giovedì, Gennaio 26, 2023
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Maryam Rajavi: “La registrazione dell’incontro di Montazeri con i responsabili dell’esecuzione di massa dei prigionieri politici, è la testimonianza del rifiuto ad arrendersi dei Mojahedin e della responsabilità dei leaders del regime di crimini contro l’

Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha definito la registrazione audio di un incontro tra Montazeri, l’allora successore di Khomeini, e i responsabili dell’esecuzione di massa di 30.000 prigionieri politici del 1988, un documento storico. Ha detto che la registrazione attesta, nella maniera più decisa possibile, sia il rifiuto dei Mojahedin (PMOI/MEK) prigionieri politici ad arrendersi, che la loro ammirevole lealtà e perseveranza nei confronti del loro impegno verso il popolo iraniano. “Questa registrazione è anche una prova inconfutabile che i leaders del regime dei mullah sono responsabili di crimini contro l’umanità e di un genocidio senza precedenti”, ha detto Maryam Rajavi. 

Khamenei, il cui nome viene menzionato nelle affermazioni fatte dai membri della “commissione della morte” proprio durante questo incontro, aveva dichiarato il suo appoggio alle esecuzioni di massa proprio quell’anno e nei 28 anni seguenti ha mantenuto stretti rapporti con quegli ufficiali assassini che le praticavano. “È lui l’ideatore di queste atrocità, di queste deve rispondere al popolo iraniano e per queste deve essere processato”, ha detto Maryam Rajavi.

Ed ha aggiunto: “Montazeri, egli stesso fondatore e ideologo del principio del velayat-e-faqih (il potere assoluto dei religiosi), nella registrazione sottolinea: ‘Il popolo iraniano è disgustato dal velayat-e-faqih’ e ‘in futuro dirà che Agha (riferendosi a Khomeini) era un personaggio sanguinario e brutale’. Le sue dichiarazioni dimostrano l’illegittimità del potere del regime dagli anni ’80, la ripugnanza del popolo nei confronti del velayat-e-faqih e che la Resistenza ha ragione a voler rovesciare questo regime”.

Maryam Rajavi ha detto: “Le affermazioni fatte da Montazeri riferendosi ai quattro membri della ‘commissione della morte’, sul fatto che questo massacro ‘è stato il più grosso crimine commesso dalla Repubblica Islamica’ e l’ammissione che i quattro ufficiali stavano massacrando i Mojahedin prigionieri politici e progettando di proseguire con queste atrocità, non lasciano spazio a dubbi che le azioni di questi quattro uomini, e di molti altri leaders del regime coinvolti in questa barbarie siano, secondo ogni misura o definizione, un crimine contro l’umanità”.

Ed ha aggiunto: “Quindi la comunità internazionale, è obbligata ad assicurarli alla giustizia, in particolare perché questi quattro individui e gli altri che hanno compiuto il massacro dei prigionieri politici di cui si parla in questo incontro hanno, sin dal principio di questo regime e fino ad oggi, occupato cariche di alto livello negli apparati giudiziari, politici e di intelligence. Attualmente Mostafa Pourmohammadi è il ministro della giustizia di Hassan Rouhani. Hossein-Ali Nayyeri è l’attuale capo della Corte Suprema Disciplinare per i Giudici ed Ebrahim Raeesi è uno dei più rispettati religiosi del regime e capo della fondazione Astan Qods-e Razavi (una conglomerata multimiliardaria religiosa, politica ed economica ed uno dei più  importanti centri di potere politico ed economico del regime teocratico)”.

Maryam Rajavi ha detto: “Le affermazioni di Montazeri sul fatto che il ministero dell’intelligence avesse per qualche tempo investito nelle esecuzioni di massa e che Ahmad Khomeini (il figlio di Khomeini) dicesse da tre o quattro anni ‘i Mojahedin, anche quelli che leggono il loro giornale, o quelli che leggono la loro rivista, o quelli che leggono i loro comunicati, tutti devono essere giustiziati’, sono ulteriori prove del fatto che le esecuzioni di massa del 1988 furono un crimine contro l’umanità premeditato. Questo esclude le affermazioni assurde del regime al potere e dei suoi lacchè che hanno cercato di collegare queste esecuzioni all’operazione militare dei Mojahedin Eternal Light, incolpando così questa organizzazione di questo odioso crimine”, ha sottolineato.

