
Signora Katharine Viner
Direttrice “The Guardian”
Cara signora Viner,
scrivo questa lettera per attirare la Sua attenzione sull’azione sospetta del signor Aaron Reza Merat, che si presenta come giornalista del ‘Guardian’. Le chiedo di non lasciare che il ‘Guardian’ si allontani dall’obiettività giornalistica diventando una piattaforma di ostilità verso il popolo iraniano e la sua resistenza o preparando il terreno per atti terroristici contro di loro.
Il 16 agosto, il signor Merat ha inviato un messaggio a Farid Totounchi, consulente legale dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) in Albania, e ha chiesto un colloquio. Il signor Totounchi ha risposto:
“Prima di tutto, lei deve delle scuse ai lettori del ‘Guardian’, alla Resistenza iraniana e ai combattenti della libertà per avere ingannato i lettori del ‘Guardian’ con una bugia grande e sporca sul Raduno degli iraniani il 30 giugno, nel tentativo di appagare i mullah . La stazione televisiva dei mullah le ha immediatamente rinviato il suo segno di ricezione, e ha fatto riferimento al suo falso rapporto sul ‘Guardian’ in modo vistoso dicendo: “Il ‘Guardian’ ha scritto oggi sul backstage e sul palcoscenico di ieri dei Monafeqin [OMPI]. Questo quotidiano britannico ha scritto che si erano radunate circa 4.000 persone, la maggior parte di loro erano richiedenti asilo o giovani provenienti dall’Europa dell’Est che hanno accettato di recarsi all’evento in autobus in cambio del loro viaggio di fine settimana…
Spero che lei […] non prepari il terreno al terrorismo del fascismo religioso che governa l’Iran contro la più grande forza di opposizione di quel regime.”
Nonostante questa risposta, Reza Merat, il 17 agosto, è apparso di fronte al complesso residenziale dei rifugiati iraniani in Albania, dove il signor Totounchi ha rifiutato di essere intervistato da lui. Totounchi le ha inviato una e-mail lo stesso giorno, allegando la lettera del giorno precedente al signor Merat, e ha scritto:
“Oggi, a mezzogiorno, senza alcun preavviso, lui (Merat) si è presentato alla residenza dei rifugiati iraniani dell’OMPI e ha minacciato che se io non avessi rilasciato un’intervista, avrebbe scritto un articolo di 4.800 parole sul ‘Guardian’ con le bugie degli agenti del Ministero iraniano dell’Intelligence che si presentano come ex membri dell’OMPI.
Dato che Arron Reza Merat a causa dei suoi legami con il regime iraniano e gli agenti di quel regime non ha la minima imparzialità giornalistica nei confronti dell’OMPI, lei non dovrebbe fornire al regime iraniano un’opportunità di abuso e di sfruttamento sul ‘Guardian’”.
Vorrei menzionare brevemente alcuni punti e spero che, a differenza che in precedenti occasioni, non vengano ignorati dal ‘Guardian’.
1- Naturalmente, il ‘Guardian’ ha il diritto di scegliere i suoi giornalisti e inviati, ed è diritto di Merat avere le proprie opinioni politiche, ma poiché è un noto sostenitore del regime clericale e del suo presidente Hassan Rouhani, e un attivista contro l’OMPI, gli mancano gli standard e criteri minimi giornalistici riguardanti la questione del regime iraniano e della sua opposizione. Le sue interviste e le sue opinioni durante la corsa alle “elezioni presidenziali” del regime clericale, così come i suoi articoli e tweet contro l’OMPI, sono disponibili e ben pubblicizzati. I suoi commenti critici contro alcune delle fazioni del regime sono anche necessari per giustificare la sua difesa dell’integrità del regime e la sua ostilità contro l’OMPI.
2- Sulla base della nostra lunga esperienza, l’articolo che il signor Merat intende scrivere sarà la base per pressioni e atti di terrorismo del regime contro la resistenza iraniana in generale e questi rifugiati in particolare. L’impennata senza precedenti di attività, spionaggio e complotti terroristici negli ultimi mesi contro l’OMPI, in particolare in Albania, ha raddoppiato questa preoccupazione. I mullah, non essendo riusciti a massacrare i membri dell’OMPI in Iraq e trovandosi ora di fronte a una rivolta popolare che ha scosso il loro regime fino al suo nucleo, vogliono completare la loro missione in Albania. Per questo motivo, hanno disperatamente bisogno di aiuto da parte di persone come il signor Merat.
