Eseguire esecuzioni arbitrarie è un crimine contro l’umanità per il quale Khamenei e gli altri leader del regime iraniano devono essere perseguiti
Khamenei, il Leader Supremo religioso del regime teocratico dell’Iran, ha ripreso le esecuzioni di massa pochi giorni dopo il Summit dei Paesi Non-Allineati tenutosi a Tehran. I suoi scagnozzi hanno impiccato undici prigionieri, solo nella giornata di ieri, nella prigione di Evin mentre moltissimi altri prigionieri sono in attesa della loro esecuzione. Gholamreza Khosravi è uno di questi prigionieri, condannato a morte solo perché diede aiuto finanziario alla televisione Simaye-Azadi. Sembra ci siano anche molti cittadini afghani disgraziati e bisognosi tra quelli giustiziati o condannati a morte. Nel sottolineare che queste selvagge ed arbitrarie esecuzioni di massa vengono considerate un crimine contro l’umanità, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, si è rivolta alla comunità internazionale ed in particolare al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale, all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Unione Europea, agli Stati Uniti e a tutte le organizzazioni in difesa dei diritti umani, perché condannino fermamente il regime iraniano e adottino misure efficaci per fermare questo crimine e questo bagno di sangue e processino Khamenei e gli altri leaders del regime per aver commesso crimini contro l’umanità.
Maryam Rajavi ha dichiarato che, come ripetutamente affermato dalla Resistenza Iraniana, il popolo dell’Iran è l’unico che sta pagando il prezzo degli accordi diplomatici e delle conferenze, come quella del Summit dei Paesi Non-Allineati, fatti dal disumano regime teocratico, venendo oppressi, torturati e giustiziati. Perciò essi si aspettano ovviamente, che la comunità internazionale e il Segretario Generale dell’ONU mostrino una ferma reazione nei confronti di questa nuova ondata di esecuzioni di massa che sta avvenendo una settimana dopo che il UNSG e il suo vice sono rientrati da Tehran.
Maryam Rajavi ha sottolineato che gli accordi economici e diplomatici con il fascismo religioso assetato di sangue che governa l’Iran, non fanno altro che alimentare la sua macchina per le esecuzioni, le sue torture e il terrore, così come l’ottenimento delle armi nucleari. Si è rivolta a tutti i paesi del mondo affinché, come il Canada, interrompano tutte le relazioni politiche ed economiche con il regime iraniano e appoggino la lotta per la democrazia e la libertà del popolo iraniano.
Khamenei, il Leader Supremo religioso del regime teocratico dell’Iran, ha ripreso le esecuzioni di massa pochi giorni dopo il Summit dei Paesi Non-Allineati tenutosi a Tehran. I suoi scagnozzi hanno impiccato undici prigionieri, solo nella giornata di ieri, nella prigione di Evin mentre moltissimi altri prigionieri sono in attesa della loro esecuzione. Gholamreza Khosravi è uno di questi prigionieri, condannato a morte solo perché diede aiuto finanziario alla televisione Simaye-Azadi. Sembra ci siano anche molti cittadini afghani disgraziati e bisognosi tra quelli giustiziati o condannati a morte. Nel sottolineare che queste selvagge ed arbitrarie esecuzioni di massa vengono considerate un crimine contro l’umanità, Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, si è rivolta alla comunità internazionale ed in particolare al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale, all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Unione Europea, agli Stati Uniti e a tutte le organizzazioni in difesa dei diritti umani, perché condannino fermamente il regime iraniano e adottino misure efficaci per fermare questo crimine e questo bagno di sangue e processino Khamenei e gli altri leaders del regime per aver commesso crimini contro l’umanità.Maryam Rajavi ha dichiarato che, come ripetutamente affermato dalla Resistenza Iraniana, il popolo dell’Iran è l’unico che sta pagando il prezzo degli accordi diplomatici e delle conferenze, come quella del Summit dei Paesi Non-Allineati, fatti dal disumano regime teocratico, venendo oppressi, torturati e giustiziati. Perciò essi si aspettano ovviamente, che la comunità internazionale e il Segretario Generale dell’ONU mostrino una ferma reazione nei confronti di questa nuova ondata di esecuzioni di massa che sta avvenendo una settimana dopo che il UNSG e il suo vice sono rientrati da Tehran.
Maryam Rajavi ha sottolineato che gli accordi economici e diplomatici con il fascismo religioso assetato di sangue che governa l’Iran, non fanno altro che alimentare la sua macchina per le esecuzioni, le sue torture e il terrore, così come l’ottenimento delle armi nucleari. Si è rivolta a tutti i paesi del mondo affinché, come il Canada, interrompano tutte le relazioni politiche ed economiche con il regime iraniano e appoggino la lotta per la democrazia e la libertà del popolo iraniano.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
09 Settembre 2012
