HomeNotizieDiritti UmaniGli esperti dell'ONU: gli arresti e le pesanti multe per l'espressione artistica...

Gli esperti dell’ONU: gli arresti e le pesanti multe per l’espressione artistica in Iran “sono inaccettabili”

Gli esperti delle Nazioni Unite sui diritti umani, sui diritti culturali e sulla libertà di espressione hanno espresso la loro preoccupazione per l’arresto e l’imposizione di pesanti multe a tre artisti registrati in Iran all’inizio di questo mese ed hanno chiesto il loro rilascio immediato.

In un comunicato emesso venerdì dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), l’Inviato Speciale nell’ambito dei diritti culturali, Karima Bennoune, e l’Inviato Speciale sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione ed espressione David Kaye, hanno detto che l’incriminazione e la condanna degli artisti è assolutamente inaccettabile ed una totale violazione degli obblighi presi dal regime iraniano secondo le leggi internazionali sui diritti umani. 

Gli esperti hanno anche chiesto che vengano fatte cadere tutte le accuse.

L’appello degli esperti è anche stato appoggiato dall’Inviato Speciale dell’ONU sulla situazione dei diritti umani in Iran, Ahmed Shaheed, e dall’Inviato Speciale dell’ONU sulla tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, Juan E. Méndez.

I musicisti Mehdi Rajabian e Yousef Emadi e il regista Hossein Rajabian sono stati condannati a sei anni di reclusione e multati per 50 milioni di rial (circa $1.658) ciascuno per “insulti alle santità islamiche”, “propaganda contro lo stato” e per aver “condotto attività illegali nel campo degli audiovisivi, attraverso la produzione di materiale audiovisivo proibito e la creazione di un sito musicale illegale e clandestino”. In appello la condanna è stata ridotta a tre anni.

David Kaye ha detto che “arrestare qualcuno con accuse come ‘insulti alle santità’ e ‘propaganda contro lo stato’ è incompatibile con gli standards internazionali sui diritti umani”.

Karima Bennoune ha espresso il suo “sgomento” per queste accuse e per il fatto che gli artisti siano stati costretti ad auto-accusarsi, nel corso di “confessioni” televisive, di aver prodotto materiali audiovisivi proibiti ed a scusarsi di aver trasmesso la voce di cantanti-donne.

Karima Bennoune ha poi detto che questa azione del regime iraniano contro gli artisti avrà delle gravi ripercussioni sugli altri artisti del paese e ciò porterà ad ingiustificabili limitazioni del diritto di tutte le persone in Iran ad avere accesso e a godere delle arti. “L’espressione artistica non è assolutamente un crimine”, ha concluso la Bennoune.

“L’arresto, l’incriminazione e la condanna degli artisti è assolutamente inaccettabile ed una totale violazione delle leggi internazionali sui diritti umani che vincolano anche l’Iran. Questi tre artisti devono essere rilasciati immediatamente e tutte le accuse devono essere fatte cadere”, hanno concluso.

Gli inviati speciali vengono nominati dal Consiglio per i Diritti Umani, con sede a Ginevra, per esaminare e riferire sulla situazione di un paese o su uno specifico tema dei diritti umani.