mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Secondo le ultime informazioni ricevute al-Maliki che ha negato la presenza degli ostaggi, sta negoziando tramite il suo consigliere Faleh Fayaz, con l’ambasciatore iraniano a Baghdad che è in diretta comunicazione con l’ufficio di Khamenei a Teheran

Molto urgente!

Avvertimento per l’estradizione degli ostaggi all’Iran

Genocidio e esecuzioni sommarie ad Ashraf – n° 56

Il regime iraniano ha offerto tre soluzione, come salvacondotto ad al-Maliki. Per questo motivo l’accesso al luogo della detenzione degli ostaggi, perfino per i rappresentanti dell’ONU è rigorosamente vietato. Le tre scelte sono:

1. il loro rapido trasferimento a Teheran;

2. il regime iraniano annunci che al-Maliki non è al corrente della vicenda degli ostaggi e questi sono stati arrestati dai militari ignoti (gli agenti dei servizi iraniani);

3. il governo iracheno dichiari che gli ostaggi sono nelle mani dei gruppi iracheni, “Intefazeh” che sono stati colpiti in passato dall’ “organizzazione khalg” e che c’è in atto un negoziato tra governo e i gruppi iracheni. In un passo successivo per togliere al-Maliki dalle difficoltà, un immaginario annunci, cosi come accaduto negli attacchi con i razzi a Liberty, che ha in mano i 7 ostaggi e che li libererà solo dopo l’uscita di tutti i membri dell’ “organizzazione khalg avranno lasciato il Camp Liberty e l’Iraq. Nel frattempo si costruiranno un grasso dossier contro gli ostaggi.

Dall’atra parte il regime iraniano chiede ad al-Maliki di storcere, sotto la tortura, le seguenti confessioni:

“organizzazione khalg” sosteneva i gruppi terroristici ed è responsabile dei tumulti in Iraq;

sulle morti sospette tra i Mojahedin e dire che nel recente attacco e nei precedenti delle forze irachene erano i Mojahedin che sparavano dalle spalle ai loro membri scontenti;

sulle corruzioni e deviazioni morali all’interno dei Mojahedin in particolare della leadership dei Mojahedin.

In seguito alle smentite di al-Maliki sulla presenza degli ostaggi in Iraq, la signora Maryam Rajavi qualche ore fa ha chiesto l’intervento immediato di Presidente Obama, del Segretario Kerry, del Segretario generale Ban Ki-monn, il suo vice Jeffrey Feltman, della signora Navi Pillay, l’Alto Commissaria per i Diritti Umani, e de’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati António Guterres,  della signora Beth Jones, l’assistente per gli Affari mediorientali del segretario di Stato e dell’ambasciatore Bikfrat per impedire la violazione del principio del “non respingimento” e l’estradizione dei rifugiati all’Iran.

Segretariato del Consiglio nazionale della Resistenza Iraniana

20 settembre 2013

 

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