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Il segretario generale dell’ONU esorta l’Iraq e il gruppo d’opposizione iraniano a operare insieme per portare a termine il trasferimento del gruppo

Di Associated Press, martedì, 17 luglio
Nazioni Unite – Lunedì il segretario generale Ban Ki-moon ha invitato il governo iracheno e il gruppo di opposizione iraniano cui fu dato asilo nel Paese al tempo del governo di Saddam Hussein a collaborare tra loro per completare pacificamente, senza ulteriori rinvii, il trasferimento del gruppo. Circa 2000 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano si sono spostati da Camp Ashraf, sito nell’Iran nordoccidentale a Camp Hurriya, la ex base militare USA abbandonata alla periferia di Baghdad nota come Camp Liberty. Ma circa 1300 di loro hanno rifiutato di andare finché il governo iracheno non accoglierà le loro richieste umanitarie, compreso il trasferimento di climatizzatori, generatori di corrente, camion e altri oggetti alla loro nuova sede.
Hanno vissuto in esilio a Camp Ashraf in Iraq da quando li accolse Saddam trenta anni fa, uniti nella lotta contro l’Iran. Ma adesso sono spinti ad andarsene dal nuovo governo iracheno, i cui esponenti sciiti vogliono instaurare legami più forti con Teheran.
Il governo iracheno ha stabilito il 20 luglio come termine ultimo perché il gruppo, noto anche con il nome farsi di Mojaheden-e-Khalq o MEK evacui del tutto Ashraf.
Leaders anglicani in Irlanda e in Gran Bretagna hanno scritto al segretario generale una lettera che esorta l’ONU  e gli Stati Uniti a fare pressione sul governo iracheno affinché migliori le condizioni umanitarie in modo da consentire ai residenti di Ashraf di trasferirsi.
In una relazione al Consiglio di sicurezza dell’ONU diffusa lunedì, Ban ha esortato il governo iracheno e i residenti di entrambi i campi “a continuare a lavorare assieme in modo costruttivo e flessibile in vista del completamento senza ulteriori rinvii del processo di trasferimento”.
Ha ribadito l’importanza che i residenti di entrambi i campi cooperino con le autorità irachene e l’impegno dell’ONU in sostegno di una soluzione pacifica.
I leader anglicani hanno manifestato preoccupazione rispetto all’eventuale uso della forza contro la gente di Camp Ashraf, e hanno richiamato l’attenzione sulla penuria di acqua, cibo, medicine e cure mediche a Camp Hurriya. Hanno detto che ulteriori trasferimenti erano stati bloccati perché l’Iraq era venuto meno ai precedenti accordi.
“Siamo certi che la comunità internazionale, le Nazioni Unite e il popolo degli Stati Uniti d’America sono concordi nel volere per tutte le persone requisiti umanitari moralmente accettabili”, hanno detto i leader. “Riteniamo che i residenti abbiano mostrato un sincero impegno verso una soluzione pacifica della crisi e siano pronti a trasferirsi senz’altro a Camp Liberty non appena saranno attuate le condizioni umanitarie essenziali.
La lettera era firmata dall’arcivescovo di Armagh A.E.T. Harper, primate di tutta l’Irlanda  e sottoscritta dall’arcivescovo del Galles, 18 vescovi e tre ministri.
I Mojahedin del popolo compirono una serie di attentati e attacchi omicidi contro il regime clericale negli anni Ottanta e combatterono a fianco dell’esercito di Saddam nella guerra tra Iraq e Iran, ma dicono di aver rinunciato alla violenza nel 2001. Al segretario di Stato Hillary Clinton è stato ingiunto da un tribunale di decidere entro ottobre se cancellare il gruppo dall’elenco statunitense delle organizzazioni terroristiche.
Il gruppo dice che il governo iracheno ha adoperato il suo status di terrorista per giustificare il maltrattamento  dei residenti – un raid delle forze irachene l’anno scorso ha ucciso 34 esuli – e ha reso difficile il trasferimento dei residenti in altri paesi.