo iraniano (Ompi), "denunciano l'impotenza del fascismo religioso dinanzi alla rivolta popolare e al vasto sostegno del popolo alla resistenza". Lo ha detto Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio nazionale delle resistenza iraniana (Cnri), una delle principali organizzazioni di opposizione al governo di Teheran in un comunicato.

"I mullah criminali – ha aggiunto – provano invano, tramite la tortura e le esecuzioni dei prigionieri politici e dei simpatizzanti dell'Ompi, ad estinguere la fiamma dell'insurrezione e del sostegno crescente degli iraniani ai residenti di Ashraf. Ma questi crimini ignobili non fanno che attizzare la rabbia e l'odio generale contro il regime e rafforzano la determinazione degli iraniani a sovvertire questa dittatura religiosa".
Due giorni fa, il procuratore di Teheran ha confermato la condanna a morte di sei oppositori, arrestati con l'accusa di far parte dell'Ompi, uno dei gruppi che fanno capo al Cnri. Secondo quest'ultimo, Mohammad Ali Saremi, Jafar Kazemi, Mohssen Danech-Pour-Moghadam e il figlio Ahmad, come pure Mohammad Ali Hadj-Agha'i sono stati condannati alla pena capitale per essersi recati nel campo di Ashraf, in Iraq. Il sesto prigioniero, Abdol-Reza Ghanbari, è invece accusato di avere avuto, il giorno dell'Ashura (il 27 dicembre) legami diretti con l'Ompi.

 

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