
ALLA CONFERENZA SULLA SOLIDARIETA’ INTERRELIGIOSA CONTRO L’ESTREMISMO
Sabato sera, 3 Giugno 2017, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, e molte illustri personalità provenienti da Siria, Yemen, Palestina, Giordania e Algeria, hanno partecipato alla Iftar (cena) in occasione del Ramadan, cui è stato dato il titolo di “Solidarietà interreligiosa contro l’estremismo” e che si è tenuta nella sede centrale del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ad Auvers-sur-Oise, a nord di Parigi.
Maryam Rajavi ha espresso il suo rammarico per le sofferenze e le divisioni che sovrastano la vita delle nazioni in Medio Oriente e in Nord Africa ed ha chiesto a tutti i musulmani, sia sunniti che sciiti, di unirsi in solidarietà per combattere il regime del velayat-e faqih che governa l’Iran, che è il nemico comune di tutte le nazioni del Medio Oriente, nonché l’epicentro della belligeranza e dell’esportazione del fondamentalismo nei paesi della regione.
Inoltre ha proposto un’iniziativa in tre fasi, esortando tutte le nazioni ad appoggiarla: la designazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ad organizzazione terroristica, l’espulsione del regime iraniano dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) e il riconoscimento della Resistenza del Popolo Iraniano per il rovesciamento dalla dittatura dei mullah e il ristabilimento della libertà.
Maryam Rajavi ha esortato tutti i musulmani ad unirsi nel rifiuto di una religione obbligatoria e dell’obbligatorietà nella religione e per combattere il regime del velayat-e faqih al potere in Iran, quale nemico comune di tutte le nazioni della regione. Ed ha precisato: “Lo spirito dell’Islam rifiuta qualunque forma di obbligatorietà, di coercizione e di divieto forzato, che vada dall’imposizione del velo obbligatorio, all’osservanza obbligatoria del digiuno e delle preghiere, attraverso la fustigazione e il terrore, al divieto per i sunniti di costruire moschee e, soprattutto, all’imposizione del potere di un governo in nome di Dio e dell’Islam”.
La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha elogiato le posizioni adottate al Summit Arabo-Islamico-Americano di Riyadh e l’enfasi posta sul fatto che il regime iraniano è la fonte della belligeranza e del fondamentalismo nella regione. E ha detto: “Questa è una posizione che va nella giusta direzione e ora deve essere in grado di fermare la belligeranza e i massacri del regime”.
Notando il fatto che il ricorso occasionale del regime teocratico a pretese di moderazione, negli ultimi 38 anni non ha portato a nessun cambiamento, ha aggiunto: “La politica immutata del regime in tutto il suo governo, è stata la massiccia violazione dei diritti umani e la brutale repressione interna. Anche a livello regionale il regime ha sempre cercato di dominare la regione con le invasioni e la promozione del fondamentalismo e del settarismo in nome dell’Islam”.
Perciò, la stessa politica di dominazione e di invasione proseguirà nei prossimi quattro anni, dato che Rouhani, il presidente impostore del regime, ha assunto la carica per un secondo mandato. L’unica differenza questa volta è che le recenti elezioni-farsa hanno aggravato le fratture e la crisi a livello della guida e della leadership del regime, aprendo ulteriormente la via al suo rovesciamento”.
Molti illustri componenti della Coalizione di Opposizione Siriana, nonché importanti personalità dei paesi islamici e leader della comunità musulmana in Francia, hanno partecipato e fatto discorsi alla Conferenza per la Solidarietà Interreligiosa contro l’Estremismo. Tra questi Nadhir Hakim, Direttore Generale della Coalizione di Opposizione Siriana, Nasr Al-Hariri, capo della squadra dei negoziatori per la Siria, Haitham Maleh, capo del Comitato Legale della Coalizione, George Sabra, Presidente del Consiglio Nazionale di Opposizione, Taghrid Al-Hejli, ex-Ministro della Cultura e degli Affari della Famiglia nel governo di transizione, Moheyeddin Bananeh, Ministro dell’Istruzione nel governo di transizione e un folto gruppo di personalità siriane residenti in Francia.
Inoltre tra gli oratori c’erano anche: il parlamentare francese Dominique Lefevbre, Sid Ahmad Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria, Anissa Boumediene, ex-First Lady d’Algeria e studiosa islamica, Sceicco Taysir At-Tamimi, ex-Giudice capo della Palestina, Walid Assaf, ex-ministro e parlamentare in rappresentanza della delegazione parlamentare della Palestina, Mohammad Al-Haj, rappresentante di una delegazione parlamentare della Giordania, Anwar Malik, scrittore ed ex-reporter siriano negli EAU, Khalil Meroun, direttore della Moschea di Évry e co-Presidente del Comitato Musulmano Francese contro l’Estremismo e per i Diritti Umani, Dahou Meskin, Segretario Generale del Consiglio degli Imam di Francia e co-Presidente del Comitato Musulmano Francese contro l’Estremismo e per i Diritti Umani, Taraveh Moudibou, capo della Federazione dei Musulmani di Cergy, Abdullah Khalaf, Coordinatore del movimento Saad Hariri in Francia, Ismail Khalilollah, avvocato algerino, Jean Abd-al-Wadoud Gouraud, studioso francese sull’Islam e Jalal Ganjeii, Presidente del Comitato per la Libertà Religiosa del CNRI.
Alla conferenza è stata anche presentata una mostra fotografica, molto apprezzata dai partecipanti, sui coraggiosi sei anni di resistenza del popolo della Siria e alcune scene scioccanti dei crimini commessi dal regime iraniano e dai suoi alleati in quel paese.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
3 Giugno 2017
