lunedì, Febbraio 6, 2023
HomeNotizieIran NewsIran: Uno sguardo all’enorme scandalo del finanziamento del terrorismo in Europa da...

Iran: Uno sguardo all’enorme scandalo del finanziamento del terrorismo in Europa da parte del regime

Di Abdolrahman Mahabadi

Uno sguardo chiaro ed esplicito al recente fallito attentato terroristico del regime può aiutare a comprendere appieno perché il regime abbia deciso di portare avanti il suo complotto, nonostante le condizioni sfavorevoli che per questa scelta si sarebbe trovato costretto ad affrontare.

Il regime era al corrente dell’elevatissimo costo che avrebbe dovuto pagare se il tentativo avesse avuto successo? La risposta è: assolutamente sì, il regime ne era perfettamente al corrente.
La dittatura religiosa al potere in Iran è ben consapevole del fatto che, diversamente dal passato, le telecamere del mondo sono puntate su di lei, e che non c’è più nessun segno dei mistici salvatori della passata età dell’oro che hanno aiutato il regime a sopravvivere chiudendo un occhio sui suoi crimini.
Con l’inizio della rivolta nazionale del popolo iraniano il regime ha compreso che l’annuale raduno di iraniani del 30 Giugno a Parigi avrebbe rafforzato le proteste domandando al mondo di restare al fianco del popolo iraniano; è questa la ragione per cui i più alti funzionari del regime, inclusi Ali Khamenei, Hassan Rouhani, i ministri degli esteri e dell’intelligence e gli ufficiali di alto rango della forza Quds delle Guardie della Rivoluzione hanno passato mesi a programmare come colpire la forza trainante dell’opposizione iraniana investendo, nello specifico, in questo recente tentato attacco per impedire che il raduno avesse luogo.
Il 9 Gennaio 2018, nei primi giorni della rivolta della rivolta popolare, Ali Khamenei accusò il suo unico vero avversario, i Mojahedin del Popolo Iraniano, di essere dietro alla rivolta e di averla pianificata mesi prima; poco dopo, pianificando il più grande attentato terroristico contro i Mojahedin, Khamnei stesso è caduto nella tela del ragno del velayat-e-faqih. Ali Shamkhani, segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale, aveva ufficialmente annunciato che il regime avrebbe colpito i Mojahedin con una tale forza da non permettere loro neanche di capire da dove erano stati attaccati.
Sabato 30 Giugno 2018, alle ore dodici, alcune ore prima che a Parigi iniziasse ufficialmente il Grande Raduno di iraniani, con più di 100.000 partecipanti, la polizia belga ha catturato, nell’ambito di un’operazione di vasta portata, un gruppo terroristico iraniano che stava trasportando una potente bomba, che sarebbe dovuta esplodere al grane raduno. Indagini preliminari avevano mostrato che il terzo segretario dell’ambasciata del regime a Vienna era al comando del complotto e aveva personalmente consegnato gli esplosivi alla cellula terroristica con sede a Lussemburgo. Con l’arresto del diplomatico terrorista e dei suoi complici, Khamenei e l’intero regime dei mullah si sono subito mobilitati per fare tutto ciò in loro potere per ottenere il rilascio di Assadi (sotto la custodia della polizia tedesca) e per aiutarlo a scappare in Iran passando per l’Austria. L’ambasciata dei mullah in Austria, cha ha in passato organizzato diversi attacchi terroristici contro i dissidenti del regime, è la più importante cellula terroristica in Europa.
E’ doveroso ricordare che il 12 Luglio 1989, dopo soli 40 giorni dalla morte di Khomeini, quando le guardie inviate da Teheran aprirono il fuoco in un appartamento di Vienna, assassinando il Dott. Abdolrahman Ghassemloo, ex Segretario Generale del Partito Democratico Curdo Iraniano, che stava negoziando con i rappresentanti di Rafsanjani, il regime diede il via alla sua nuova strategia del terrore. L’assassinio fu effettuato dalla Guardia della Rivoluzione Jafari Sahraroudi. Qualche mese dopo, il 24 Aprile 1990, dei terroristi affiliati al regime dei mulah assassinarono il Dott. Kazem Rajavi mentre questi stava tornando nella sua casa, nella periferia di Ginevra, in Svizzera. Eppure le menzogne non si fermano qui: il 6 Agosto 1991 Shahpoor Bakhtiar fu assassinato a Parigi; il 17 Settembre 1992 il Dott. Sadegh Sharafkandi, anch’egli ex Segretario Generale del Partito Democratico Curdo Iraniano, fu assassinato a Berlino, in Germania, e il 15 marzo 1993 venne assassinato a Roma Mohammad Hossein Naghdi, rappresentante del CNRI in Italia.
