HomeNotizieIran NewsIRAN: proteste di massa di pensionati di fronte al ‘parlamento’; slogan "Gli...

IRAN: proteste di massa di pensionati di fronte al ‘parlamento’; slogan “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”

Rivolta in Iran – N. 186
La mattina di domenica 22 luglio, una grande folla di educatori in pensione e di altri pensionati venuti da diverse città a Teheran si è radunata di fronte al ‘parlamento’ del regime per chiedere il rispetto dei propri diritti.

Oltre ai pensionati, gli educatori del Movimento di Alfabetizzazione hanno partecipato a questo raduno per protestare contro i loro bassi stipendi e il loro grave stato di sussistenza. Tra i manifestanti c’erano anche centinaia di esperti di assicurazioni agricole che sono stati esclusi dall’assunzione dopo 14 anni di servizio.
I manifestanti hanno gridato: “Lasciate stare la Siria, pensate a noi invece”; “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”; “Non ci arrenderemo finché non avremo i nostri diritti”; “Non abbiamo cibo sulle nostre tavole, basta ingiustizia e repressione”; “I nostri stipendi in rial, ma le spese in dollari”; “Nessuna nazione ha subito una simile ingiustizia”; “Con un caso in meno di appropriazione indebita, i nostri problemi sarebbero risolti”; “Il sostentamento e la dignità sono nostri diritti assoluti”; “Il nostro nemico è proprio qui, mentono quando dicono che sono gli Stati Uniti”; “Organizzarci e manifestare sono nostri diritti”; “Morte al tiranno”; “Noi piangiamo contro tutta questa ingiustizia”; “I nostri bisogni oggi sono sostentamento e assistenza sanitaria”.
Minacciando altre persone, le forze repressive che erano saldamente posizionate nell’area hanno cercato di impedire loro di unirsi al raduno e di fotografare o filmare. I pensionati hanno strappato le proprie buste paga e hanno gridato: “Questa cifra non è ciò che meritiamo”. Hanno marciato verso l’Organizzazione per la Pianificazione e il Budget gridando: “Gli insegnanti imprigionati devono essere liberati”.
Nello stesso tempo, pensionati delle fabbriche di acciaio di Kerman, Isfahan, Mashhad, Mobarakeh, Zirab, Tabas, Semnan, Shahrood e Sangrood confluiti a Teheran hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al Fondo Pensioni di queste fabbriche sul viale Vozara, chiedendo il pagamento delle pensioni e dell’assicurazione sanitaria.
Le persone depredate dei propri risparmi dall’istituto finanziario “Samen Al-Hojaj” si sono riunite di fronte all’ufficio dell’istituto a Teheran e hanno chiesto di recuperare i loro depositi saccheggiati.
In un altro sviluppo, gli educatori in pensione a Mashhad hanno protestato di fronte al governatorato con cartelli che dicevano: “Vogliamo un’assicurazione completa ed efficace”, “No all’appropriazione indebita”, “Risolvete il nostro problema”.
La Resistenza Iraniana saluta gli educatori, i pensionati e i depredati dei risparmi e ribadisce che la povertà, la disoccupazione e la distruzione dell’ambiente sono il risultato del dominio corrotto dei mullah. Il rovesciamento di questo regime e l’instaurazione della democrazia sono il primo passo per l’uguaglianza, la giustizia e la prosperità in Iran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
22 luglio 2018