3- I seguenti sono alcuni esempi di atti di spionaggio e complotti terroristici da parte del regime nel 2018:
– In marzo, un complotto terroristico contro la celebrazione del Nuovo Anno iraniano in Albania da parte dei membri dell’OMPI è stato sventato. Due iraniani che erano stati mandati in Albania sotto la copertura di giornalisti sono stati arrestati. Il Primo Ministro albanese e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti hanno entrambi confermato che un atto terroristico è stato sventato in marzo contro i dissidenti iraniani.
– Il 30 giugno, un complotto terroristico per far saltare in aria il Raduno della Resistenza Iraniana a Parigi, al quale hanno partecipato centinaia di eminenti personalità di entrambe le sponde dell’Atlantico, tra cui una delegazione di 25 membri di diversi partiti di entrambe le Camere del Parlamento britannico, è stato sventato all’ultimo minuto. Due terroristi iraniani sono stati arrestati in Belgio mentre erano in possesso di una bomba e un terzo agente è stato arrestato a Parigi. Secondo la procura e la polizia federale del Belgio e il procuratore federale tedesco, un diplomatico iraniano chiamato Asdollah Assadi, accreditato come terzo segretario consolare in Austria, è stato arrestato in Germania, sulla via del ritorno in Austria, dopo aver consegnato la bomba ai due agenti terroristi in Lussemburgo.
– Secondo una dichiarazione del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, due agenti iraniani coinvolti nello spionaggio contro l’OMPI sono stati arrestati il 9 agosto.
– L’8 settembre, il regime iraniano ha contemporaneamente giustiziato tre attivisti curdi e bombardato il quartier generale di due partiti curdi nel Kurdistan iracheno, uccidendo e ferendo decine di persone. Successivamente, il comandante della ‘Forza Quds’ Qasem Suleimani, il capo di stato maggiore delle forze armate Mohammad Hossein Bagheri e Ali Shamkhani, segretario del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale hanno minacciato altri attacchi di questo tipo, e il consigliere di Khamenei Rahim Safavi ha dichiarato che il regime avrebbe attaccato anche i suoi oppositori oltreoceano.
4- La Corte Suprema in Germania, il 1° ottobre, ha stabilito che Assadollah Assadi, il diplomatico del regime iraniano, dovrebbe essere estradato in Germania. La dichiarazione della Corte ha affermato: “Tutti i requisiti per l’estradizione sono soddisfatti e non ci sono ostacoli alla sua estradizione”. Ha aggiunto che Assadi “non può ricorrere all’immunità diplomatica” e “la prosecuzione del processo di estradizione deve essere attuata dal Procuratore generale di Bamberga”.
In una dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri, dell’Economia e degli Interni della Francia hanno annunciato: “il tentato assassinio a Villepinte il 30 giugno è stato sventato […] Un atto così spregevole e orrendo non può aver luogo sul nostro terreno senza alcuna reazione. Pertanto, la Francia ha adottato misure preventive mirate e proporzionate nella forma di misure nazionali di congelamento dei beni di Assadollah Asadi e Saeid Hashemi Moghadam, cittadini iraniani, nonché della Direzione della Sicurezza Interna del Ministero dell’Intelligence iraniano”.
L’agenzia Reuters ha citato un diplomatico francese che ha detto: “Dietro tutto questo c’è stata una lunga, minuziosa e dettagliata investigazione da parte dei nostri servizi [di intelligence] che ci ha permesso di giungere alla conclusione, senza alcun dubbio, che la responsabilità ricadeva sul Ministero dell’Intelligence […]. Il vice ministro e direttore generale dell’Intelligence Saeid Hashemi Moghadam aveva ordinato l’attacco”.
Dunque, tutti i tentativi del regime iraniano, dei suoi lobbisti e dei suoi alleati di attribuire l’atto terroristico a individui deviati nel regime e di scagionare la fazione di Rouhani o la persona di Khamenei sono falliti.
