Cinque afghani facevano parte di un gruppo di sette persone uccise in Siria e seppellite in Iran l’11 Ottobre 2014
Il regime iraniano sta progettando di creare una nuova forza in Siria, come gli hezbollah libanesi, formata da combattenti stranieri per ridurre le perdite tra le Guardie Rivoluzionarie (IRGC) che combattono contro il popolo siriano.
Secondo una notizia di un organo di stampa dell’opposizione siriana il nuovo gruppo, che sarà un “esercito parallelo” all’esercito siriano, sarà formato da cittadini iracheni e afghani sul libro paga del regime iraniano.
Il regime iraniano paga ad ogni combattente circa 400 dollari al mese per unirsi al gruppo e gli promette che verrà ricompensato con la cittadinanza siriana dopo un certo periodo di tempo.
Secondo questa notizia, il nuovo gruppo sarà simile agli Hezbollah in Libano e combatterà al fianco degli Hezbollah e delle truppe del regime siriano.
Il reclutamento di iracheni e afghani potrebbe far parte della strategia iraniana che prevede l’invio di poveri soldati di fanteria per combattere nella guerra civile siriana, in un momento in cui il regime siriano sta incontrando grosse difficoltà a reclutare nuovi combattenti per attaccare le forze di opposizione.
Un video ottenuto dalla CNN la scorsa settimana dai ribelli siriani, mostra un prigioniero che non parla arabo, ma borbotta in Dari, la lingua parlata principalmente in Afghanistan.
Il prigioniero dice: “Mi chiamo Sayed Ahmad Hussaini. Gli iraniani pagano persone come me per venire qui (in Siria) a combattere. Io vengo dall’Afghanistan e sono emigrato in Iran. Gli iraniani ci hanno portati in Siria a combattere”. “Io non voglio combattere più”, aggiunge.
Dice inoltre di voler tornare a casa e che è stato pagato circa 500 dollari al mese per combattere. Ci sono molti afghani emigrati in Iran che cercano di trovare rifugio dopo decenni di guerra che hanno distrutto la loro terra. Hussaini ha detto di essere stato addestrato e poi mandato ad aiutare il regime.
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) il 13 Ottobre ha pubblicato delle informazioni riguardanti un rapporto confidenziale ottenuto da fonti interne al regime che descrive in dettaglio la strategia di Khamenei per la Siria e gli altri paesi arabi.
Secondo questo documento, la strategia del regime iraniano è continuare ad investire e a mantenere al potere il regime di Bashar al-Assad ad ogni costo.
Khamenei ha sottolineato che “l’asse Iraq, Siria, Libano e Yemen” è cruciale “per la Repubblica Islamica dell’Iran e che non ci dovrà essere nessun passo indietro a questo riguardo” e che tutte “le misure necessarie” dovranno essere prese a questo scopo. E’ attraverso quest’asse che “potremo circondare il resto dei paesi arabi, in particolare Arabia Saudita e Giordania” e fare pressione su paesi come l’Egitto.