Sebbene grazie alla politica compiacente dell’Occidente nei confronti del sanguinario regime dei mullah tutti i precedenti casi di terrorismo di Stato siano stati archiviati senza neanche essere stati aperti, il caso del recente tentato attentato non solo resterà aperto fino quando le indagini non saranno completate ma aiuterà anche a riaprire i casi dei precedenti attentati terroristici portati avanti in tutto il mondo dal regime. Con l’inizio della rivolta del popolo iraniano, le condizioni interne ed internazionali si sono seriamente rivoltate contro i mullah; una situazione irreversibile che non cambierà fino all’imminente collasso del regime.
Se il recente attacco terroristico avesse avuto successo, sarebbe stato un immane disastro non solo per il popolo iraniano ma anche per la comunità internazionale, dal momento che al raduno erano presenti personalità di spicco e delegazioni da ogni paese del mondo, venute per esprimere il loro supporto alla rivolta del popolo iraniano e al CNRI.
Considerando che il considerevole numero di personalità di spicco statunitensi ed ex titolari di cariche presenti al raduno a Parigi sarebbe potenzialmente potuto essere vittima di un’esplosione e del terrorismo del regime iraniano, il Dipartimento di Stato statunitense ha subito dichiarato che seguirà il caso fino alla fine.
In ogni caso, ciò che ora è più necessario che mai è la chiusura delle ambasciate del regime terrorista iraniano in tutto il mondo, in particolare nei paesi europei, e l’espulsione dei suoi diplomatici, assieme alla chiusura della stampa e dei centri di propaganda del regime, così come dei suoi centri letterari, culturali e commerciali, tutti coinvolti nello spionaggio e nelle attività terroristiche.
Sebbene ci sia una lunga storia di attacchi terroristici portati avanti dal regime, soprattutto sotto il mandato di Hashemi Rafsanjani, il fallimento del recente tentato attentato non solo ha dimostrato all’opinione pubblica l’importanza dell’unica alternativa democratica al regime iraniano ma ha ancora una volta attirato l’attenzione del mondo sul terrorismo di Stato del regime dei mullah e sulle enormi proporzioni dei suoi sforzi per colpire il CNRI.
Uno sguardo al registro della dittatura al potere in Iran rende chiaro che la politica della repressione all’interno del paese ed il terrorismo all’estero sono essenziali per la sopravvivenza del regime, dal momento che le capacità storiche, politiche, sociali e culturali del regime sono in netto contrasto con la libertà e la convivenza tra nazioni, e che la repressione ed il terrorismo continueranno ad estendersi fino a quando non verrà rovesciato. E’ questa la ragione per la quale i mullah al potere in Iran stavano per danneggiare gravemente la comunità internazionale provocando un vero e proprio disastro umanitario in un momento in cui la rivolta nazionale del popolo iraniano contro il regime prosegue ininterrotta.
In conclusione, in linea con la continua rivolta del popolo iraniano e con l’avvicinarsi della fine della dominazione dei mullah, non sarebbe una sorpresa se il regime iraniano dovesse tentare di portare a termine altri attentati terroristici. Ecco perché è necessario raddoppiare il supporto e la protezione nei riguardi dell’unica vera alternativa democratica del popolo iraniano.

 

 

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,935FollowersFollow