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Il governo provvisorio del CNRI ottiene il sostegno di oltre 1.000 personalità internazionali

Un gruppo di ex capi di governo, ministri, parlamentari, giudici, diplomatici e altre personalità pubbliche ha rilasciato una dichiarazione a sostegno della spinta del popolo iraniano verso una repubblica democratica e a favore del governo provvisorio proposto dal Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran nell’ambito del Piano in Dieci Punti della signora Maryam Rajavi. La dichiarazione, intitolata “L’Iran si trova a un bivio storico”, sostiene che il futuro politico dell’Iran debba essere deciso solo dagli iraniani e dalla loro resistenza organizzata, e respinge sia l’attuale sistema clericale sia qualsiasi ritorno al regime monarchico.
Il testo descrive la rimozione della “Guida Suprema” Ali Khamenei come un punto di svolta fondamentale, ma afferma che qualsiasi cambiamento di regime duraturo “può essere raggiunto solo dal popolo iraniano e dalla sua resistenza organizzata”. Accoglie con favore l’annuncio del CNRI di un governo provvisorio volto a trasferire la sovranità al popolo e a istituire una repubblica democratica basata sul programma della signora Rajavi, che, come ricorda la dichiarazione, include la libertà di espressione e di riunione, la separazione tra religione e Stato, la parità di genere, l’abolizione della pena di morte, l’autonomia per le nazionalità oppresse all’interno di un Iran unito e un Iran non nucleare. Si osserva che il piano è già stato approvato da oltre 4.000 legislatori su entrambe le sponde dell’Atlantico.
La dichiarazione afferma che il CNRI non chiede truppe straniere né assistenza finanziaria ed è impegnato a tenere elezioni libere ed eque entro sei mesi dalla caduta dell’attuale sistema. Sostiene inoltre la formazione di un fronte di solidarietà più ampio che riunisca le forze politiche impegnate a rovesciare il regime e ad instaurare una repubblica laica. I firmatari affermano che sostenere il governo provvisorio del CNRI e la leadership della signora Rajavi è necessario per la democrazia e la stabilità in Iran e per la pace nell’intera regione.

L’elenco dei firmatari comprende ex primi ministri o ex presidenti di Polonia, Costa Rica, Tunisia, Lituania, Andorra, Italia, Slovenia, Romania, Estonia, Slovacchia, Kosovo, Malta, Belgio e Yemen, insieme a ex ministri e altre personalità di Europa, Nord America e Medio Oriente. Include anche attuali ed ex parlamentari nazionali ed europei, giuristi di alto livello, ex funzionari delle Nazioni Unite e dell’OSCE, premi Nobel, accademici, avvocati e personalità della società civile.

il testo dell’appello:

L’Iran si trova a un bivio storico
Elogiamo la coraggiosa lotta del popolo iraniano per la libertà e la democrazia. Come dimostrato dalle rivolte nazionali, il popolo dell’Iran aspira a un futuro fondato su una repubblica democratica. Respinge sia l’attuale dittatura religiosa sia il dominio autoritario dello Scià. Il popolo iraniano guarda al progresso, non a un ritorno al passato.
La rimozione di Ali Khamenei, un dittatore responsabile del sangue di centinaia di migliaia di persone innocenti in Iran e in tutta la regione, rappresenta uno sviluppo di enorme rilevanza. Tuttavia, il cambiamento di regime in Iran, con le sue profonde implicazioni per la pace e la sicurezza globali, in particolare in Medio Oriente, può essere realizzato solo dal popolo iraniano e dalla sua resistenza organizzata. La determinazione del futuro politico del Paese resta esclusivamente un diritto e una responsabilità del popolo iraniano.
In questo contesto, accogliamo con favore l’annuncio del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) relativo alla formazione di un governo provvisorio per trasferire la sovranità al popolo e per istituire una repubblica democratica basata sul Piano in Dieci Punti di Maryam Rajavi. Questo piano prevede la libertà di espressione e di assemblea, la separazione tra religione e Stato, la parità di genere, l’abolizione della pena di morte, il riconoscimento dell’autonomia delle nazionalità oppresse all’interno di un Iran unito e un Iran non nucleare. Esso merita il nostro pieno sostegno ed è già stato approvato da oltre 4.000 parlamentari su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Il CNRI, in quanto la più antica coalizione democratica e indipendente dell’Iran, ha sempre affermato di non cercare né assistenza finanziaria né la presenza di forze straniere sul territorio iraniano. Il suo programma si impegna a favorire un trasferimento pacifico del potere al popolo iraniano attraverso elezioni libere e corrette entro sei mesi dalla caduta del regime.
Accogliamo inoltre con favore l’appello del CNRI alla formazione di un fronte di solidarietà che riunisca tutte le forze politiche impegnate nel rovesciamento del regime e nella creazione di una repubblica basata sulla separazione tra religione e Stato.
Sostenere il governo provvisorio del CNRI, la signora Maryam Rajavi e il movimento di resistenza sotto la sua guida è un passo necessario verso l’instaurazione della democrazia e della stabilità in Iran, nonché verso la pace e la convivenza nella regione e nel mondo.

Il testo completo della dichiarazione, insieme a un elenco parziale dei suoi firmatari, è riportato qui di seguito :

Iran-Historical-Crossroads-Signatures