giovedì, Dicembre 1, 2022
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Pompeo definisce i leader del regime iraniano “santi ipocriti”

Il segretario di stato americano Mike Pompeo ha definito domenica 22 luglio i leader religiosi dell’Iran “santi ipocriti” che hanno accumulato ingenti ricchezze lasciando soffrire il proprio popolo.
“A volte sembra che il mondo sia diventato desensibilizzato di fronte all’autoritarismo di quel regime in patria e alle sue campagne di violenza all’estero, ma l’orgoglioso popolo iraniano non sta in silenzio sui molti abusi del suo governo”, ha detto Pompeo in un discorso alla biblioteca-museo presidenziale “Ronald Reagan”.

“E anche gli Stati Uniti sotto il presidente Trump non staranno zitti: alla luce di queste proteste e di 40 anni di tirannia del regime, ho un messaggio per il popolo iraniano: gli Stati Uniti vi ascoltano, gli Stati Uniti vi sostengono. Gli Stati Uniti sono con voi”, ha aggiunto.
Pompeo ha criticato aspramente i leader politici, giudiziari e militari iraniani, accusando per nome diversi di loro di partecipare alla corruzione diffusa. Ha anche detto che il governo ha “represso senza cuore i diritti umani, la dignità e le libertà fondamentali del proprio popolo”.
Il massimo diplomatico americano è stato particolarmente pungente nelle sue osservazioni sugli “ayatollah”, affermando che “sono coinvolti anche loro”. Ha detto che il grande ayatollah Nasser Makarem Shirazi ha generato oltre 100 milioni di dollari per sé stesso nel traffico illecito di zucchero; che l’ayatollah Mohammad Emami Kashani vale milioni dopo che il governo ha trasferito diverse miniere redditizie alla sua fondazione; e che il capo supremo Ayatollah Khamenei ha un fondo speculativo non ufficialmente registrato, Setad, del valore di 95 miliardi di dollari.
“Il livello di corruzione e ricchezza tra i leader del regime mostra che l’Iran è gestito da qualcosa che assomiglia più alla mafia che a un governo”, ha detto.
“Alcuni credono che il presidente [Hassan] Rouhani e il ministro degli Esteri [Mohammad Javad] Zarif siano adatti al proprio ruolo”, ha detto. “La verità è che sono meramente uomini di facciata per il talento da truffatore internazionale dell’ayatollah supremo. Il loro accordo sul nucleare non li ha resi moderati, li ha resi lupi travestiti da pecore”.
Le osservazioni di Pompeo sono state rivolte in parte agli iraniani-americani e agli iraniani che vivono negli Stati Uniti. Egli ha assicurato loro che l’amministrazione Trump condivide i loro sogni per il popolo dell’Iran. Ha anche espresso sostegno per quegli iraniani che hanno protestato contro le azioni del loro governo e ha definito la reazione del regime “brutale”.
Pompeo ha detto che il Broadcasting Board of Governors (l’agenzia responsabile delle telecomunicazioni governative non militari) degli Stati Uniti sta adottando misure per aggirare la censura di Internet in Iran e creare un canale in lingua farsi che trasmetta 24 ore su 24 in formati televisivi, radiofonici, digitali e social media, “così che gli iraniani all’interno dell’Iran e in tutto il mondo sapranno che l’America sta con loro”.
“Le rimostranze specifiche sono diverse, ma tutti quelli che esprimono insoddisfazione condividono una cosa: hanno subito abusi da un regime rivoluzionario. Gli iraniani vogliono essere governati con dignità, responsabilità e rispetto”, ha affermato.
Pompeo ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno intraprendendo una campagna di pressione diplomatica e finanziaria per tagliare i fondi a quel regime, concentrandosi sulla re-imposizione di sanzioni nei settori bancario ed energetico. Il presidente Donald Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano a maggio e le prime sanzioni dovrebbero tornare in vigore il 4 agosto.
“Stiamo chiedendo ad ogni nazione, a tutte le nazioni che sono stanche del comportamento distruttivo della Repubblica Islamica di unirsi alla nostra campagna di pressione. Questo vale soprattutto per i nostri alleati in Medio Oriente e in Europa, che sono state terrorizzate dall’attività del regime violento per decenni”, ha aggiunto.

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