5- Reza Marat è l’unico giornalista che, contrariamente alle norme giornalistiche e senza accreditamento, è entrato anonimamente nel raduno della resistenza iraniana a Parigi il 30 giugno 2018. Nello stesso tempo, quasi 100 giornalisti tra i quali alcuni dei più importanti media di Stati Uniti, Europa e Medio Oriente hanno partecipato ufficialmente a questo raduno, e molti di loro hanno trasmesso resoconti in diretta dall’evento. Tuttavia, la sera stessa, Merat ha pubblicato sul ‘Guardian’ un articolo pieno di bugie e dichiarazioni infondate sulle dimensioni e gli obiettivi dell’incontro, nonché sulla propaganda del regime contro l’OMPI. Ad esempio, in una chiara menzogna, ha identificato il numero di partecipanti all’incontro come “4.000 persone”, aggiungendo che “metà di loro erano turisti”. Invece, secondo decine di media, c’erano decine di migliaia di partecipanti o più di centomila.
Ecco alcuni esempi:
https://www.express.co.uk/news/world/982556/Trump-news-USA-sanctions-Iran-regime-Rudy-Giuliani-Free-Iran-rally-Paris
http://video.foxnews.com/v/5804468884001/?#sp=show-clips
https://www.jpost.com/Middle-East/Tens-of-thousands-demand-Iran-regime-change-at-mass-exile-rally-in-Paris-561218
https://www.washingtontimes.com/news/2018/jul/1/national-council-resistance-iran-paris-gathering-s/
Lei può fare riferimento ai video in Internet e indovinare il grado di onestà del signor Merat. Egli ha copiato la propaganda del Ministero dell’Intelligence iraniano dicendo che la maggior parte dei partecipanti non sapeva perché erano venuti a questo raduno. Il regime iraniano, che era fortemente spaventato dalle dimensioni del raduno mentre le sue pressioni e cospirazioni per annullarlo erano state vane, ha immediatamente colto l’opportunità e ha diffuso l’articolo del ‘Guardian’ sulla maggior parte dei media radiofonici e a stampa governativi. Il ‘Guardian’ non ha prestato la minima attenzione alle nostre repliche.
6- Il 30 agosto, la notizia della visita del signor Merat alla residenza dell’OMPI in Albania è stata pubblicata in un articolo congiunto di Massoud Khodabandeh e di sua moglie, Anne Singleton, due agenti del Ministero dell’Intelligence iraniano. Hanno scritto nell’articolo:
“Da quando è arrivato in Albania tra il 2013 e il 2016, il MEK si è già dimostrato aggressivo, criminale e pericoloso […] Anche Aaron Merat, un giornalista per il ‘Guardian’, è stato sottoposto a un’aggressione da parte di agenti del MEK durante le sue indagini. Il MEK li ha accusati di essere ‘agenti del regime iraniano’”.
https://lobelog.com/false-flag-op-in-albania-would-drive-a-wedge-between-the-eu-and-iran/
Il fatto che questa coppia sia agente del regime iraniano è stato rivelato nelle relazioni della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel dicembre 2012 e nel Comitato per la Libertà dell’Iran del Parlamento britannico nell’ottobre 2007. Essi hanno viaggiato ripetutamente in Iraq e hanno svolto un ruolo attivo nel complotto per massacrare i residenti [esuli iraniani nei campi] ed esercitare pressioni psicologiche su di loro. Anne Singleton ha fatto diversi viaggi in Albania per complottare contro l’OMPI. I documenti che stabiliscono il fatto che la coppia è agente del regime iraniano possono essere trovati a questi link:
[INSERIRE I LINK… … … …]
Se Merat sta preparando un rapporto per il ‘Guardian’, perché ne ha fornito in anticipo una copia ai summenzionati agenti del regime? È evidente che la visita di Merat alla sede dell’OMPI e l’articolo sono stati coordinati in anticipo con gli agenti. Suppongo che questo dovrebbe essere sufficiente per assicurarle che Merat non è qualificato per scrivere sull’Iran e sull’opposizione iraniana come giornalista.
