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Il rapporto di ISJ su Campo Ashraf e Camp Liberty – Luglio 2013

Bruxelles – 14 Luglio 2013

ISJ – Alla vigilia della sessione del Consiglio di Sicurezza del’ONU sull’Iraq, il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ), che gode del supporto di oltre 4000 parlamentari delle due sponde dell’Atlantico, ha pubblicato il suo rapporto sugli sviluppi nei campi di Ashraf e Liberty nel periodo intercorso tra le due sessioni del Consiglio.

Alejo Vidal Quadras, Vice-Presidente del Parlamento Europeo e Presidente di ISJ, ha inviato questo rapporto, accompagnato da specifiche lettere, al Segretario Generale dell’ONU, al Segretario di Stato U.S.A. e presidente di turno del Consiglio di Sicurezza dell’ONU John Kerry e a tutti gli stati membri del Consiglio.

Il rapporto, redatto in 10 capitoli e 100 articoli, esorta il Segretario Generale dell’ONU, il Consiglio di Sicurezza e, in particolare gli Stati Uniti, ad intraprendere le seguenti azioni urgenti:

Primo: Convincere il governo iracheno a riportare immediatamente i residenti ad Ashaf da dove verrebbero trasferiti in paesi terzi e, fino ad allora, sollecitare il governo iracheno a consentire che le sette misure di sicurezza vengano prese a  Liberty. Queste misure includono: riportare i muri a T, trasferire dei piccoli bunker al campo, installare coperture protettive a doppio strato sui tetti di tutti i containers, trasferire i giubbotti e gli elmetti protettivi da  Ashraf a Liberty, trasferire le attrezzature mediche da Ashraf a Liberty, espandere l’area del campo e permettere di costruire all’interno del campo.

Secondo: Dato che il rapporto dell’inviato dell’ONU, Martin Kobler, al Consiglio di Sicurezza non sarà in alcun modo imparziale, noi chiediamo fermamente la presenza di un rappresentante da parte dei residenti nella sessione del 16 Luglio, che presenti un vero rapporto e risponda alle domande dei membri del Consiglio.

Terzo: Prendere in considerazione le opinioni dei residenti e dei loro rappresentanti nella nomina di un nuovo Rappresentante Speciale e/o di qualunque individuo che si assumerà la responsabilità di Ashraf e Liberty per conto delle Nazioni Unite, assicurarsi dell’imparzialità di questo individuo e che lui/lei non ricada sotto l’influenza dei governi di Iraq e Iran. ISJ è pronta a fornire il suo consiglio e la sua esperienza a questo riguardo al Segretario Generale e ai suoi rappresentanti.

Quarto: Il Segretario Generale ed il Consiglio di Sicurezza dovranno creare un comitato investigativo imparziale per indagare sugli attacchi missilistici a Liberty, sul comportamento di Kobler riguardo ad Ashraf e Liberty e le testimonianze presentate da Tahar Boumedra.

Quinto: Sollecitare il governo iracheno a revocare il crudele assedio, in particolare il blocco sanitario imposto ad Ashraf e Liberty.

In altre parti il rapporto di ISJ al Consiglio di Sicurezza fa riferimento ai seguenti punti:

1- L’attacco missilistico del 15 Giugno era totalmente prevedibile ed evitabile. Oltre ad ISJ, anche i residenti e i loro rappresentanti e l’ambasciata americana in Iraq avevano messo in guardia contro tali attacchi l’11 Febbraio 2013.

2- Oltre alla responsabilità politica e morale, vi sono forti ragioni legali riguardo al fatto che il Governo U.S.A.e le Nazioni Unite abbiano doveri e responsabilità sulla protezione dei residenti di Ashraf e Liberty. Questa responsabilità è cresciuta dopo il trasferimento a Liberty e gli attacchi missilistici. I residenti sono tutti “persone protette” secondo la Quarta Convenzione di Ginevra, rifugiati, richiedenti asilo e beneficiari e ciascuno di loro aveva firmato un accordo bilaterale con gli Stati Uniti per godere della loro protezione in cambio del disarmo volontario. I residenti sono stati trasferiti a Liberty in base ad un accordo quadripartito (firmato da U.S.A., ONU, governo iracheno e rappresentanti dei residenti). Secondo questo accordo gli Stati Uniti e le Nazioni Unite si assumevano la responsabilità della sicurezza e dell’incolumità dei residenti.

