HomeNotizieIran NewsI 7 ostaggi di Ashraf sono trattenuti in un carcere nella zona...

I 7 ostaggi di Ashraf sono trattenuti in un carcere nella zona aeroportuale di Baghdad e al-Maliki sta pianificando la loro rapida estradizione

Molto urgente!

Appello agli USA per la liberazione degli ostaggi

Se gli ostaggi di Ashraf verranno estradati all’Iran il governo statunitense ne sarà responsabile

Genocidio e esecuzioni sommarie ad Ashraf – n° 54

Secondo  le ultime informazioni ricevute dall’interno del regime iraniano i sette residenti di Ashraf  sopravvissuti al genocidio del 1°settembre e presi in ostaggio dalle forze irachene, sei donne e un uomo, si trovano ancora a Baghdad sotto il controllo delle forze di al-Maliki.

Gli ostaggi sono stati trattenuti in diverse celle e separati da altri detenuti, e nessuno ha il permesso di avere  alcun contatto con loro.

Le forze di al-Maliki tengono rigorosamente protetto e nascosto il luogo della loro detenzione. Non si può fotografare il carcere, né entrarvi con  i telefoni cellulari. Al-Maliki  è intenzionato a consegnare i 7 ostaggi al regime dittatoriale iraniano.

Si dice che, dopo le dettagliate rivelazioni fatte dalla Resistenza Iraniana sulla presenza dei 7 ostaggi a Baghdad, al-Maliki ha pensato, come giustificazione, di costituire dossier, ed ha  ordinato ad inquisitori di interrogare gli ostaggi con l’accusa di partecipazione a “terrorismo, uccisione e sostegno al terrorismo”.

Visto che non ci sono più dubbi sulla detenzione degli ostaggi a Baghdad da parte delle forze di al-Maliki, visto che tutti i 7 sono “persone protette” dalla IV Convenzione di Ginevra, visto che gli Stati Uniti d’America  ufficialmente e per scritto si sono impegnati per la loro tutela fino alla soluzione finale, la Resistenza Iraniana chiede al presidente e al segretario del Dipartimento di Stato statunitense di intervenire urgentemente per la loro liberazione. La Resistenza Iraniana ammonisce  nuovamente che se i 7 ostaggi verranno estradati l’amministrazione statunitense ne sarebbe  totalmente responsabile.

Segretariato del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana

20 settembre 2013