HomeNotizieIran NewsGli ex-inviati U.S.A. in Iraq: “La situazione in Iraq sta peggiorando”

Gli ex-inviati U.S.A. in Iraq: “La situazione in Iraq sta peggiorando”

Due ex-ambasciatori americani in Iraq, Ryan Crocker e Zalmay Khalilzad, avvertono che la situazione nella regione sta decisamente peggiorando.

Crocker, in servizio come capo diplomatico in Iraq dal 2007 al 2009, ha avvertito che Washington sta perdendo la battaglia contro gli estremisti dell’ISIS e che il livello di violenza in Iraq probabilmente peggiorerà molto, prima di iniziare a migliorare.

“E’ chiaro che c’è stato un incredibile peggioramento e peggioramento significa perdere”, ha detto Crocker a VOA in un’intervista via Skype.

“Per quanto gravi possano essere le cose oggi, sono meglio di quanto non saranno tra un mese”.

Zalmay Khalilzad ha detto: “Bisogna necessariamente essere pessimisti a breve termine, visto l’andamento attuale, perché i fattori primari che potrebbero modificare le circostanze puntano in una direzione negativa”.

Khalilzad, che è stato ambasciatore di Washington in Iraq al culmine del conflitto settario, tra il 2005 e il 2007, ha ammonito dicendo che senza una soluzione politica regionale, le rivalità esistenti nella regione potrebbero deflagrare in una guerra settaria più ampia e protratta.

Il Presidente americano Barack Obama lunedì, ha ammesso che deve essere fatto molto di più se gli Stati Uniti e i suoi partners della coalizione vogliono sconfiggere l’ISIS.

“Uno degli elementi che dobbiamo migliorare è la velocità alla quale stiamo addestrando le forze irachene”, ha detto Obama dalla Germania dove si trova per l’incontro con le nazioni del G7.

“Non abbiamo ancora una strategia completa perché questa richiede degli impegni da parte degli iracheni”, ha detto.

Intanto Emma Sky, ex-consigliere politico del Generale americano Ray Odierno che è stata anche Coordinatrice del Governatorato di Kirkuk per l’Autorità Provvisoria della Coalizione, ha detto in un’intervista che l’ascesa del gruppo terroristico ISIS è il risultato che si è prodotto per aver premesso all’Iran di interferire nella politica irachena alla fine della seconda Guerra del Golfo”.

“Un errore fondamentale fatto dall’Occidente è stato quello di lasciare un vuoto di potere nella regione che è stato poi sfruttato da Tehran”, ha detto nel sito web Foreign Affairs.

Questa esperta inglese sul Medio Oriente ha detto: “Se guardiamo all’Iraq del 2003, il modo in cui ci siamo andati, non c’era nessun piano per quello che è venuto dopo. Abbiamo permesso che si creasse un vuoto di potere, tutti questi gruppi armati hanno iniziato a farsi avanti, poi la ‘de-bathificazione’, il dissolvimento dell’esercito, moltissime persone lasciate fuori da questo processo hanno iniziato a confluire nei gruppi armati e si è finito con il collasso totale dello stato.

“Ci sono stati alcuni errori nei primi anni. Penso che se si guarda al periodo dal 2007 al 2009, quello è stato l’unico periodo di tutta la guerra in cui abbiamo avuto veramente la strategia giusta, la leadership giusta e le giuste risorse”.