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Iran: Rajavi esorta la comunità internazionale per azioni urgenti contro le “confessioni forzate”

ImageCNRI, 4 luglio – In una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza, all’alto Commissariato per I Diritti Umani delle nazioni Unite, e alle organizzazioni internazionali per I diritti dell’uomo, Sig.ra. Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha allertato che gli arrestati avvenuti durante la rivolta nazionale del Popolo Iraniano sono stati sottoposti a tortura e uccisi cosi come sono stati forzati a rilasciare una confessione televisiva. Lei si richiama all’archivio dei crimini del regime per poter essere riferito al Consiglio di Sicurezza e per poter fissare delle valutazioni preventive da adottare per prevenire la tortura e l’esecuzione di prigionieri politici. Ha riproposto il bisogno dell’invio di una missione investigativa internazionale in Iran per verificare e riportare dei crimini del regime dei Mullah.

Riferendosi all’affermazione del Mullah Ahmad Jannati, il capo del Consiglio dei Guardiani del regime, nel corso del sermone della preghiera del Venerdى, nella quale veniva detto che nei giorni a seguire ulteriori confessioni sarebbero provenute dai detenuti, Mrs. Rajavi ha detto che il regime sta torturando psicologicamente e fisicamente questi detenuti e li sta forzando ad apparire sulle televisioni di stato e che il regime ridicolo ha affermato che le sommosse popolari sono state fomentate e guidate dall’esterno.

Afferma ancora una volta che dall’inizio della ribellione, agenti della Guardia Rivoluzionaria, paramilitari del Bassaij, la Forza di Sicurezza Statale, il Ministero dei Servizi Segreti e dell’Interno sotto forma di agenti in Borghese hanno attaccato le persone con armi, gas lacrimogeni e spray al peperoncino, uccidendo più di 200 persone e ferendone o arrestandone un altro migliaio. I detenuti sono in pessime condizioni e sottoposti a torture brutali. Infine un detenuto, Kianoush Asa, uno studente neo laureato della Facoltà di Scienza e Tecnologia dell’Università di Teheran, arrestato il 15 Giugno, è stato torturato fino alla morte. Essa aggiunge che tramite arresti di massa, torture, esecuzioni e parallelamente con le loro decisioni e diffusione di paura, I Mullah stanno cercando invano di salvare il loro regime dalla rabbia e dallo scontento del Popolo.

Il Mullah Ahmad Khatami, un membro dell’Assemblea degli Esperti del regime, il 26 Giugno, ha affermato che gli arrestati hanno “intrapreso una Guerra contro Dio” e ha esortato i Giudici affinché fossero impiccati. Il Mullah Mahmoud Hashemi-Shahroudi, capo dei giudici del regime, il 30 Giungo, ha scelto una commissione di tre persone, ovvero il Mullah Magistrato Generale Ghorbanali Dorri-Najafabadi, il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Verifiche Mostafa Pour-Mohammadi, il Primo Deputato Giudice in capo Ebrahim Raissi, incaricandoli di verificare la situazione degli arrestati durante la protesta nazionale del Popolo Iraniano. Pour-Mohammadi e Raissi sono stati membri entrambi della “Commissione della Morte” fondata da Khomeini nel 1988 che nel corso di poche settimane decretٍ l’esecuzione capitale di 30.000 prigionieri politici.

Pour-Mohammadi, un ex Ministro degli Interni nel governo di Mahmoud Ahmadinejad, all’epoca del massacro è stato un delegato del Ministero dell’Interno e ha giocato un ruolo importantissimo nel mettere in pratica l’ordine di Khomeini al fine di compiere il massacro dei prigionieri politici.

Dorri-Najafabadi sopporta la responsabilità per l’assassinio di oppositori politici in catene nell’ultimo periodo degli anni ’90 quando lui era Ministro dei Servizi Segreti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 Luglio, 2009