7- Nelle sue relazioni e analisi, Merat ha descritto Hassan Rouhani come qualcuno “estremamente popolare”, che porta un messaggio di “riforma” e “cambiamento” anche nell’area dei diritti umani, ed è stato un sostenitore del concetto che la vittoria di Rouhani rifletta “un aumento dell’influenza dei riformisti”. Il 29 gennaio 2014 disse: “L’unica speranza che io credo i riformisti abbiano è che hanno un presidente riformista che ha il sostegno non solo dei riformisti ma anche degli intransigenti e questo non è successo dal primo mandato di [l’ex presidente Akbar Hashemi] Rafsanjani [nel 1989]. […] Nulla accade in Iran se non sono d’accordo entrambe le parti”. Aggiunse che dopo un accordo sulla questione nucleare la condotta dell’Iran sarebbe andata verso la moderazione e l’amicizia con i Paesi della regione. Più di quattro anni dopo, è del tutto evidente che queste valutazioni erano completamente prive di fondamento ed erano state avanzate seguendo una particolare agenda politica.
8- Sfortunatamente il ‘Guardian’ in molte occasioni ha dimostrato che quando si parla della questione dell’Iran e della resistenza iraniana è lontano dall’essere imparziale. Ci sono pochissimi altri giornali in Occidente che hanno adottato un approccio così distorto nei confronti dell’OMPI e della resistenza iraniana o hanno riesumato tanta parte della propaganda dei mullah contro di loro.
Merat non è l’unico iraniano che scrive articoli anti-OMPI sul ‘Guardian’. Saeed Kamali Dehghan, come è evidente dai suoi scritti, dalle sue posizioni e dai suoi tweet, è un militante anti-OMPI. Ha attaccato istericamente l’OMPI in ogni occasione. Ancora oggi, il 2 ottobre, senza alcun fondamento ha definito l’OMPI come “un’organizzazione-culto che sostiene il cambio di regime”.
L’articolo del ‘Guardian’ del 2 luglio 2018 riguardante il complotto terroristico contro il raduno di Parigi che avrebbe potuto portare a una catastrofe, era pieno di accuse, calunnie e diffamazioni che hanno completamente offuscato l’immagine dell’OMPI, cosa che è stata usata per giustificare e legittimare quell’atto criminale.
In numerosi articoli, tra i quali quelli del 28 aprile 2017, del 15 maggio 2014 e del 31 maggio 2005, il ‘Guardian’ ha ripreso le affermazioni di cliché del Ministero dell’Intelligence iraniano contro l’OMPI quasi alla lettera. Nel suo articolo del 28 aprile 2017, Saeed Kamali Dehghan descrisse l’OMPI come un gruppo “con immensa impopolarità all’interno dell’Iran”. Il 15 maggio 2014 fece un ulteriore passo nell’aperta calunnia e scrisse: “Il MEK [OMPI], considerato da molti osservatori come un gruppo di tipo settario, è stato ripetutamente criticato dalle Nazioni Unite a causa del maltrattamento dei propri membri”.
9- Una delle fonti costanti di questi articoli, tra cui quello del 2005, sono stati Massoud Khodabandeh e Anne Singleton. Il ‘Guardian’ ha sistematicamente ignorato i documenti irrefutabili che respingevano le accuse contro l’OMPI e si è anche rifiutato di pubblicare le repliche e le confutazioni della resistenza iraniana o persino dei dignitari britannici. Nell’articolo del 2005, un individuo che si presentava come ex membro dell’OMPI dichiarava di essere stato reso invalido a causa di percosse da parte dell’OMPI. Quando vennero forniti al ‘Guardian’ i documenti che mostravano che la sua invalidità era dovuta alla poliomielite infantile, il giornale non intervenne per correggere la calunnia. In seguito, il compianto Lord Avebury protestò contro quell’atteggiamento unilaterale del ‘Guardian’ e richiese una revisione medica per stabilire la realtà, ma non ricevette alcuna risposta convincente. (La relativa corrispondenza tra Lord Avebury e il ‘Guardian’ è disponibile.)
