la propaganda del regime iraniano sul progetto nucleare è destinata al consumo interno in campagna elettorale
CNRI, 25 febbraio – Prima della prossima riunione del 5+1, Maryam Rajavi, presidente eletto della resistenza iraniana, ha chiamato all’adozione immediata di sanzioni complete in armamento, tecnologici, diplomatici e petrolifere per impedire al regime dei mullah di acquisire la bomba nucleare. Ha indirizzato le sue congratulazioni al popolo iraniano per il colpo devastante che la resistenza ha portato al fascismo religioso contro le sue attività nucleari.
Ha dichiarato che questo regime disumano ed anti-iraniano che tenta di dotarsi la bomba atomica giusta per garantire la sua sopravvivenza, è nuovamente preso alla trappola dalle rivelazioni stupefacenti della resistenza. La Sig.ra Rajavi ha qualificato le osservazioni di Mahmoud Ahmadinejad e di altri responsabili del regime che provavano – in un movimento orchestrato – a dipingere la relazione del AIEA come una vittoria ed una prova dell’innocenza del regime nelle sue attività illegali, come soltanto essendo destinato al consumo interno. Ha aggiunto che nella campagna elettorale legislativa, tutto il regime dei mullah e particolarmente la fazione di Khamenei e di Ahmadinejad provano disperatamente a dissimulare l’aumento della crisi interna ed il loro isolamento internazionale crescente. Lottano anche per rafforzare la loro posizione nelle lotte interne del regime.
Il regime mette davanti questa propaganda cava mentre l’articolo 54 della relazione del AIEA ricorda che "resta una questione principale che riguarda la natura del programma nucleare del regime a proposito degli studi sul sale verde, degli esplosivi ad alta intensità ed un corpo di rientro di missile". Il AIEA esige anche "di comprendere il ruolo del documento sul metallo d’uranio e delle chiarificazioni che riguardano le attività fornite da istituzioni militari interessate che non sono state sempre date." "L’agenzia esige dunque con veemenza del regime iraniano che fornisca ulteriori chiarificazioni." L’articolo 56 dichiara che contrariamente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, il regime non ha sospeso le sue attività d’arricchimento d’uranio ed ha continuato l’operazione di PFEP e FEP. Ha anche continuato la costruzione del reattore IR- 40 e l’operazione della fabbrica di produzione d’acqua pesante. Nell’articolo 57, il AIEA conclude che la fiducia nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare dell’Iran esige che l’agenzia sia capace di fornire assicurazioni non soltanto sul materiale nucleare dichiarato, ma, altrettanto importante, sull’assenza di materiale nucleare e le attività non dichiarati in Iran. In risposta ad una domanda in un’intervista teletrasmessa sabato sera che chiede a Ahmadinejad se ci fosse una storia non detta sulla cartella nucleare del regime, ha detto che "la questione nucleare sotto la sua nuova forma è cominciata all’inizio dell’estate 2002, quando la MKO (termine utilizzato dal regime per Mojahedin del Popolo Iraniano) ha pubblicato una relazione su Natanz e (…) (degli impianti nucleari)." In autunno del 2003, dopo la relazione del MKO, ministri degli esteri europei sono venuti a Teheran a proporre un piano che è stato approvato dalle due parti per regolare la questione nucleare iraniana. Ciò è avvenuto mentre una risoluzione contro l’Iran era stata già adottata dall’Ufficio dei governatori del AIEA.
La Sig.ra Rajavi ha reso omaggio ai membri ed a simpatizzanti della resistenza iraniana e a tutti i suoi compatrioti amanti della libertà che hanno aiutato a rivelare i progetti nucleari del regime. Ha aggiunto che il regime dei mullah aveva portato soltanto la repressione e la povertà al popolo iraniano. Tutti i suoi progetti, anche quello del nucleare e l’esportazione dell’integralismo e del terrorismo, hanno costato agli iraniani miliardi di dollari, hanno aggiunto sottolineando che questo avventure è contrario agli interessi supremi della nazione iraniana.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
il 24 febbraio 2008
