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Il regime iraniano impicca il prigioniero politico Mohammad Abdollahi ed altri cinque prigionieri

CNRI – Il regime fondamentalista iraniano martedì ha giustiziato il prigioniero politico Mohammad Abdollahi ed altri cinque prigionieri nel carcere di Orumieh (Urmia), Iran nord-occidentale.

Mohammad Abdollahi, 35 anni, un prigioniero politico curdo originario di Bukan, era stato arrestato a Marzo 2011 a Mahabad, da un’unità di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie del regime (IRGC) e condannato a morte con l’accusa di “Moharebeh” (dichiarare guerra a Dio). Il 29 Maggio aveva iniziato uno sciopero della fame durato 32 giorni, per protestare contro questa ingiusta condanna. 

Gli altri cinque prigionieri comuni impiccati insieme a Mohammad Abdollahi sono stati identificati come Jahangir Razavi-Zadeh, Kamran Pourfat, Towhid Pour-Mehdi, Amir Azizi e Gabriel Can’ani.

La moglie di Razavi-Zadeh, Parisa Hatami, è a rischio di imminente esecuzione.

Commentando la notizia delle esecuzioni di martedì Shahin Gobadi, del Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha detto:

“I mullah stanno facendo ricorso a questa ondata di esecuzioni che prosegue ormai da diverse settimane. Ciò indica chiaramente e ulteriormente la disperazione e l’isolamento di questo regime che non ha trovato altra soluzione se non ricorrere sempre più alle esecuzioni e alla repressione, di fronte alla crisi interna ed internazionale. Questo è lo stesso regime responsabile del massacro di 30.000 dissidenti politici, principalmente attivisti del PMOI (MEK), nel 1988. Ciò dimostra ancora una volta, che il concetto di moderazione e di riforme all’interno di questo regime non è altro che una completa illusione”.

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