10- L’isterica ostilità del ‘Guardian’ verso la cancellazione dell’OMPI dalla lista di organizzazioni ‘terroristiche’ è stata assolutamente vergognosa. Le più alte corti del Regno Unito, dell’UE e degli Stati Uniti hanno ripetutamente stabilito che la designazione terroristica era ingiusta e perversa. L’inserimento nella lista serviva solo ai mullah, giustificava e facilitava l’esecuzione e la tortura di prigionieri politici in Iran e promosse il massacro di membri dell’OMPI a Campo Ashraf, in Iraq. Diversi articoli il 21, il 23 e il 28 settembre 2012 ne sono esempi.
In seguito alla sentenza della Corte d’Appello britannica a favore della cancellazione dell’OMPI dalla lista il 7 maggio 2008, il ‘Wall Street Journal’ ha scritto: “I governanti iraniani per anni hanno reso la soppressione del MEK una priorità nei negoziati con i governi occidentali sul programma nucleare di Teheran e su altre questioni, secondo diversi diplomatici che sono stati coinvolti in questi colloqui”.
11- Dato l’attuale clima politico, il bisogno di Teheran di tale assistenza, anche da parte di “giornalisti”, è cresciuto.
La continuazione delle proteste anti-regime negli ultimi otto mesi ha affrontato il regime nella sua interezza con sfide senza precedenti. Persino gli osservatori indipendenti più ottimisti dubitano del futuro e della sopravvivenza del regime. Nelle proteste, il popolo iraniano ha gridato: “Riformisti, intransigenti, questo gioco è finito”.
Ciò dovrebbe inequivocabilmente mettere fine alla vita politica di coloro che, come parassiti, hanno cercato di mantenere questo regime sotto le spoglie di ‘riformatori’. Alla luce della crescente popolarità dell’OMPI in Iran e in tutta la comunità internazionale, e del ripetuto riconoscimento da parte del leader supremo del regime, del presidente e di altri funzionari del ruolo dell’OMPI nelle proteste, il regime e i sostenitori di una politica di accondiscendenza sono estremamente allarmati.
– In tali circostanze, i lobbisti dei mullah stanno disperatamente cercando di screditare la resistenza, suggerendo che non esiste un’alternativa praticabile all’attuale regime, e sostengono che la Realpolitik costringa a scendere a compromessi con esso.
Il ministro degli Esteri Javad Zarif e l’ambasciatore iraniano nel Regno Unito, Hamid Baeidinejad, hanno chiesto a Twitter di chiudere gli account appartenenti ai membri dell’OMPI. Questo segue l’esposizione dell’apparato del regime per diffondere bugie e notizie fittizie, così come la decisione di Facebook, Twitter e YouTube di chiudere migliaia di falsi account appartenenti al regime iraniano. Baeidinejad ha accusato l’OMPI di “usare tecnologia avanzata” per inviare “milioni di messaggi nel contesto del cambio di regime con hashtag su base giornaliera” e ha invitato Twitter “ad agire sulla richiesta ufficiale del dottor Zarif di chiudere conti falsi”.
Cara Direttrice,
come può vedere da quanto sopra, mentre il regime iraniano, i suoi diplomatici e agenti in Francia, Belgio, Germania, Austria e altri Paesi europei, così come negli Stati Uniti, vengono incriminati e sottoposti a processo per terrorismo e spionaggio contro l’OMPI, il regime iraniano attraverso giornalisti come Merat e Kamali cerca di distogliere dalla questione e fuorviare la lotta al terrorismo.
Ali Fallahian, un ex ministro dell’Intelligence, ha dichiarato in un’intervista televisiva il 9 luglio 2017: “Al fine di raccogliere informazioni, il Ministero dell’Intelligence ha bisogno di copertura per i suoi agenti sia all’interno che all’esterno dell’Iran. Non mandiamo un agente dei servizi segreti in Europa o negli Stati Uniti a dire che lavora per il ministero. È necessaria una copertura affaristica o giornalistica”.
Non ci opponiamo a inchieste del ‘Guardian’ sull’OMPI, ma i principi giornalistici fondamentali richiedono che il ‘Guardian’ si scusi per le bugie che i suoi inviati hanno scritto e poi assegni veri giornalisti a scrivere altri servizi, invece di militanti anti-OMPI e persone che difendono il regime iraniano.
Shahin Gobadi
Addetto stampa
Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran
Parigi
2 ottobre 2018
