Il Segretario Generale, come tutore internazionale della Responsabilità-di-Proteggere, deve far cessare il commercio del sangue e della sofferenza dei rifugiati imprigionati a Camp Liberty
L’apprezzamento disgustoso e intenso da parte di mister Kobler del regime di al-Maliki e la negazione del suo ruolo negli attacchi con razzi contro Camp Liberty, del quale sono stati mostrati filmati dalla Resistenza Iraniana, è un chiaro segnale di ‘luce verde’ per un altro bagno di sangue; tanto più poiché Kobler è rimasto silenzioso circa la lista delle urgenti necessità per la sicurezza di Camp Liberty, cui il governo iracheno ha impedito negli ultimi 5 mesi che si provvedesse, anche se a spese dei residenti.
Kobler è rimasto silenzioso sulla spoliazione da parte del governo iracheno dei diritti dei residenti di Ashraf alla proprietà e sulla relazione del viaggio in Iraq del senatore statunitense Robert Torricelli, il rappresentante legale dei residenti per la questione delle proprietà, e ha invece falsamente dichiarato che i residenti non avrebbero presentato il proprio rappresentante legale per la vendita dei loro beni.
Kobler inoltre è rimasto silenzioso sul suo progetto, contrario al diritto internazionale, di ‘Luogo di Transito Temporaneo’ (Temporary Transit Location – TTL) e non ha offerto alcuna soluzione per il pressante problema della sicurezza. Invece, egli ha indicato che fra il 2011 e il 2013 un totale di 135 persone erano state trasferite in Paesi terzi e ha affermato: “Stiamo, tuttavia, ancora cercando di trasferire il 90 per cento dei residenti”.
La signora Maryam Rajavi, presidente-eletto della Resistenza Iraniana, ha descritto le azioni di Kobler, alla fine del suo mandato di due anni in Iraq, come un tradimento dei diritti umani e del principio della Responsabilità-di-Proteggere (Responsibility-to-Protect – R-2-P), nonché una macchia per la storia delle Nazioni Unite.
La signora Rajavi ha condannato con forza i tentativi fraudolenti di Kobler di presentare rapporti falsi al Consiglio di Sicurezza e al Segretario Generale dell’ONU. Ella ha chiesto al Segretario Generale Ban Ki-moon, nella sua qualità di tutore internazionale del principio della R-2-P, di inviare una missione internazionale d’inchiesta a Camp Liberty e di aprire il campo a giornalisti, avvocati e parlamentari al fine di far cessare il commercio del sangue e la sofferenza dei rifugiati in un campo descritto dal Gruppo di Lavoro dell’ONU sulle Detenzioni Arbitrarie come una prigione.
La signora Rajavi ha avvisato che, dopo che Kobler ha preparato il terreno per un quinto massacro dei residenti indifesi, l’unica soluzione all’urgente problema della sicurezza per i residenti di Camp Liberty è il loro immediato ritorno a Camp Ashraf.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran
17 luglio 2013