La discussione con i membri della commissione della morte è avvenuta il 15 Agosto 1988, meno di tre settimane dopo l’inizio delle esecuzioni. In essa si riafferma l’orribile alto numero delle vittime delle esecuzioni, confutando tutti i tentativi ingannevoli del regime di minimizzare la portata di questo crimine. In un esempio Montazeri dice: “Nelle carceri (delle città), hanno fatto cose inimmaginabili… e ad Ahwaz è stato davvero tremendo”.

Maryam Rajavi ha puntualizzato: “Le affermazioni di Montazeri, come la sua descrizione dell’esecuzione di una ragazza di 15 anni e quella di una donna incinta ad Isfahan, insieme alle dichiarazioni dei boia durante questo incontro, rivelano la portata della crudeltà e della sete di vendetta del regime al potere nei confronti delle donne Mojahedin e della loro gloriosa resistenza. Rivolgendosi a questi assassini Montazeri dice: ‘Ho ricordato a Khomeini che secondo i decreti degli esperti più religiosi una donna, anche se è una mohareb (nemica di Dio), non deve essere giustiziata. Ma lui non era d’accordo e ha detto che anche le donne devono essere giustiziate’”.

Nella registrazione audio, uno dei membri della commissione della morte rivela: “Con le ragazze, Dio mi è testimone, per quanto abbiamo potuto, abbiamo cercato di negoziare con loro. Io ho i nervi molto saldi, ma l’altro ieri quando ho visto una di loro…. Ne sono stato devastato. Ho iniziato a supplicarla di scrivere solo un paio di righe e l’avremmo rimandata in carcere”.

Maryam Rajavi ha reso omaggio a tutte le vittime del massacro del 1988, in particolare alle ragazze e alle donne che hanno frustrato il regime con la loro eroica resistenza. E ha detto: “Hanno pagato il prezzo dell’essere leali alla causa della libertà e dell’uguaglianza. E non c’è alcun dubbio che l’Iran libero di domani sboccerà dal loro glorioso sacrificio. Questo è il futuro che indubbiamente si realizzerà”.

Poi ha salutato tutti i membri e i sostenitori della Resistenza Iraniana e tutti gli iraniani amanti della libertà che hanno partecipato per diverse settimane, alla campagna mondiale in onore del 28° anniversario del massacro dei prigionieri politici in Iran e per aver diffuso il messaggio di quei valorosi combattenti per la libertà sia in Iran che all’estero.

Maryam Rajavi ha chiesto a tutti gli iraniani, ed in particolare ai giovani, di chiedere giustizia per le vittime del massacro del 1988. “Questo”, ha detto “è un dovere nazionale e patriottico e fa parte della lotta del popolo iraniano per un cambio di regime in Iran e per ristabilire la determinazione politica del popolo iraniano, un diritto che il regime teocratico ha selvaggiamente distrutto con il massacro del 1988”.

Ed ha aggiunto: “Khamenei e il suo regime hanno occultato tutte le informazioni e i dettagli di questo crimine. Tutti devono essere obbligati ad annunciare pubblicamente la lista completa delle persone massacrate e il luogo in cui si trovano le loro tombe e le fosse comuni, una per una.

Maryam Rajavi ha poi precisato: “Per quanto riguarda il popolo iraniano, esso non rinuncerà mai a chiedere l’incriminazione di ognuno dei leaders del regime coinvolti in questo massacro, non importa quanti anni ci vorranno. Le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU devono prendere i necessari accordi politici e legali per l’incriminazione internazionale dei leaders del regime per questo crimine contro l’umanità”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

11 Agosto 2016

 

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