
Nel suo messaggio per Nowruz 1405, che quest’anno coincide con l’Eid al-Fitr, la signora Maryam Rajavi, presidente-eletta del CNRI, si è congratulata con il popolo iraniano e ha onorato la memoria dei martiri che hanno sacrificato la propria vita per la libertà nel corso dell’anno appena trascorso. Ha descritto il nuovo anno come un punto di svolta nella lotta dell’Iran per la libertà e ha espresso la speranza che la prossima primavera possa assistere alla fioritura di una rivoluzione che conduca a una repubblica democratica.
La signora Rajavi ha affermato che il “vero Nowruz dell’Iran” sarà un Nowruz libero sia dai mullah che dallo scià, libero dalla tirannia e dalla dipendenza. Ha osservato che né il regime clericale al potere né i resti della monarchia possono rivendicare la paternità dei sacrifici di coloro che hanno combattuto e sono morti per la libertà, aggiungendo che il sangue versato ingiustamente, in ultima analisi, genera giustizia.
Nel suo discorso, ha elogiato i prigionieri politici, le unità di resistenza e i membri dell’Esercito di Liberazione, descrivendoli come la forza di rinnovamento e cambiamento in Iran. Ha reso omaggio a coloro che sono stati giustiziati o uccisi nella lotta contro il regime, affermando che il loro coraggio continua a ispirare il movimento per la libertà.

La signora Rajavi ha evidenziato che, a differenza degli eredi della teocrazia al potere e dell’ex monarchia, la Resistenza iraniana cerca la pace, la libertà, la giustizia e l’indipendenza, non il potere fine a se stesso. Ha affermato che l’obiettivo è trasferire la sovranità al popolo iraniano e instaurare un sistema basato sulla volontà popolare.
La signora Rajavi ha sostenuto che l’esperienza dell’ultimo anno ha svelato la vera natura dei tentativi di restaurare la monarchia in Iran, avvertendo che un simile progetto significherebbe un ritorno alla repressione e alla negazione dei diritti della società e delle nazionalità oppresse. Ha affermato che, nel corso della storia moderna dell’Iran, lo scià e i mullah sono stati legati nel perpetuare l’oppressione, e ha insistito sul fatto che il popolo iraniano è determinato a porre fine a questo ciclo una volta per tutte.
Ha inoltre delineato la visione politica della Resistenza iraniana, evidenziando principi quali una repubblica democratica, la separazione tra religione e Stato, l’autonomia delle etnie, la parità di genere, l’abolizione della pena di morte e un Iran non nucleare che viva in pace con il resto del mondo. Ha affermato che questi principi, riflessi nel Piano in Dieci Punti della Resistenza, rappresentano la via verso un Iran libero, sviluppato ed equo.
Sollecitando solidarietà e sostegno reciproco, la signora Rajavi ha esortato gli iraniani a stare accanto alle famiglie colpite dalla repressione, dalla povertà e dalla perdita dei propri cari durante le rivolte e le attività di resistenza. Ha affermato che aiutare coloro che sono stati danneggiati dall’oppressione e dal saccheggio del regime è un dovere nazionale.
Guardando al futuro, la signora Rajavi ha affermato che il popolo iraniano, attraverso decenni di sacrifici e rivolte dal 1999 al 2025-2026, darà vita a un vero Nowruz: un Nowruz fondato sul libero voto, sulla sovranità popolare e su una repubblica scelta dal popolo stesso. Ha descritto l’Iran di domani come un Paese di libertà, giustizia, uguaglianza sociale, progresso scientifico e partecipazione attiva dei giovani e delle donne nel plasmare il futuro della nazione.
Ha concluso esprimendo la speranza della liberazione dei prigionieri politici iraniani e pregando per un anno in cui le condizioni del popolo iraniano migliorino.