3- Il previsto progetto di risistemazione veloce si è rivelato un totale fallimento. Nonostante la completa collaborazione dei residenti, della leadership del campo, dell’OMPI e del CNRI, dobbiamo notare che fino alla data di stesura di questo rapporto (11 Luglio 2013), solo circa il 3% dei residenti di Liberty è stato trasferito fuori dall’Iraq. Nel migliore dei casi, questo dato raggiungerà il 10% per la fine del 2013. Lo scorso Aprile, in un rapporto al Congresso Americano, il Segretario Kerry ha ribadito che i suoi sforzi per trovare paesi che accettassero i residenti, si erano rivelati inutili. Perciò, vista l’assenza di una risistemazione veloce, l’unica soluzione per la sicurezza e la protezione dei residenti è il loro immediato ritorno ad Ashraf.

4- A Liberty vi è la possibilità che avvenga un’altra tragedia simile a quelle del 9 Febbraio e del 15 Giugno 2013, nelle quali la collaborazione tra i governi iraniano e iracheno è più che ovvia. Non c’è alcun dubbio riguardo al movente di questi due governi nel mettere a segno ulteriori colpi. In questo quadro, dopo lo sbarramento missilistico del 9 Febbraio e anche nel periodo tra le due sessioni del Consiglio, il governo iracheno ha impedito che venisse fornita qualunque misura di sicurezza all’interno del campo, nemmeno a spese dei residenti stessi, allo scopo di aumentare il tasso di vulnerabilità e per far sì che il numero delle vittime rimanga alto.

5- Il Rappresentante Speciale del Segretario Generale e i suoi agenti speciali, invece di concentrarsi sulla questione della sicurezza, continuano la loro politica presentando rapporti completamente falsi, distorti e contraffatti alle Nazioni Unite, agli Stati Uniti, all’UE e all’Iraq. Questa politica si concentra su due aspetti:

Primo: Dipingere i residenti, la leadership del campo, l’OMPI e il CNRI come le parti responsabili del fallimento del progetto di risistemazione;

Secondo: Demonizzare i residenti e la leadership del campo, aprendo praticamente la via ad ulteriori attacchi e crimini contro l’umanità.

6 – Dopo aver analizzato minuziosamente le 14 lettere inviate da Kobler ai rappresentati dei residenti nel periodo tra le due sessioni del Consiglio, il suo discorso al Consiglio di Sicurezza (21 Marzo), al Comitato Affari Esteri del Parlamento Europeo (29 Maggio), le sue interviste e dichiarazioni private, ISJ non ha alcun dubbio sul suo infido ruolo e, nonostante il lunghissimo ritardo, saluta con enorme piacere la sua sostituzione ad opera del Segretario Generale, sebbene molto tardiva.

7 –  Le scioccanti testimonianze rese da Tahar Boumedra, l’ex-capo e consigliere per i diritti umani dell’UNAMI su Ashraf, dimessosi in segno di protesta verso le politiche faziose di Kobler, sono state ignorate. Nel suo libro appena pubblicato, intitolato “La storia mai raccontata di Campo Ashraf”, dimostra chiaramente che il vero mandato di Kobler era quello di smantellare l’OMPI. Lasciare queste testimonianze senza una risposta da parte delle Nazioni Unite, estende la collaborazione di Kobler ai crimini e ai reati, a tutte le Nazioni Unite e al Segretario Generale.

Alejo Vidal-Quadras

Vice-Presidente del  ParlamentoEuropeo

Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ)

ISJ:

Nel 2008, alcuni europarlamentari hanno dato vita al Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ), che ha riunito illustri politici e giuristi internazionali per sfidare l’ingiusta inclusione dell’OMPI nella lista nera terroristica in Europa.

Sono riusciti a vincere nelle corti di Regno Unito e Lussemburgo e giustizia è stata fatta per l’OMPI in Europa, quando è stato rimossi sia dalla lista nera britannica che da quella dell’UE, rispettivamente nel 2008 e 2009. L’OMPI (MEK) è stato finalmente rimosso dalla lista nera degli Stati Uniti il 28 Settembre 2012.

Il Presidente di ISJ, Dr. Alejo Vidal Quadras, è Vice-Presidente del  ParlamentoEuropeo dal 1999.

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