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Il regime iraniano impicca in pubblico due uomini per aver ucciso alcuni agenti delle forze repressive

CNRI – Il regime dei mullah ha impiccato in pubblico due uomini giovedì, accusandone uno di aver ucciso tre agenti delle forze di polizia repressive all’inizio di quest’anno, e l’altro di aver ucciso un responsabile della magistratura locale l’anno scorso.

La prima vittima, identificata solo come Abbas T., è stata impiccata all’alba dell’11 Agosto in una pubblica piazza della città meridionale iraniana di Kazerun, ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, affiliata al Ministero dell’Intelligence e la Sicurezza (MOIS). Era stato accusato di aver ucciso e ferito alcuni agenti della forze di sicurezza. 

Sempre giovedì, il regime ha impiccato in pubblico Hossein Abdollahi a Ravansar, nella provincia occidentale iraniana di Kermanshah. Il procuratore del regime a Kermanshah, Mojtaba Maleki, e il responsabile provinciale della magistratura, Mohammad-Reza Edalatkhah, erano presenti all’esecuzione pubblica, secondo l’emittente ufficiale Mashreq News. Abdollahi era stato accusato di aver ucciso Salim Qanbari, responsabile della magistratura di Ravansar il 10 Febbraio 2015.

E’ giunta anche notizia di altri due prigionieri impiccati mercoledì 10 Agosto nel carcere di Gohardasht (Rajai-Shahr), a Karaj, a nord-ovest di Teheran.

La scorsa settimana Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito l’esecuzione di massa dei prigionieri politici sunniti, avvenuta nell’anniversario del massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran, “un agghiacciante crimine contro l’umanità”. “Il regime sta cercando invano di contenere l’instabile atmosfera che aleggia nella società e le proteste popolari terrorizzando la gente”, ha detto.

“È giunto il momento che il Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU rompano il loro silenzio e presentino il caso dei crimini del regime iraniano alla Corte Penale Internazionale. Ali Khamenei e gli altri leaders del regime, nonché i diretti responsabili di questi crimini, devono essere assicurati alla giustizia”, ha ribadito Maryam Rajavi.