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Ventitre senatori hanno mandato al Presidente Obama una lettera sull’Iran

Fonte: levin.senate.gov

WASHINGTON: Un gruppo di 23 senatori ha inviato oggi una lettera al Presidente Obama riguardante i negoziati in corso tra i P5+1 e l’Iran. Il testo di questa lettera è identico a quello che circa 400 membri della Camera dei Rappresentanti hanno inviato al Presidente all’inizio di questa settimana. 

 

La lettera del Senato è stata firmata dai senatori: Carl Levin (D-Mich.), Ron Wyden (D-Ore.), Martin Heinrich (D-N.M.), Tom Harkin (D-Iowa), Al Franken (D-Minn.), Tim Johnson (D-S.D.), Tim Kaine (D-Va.), Tom Udall (D-N.M.), John E. Walsh (D-Mont.), Benjamin L. Cardin (D-Md.), Barbara A. Mikulski (D-Md.), Sheldon Whitehouse (D-R.I.), Claire McCaskill (D-Mo.), Jack Reed (D-R.I.), Sherrod Brown (D-Ohio), Mazie Hirono (D-Hawaii), Jon Tester (D-Mont.), Angus King (I-Maine), Mark Warner (D-Va.), Jeanne Shaheen (D-N.H.), Elizabeth Warren (D-Mass.), Joe Manchin III (D-W.V.), e Bill Nelson (D-Fla.).

Il testo della lettera recita:

21 Marzo 2014

Al Presidente Barack Obama

The White House

1600 Pennsylvania Ave NW

Washington, D.C. 20500

Sig. Presidente:

come suoi partners nello sviluppo di sanzioni su una base di larghe intese che, portando l’Iran al tavolo dei negoziati, hanno svolto un ruolo essenziale nel suo duplice approccio per incoraggiare l’Iran a rinunciare al suo programma sulle armi nucleari, noi sosteniamo  i suoi sforzi diplomatici per saggiare la disponibilità dell’Iran ad abbandonare le sue ambizioni nucleari e risolvere in maniera soddisfacente tutte le questioni critiche riguardanti il suo programma atomico.

Il passato dell’Iran fatto di ritardi, inganni e dissimulazione crea gravi preoccupazioni per il fatto che l’Iran utilizzerà questi negoziati prolungati come uno strumento per garantirsi una scappatoia economica mentre continuerà a fare progressi nella costruzione delle armi nucleari. I leaders iraniani devono comprendere che ulteriori alleggerimenti delle sanzioni richiedono che Tehran abbandoni la sua corsa alle armi nucleari e riveli completamente le sue attività atomiche.

Siamo fiduciosi che un accordo diplomatico permanente richiederà lo smantellamento delle infrastrutture iraniane legate alle armi nucleari, come gli impianti per l’arricchimento dell’uranio, la produzione di acqua pesante e per il riprocessamento nucleare, in tal modo l’Iran non sarà in grado di sviluppare, costruire o acquisire armi nucleari. Noi non vogliamo negare all’Iran un programma per un utilizzo pacifico dell’energia nuclare, ma siamo fortemente preoccupati che la capacità di arricchimento dell’uranio su scala industriale dell’Iran e i reattori ad acqua pesante in costruzione ad Arak, possano essere utilizzati per lo sviluppo di armi nucleari.

Poiché riteniamo che qualunque accordo debba prevedere severe misure per la trasparenza, per garantire che l’Iran non possa acquisire una capacità non rilevabile di sviluppare con successo armi nucleari, Tehran dovrà implementare totalmente e in maniera verificabile il suo Accordo per la Salvaguardia con l’Agenzia Atomica Internazionale, ratificare ed applicare il Protocollo Integrativo, rispondere alle domande ancora in sospeso dell’AIEA e acconsentire alle misure per la trasparenza richieste dal Direttore Generale dell’AIEA, nonché a qualunque verifica aggiuntiva e alle misure di monitoraggio necessarie a garantire che l’Iran stia rispettando i termini di ogni accordo. Queste misure dovranno prevedere un accordo che garantisca all’AIEA l’accesso necessario per ispezionare tutti i siti sospetti, comprese le strutture militari e a fornire la possibilità di interrogare senza restrizioni scienziati iraniani e personale legato al programma nucleare iraniano.

Con il procedere dei negoziati, ci aspettiamo che la sua amministrazione continui a tenere il Congresso regolarmente informato sui dettagli. E poiché qualunque alleggerimento a lungo termine delle sanzioni richiederà un’azione del Congresso, la esortiamo a consultarsi attentamente con noi in modo da poter determinare i parametri di un tale alleggerimento nell’eventualità che venga raggiunto un accordo oppure, se non venisse raggiunto un accordo o se l’Iran violasse l’accordo provvisorio, in modo da poter agire rapidamente per considerare sanzioni aggiuntive e i passi necessari per cambiare le previsioni dell’Iran.

Infine, sebbene il processo dei P5+1 sia concentrato sul programma nucleare iraniano, noi siamo ancora profondamente preoccupati per la sponsorizzazione del terrorismo da parte dello stato iraniano, per la sua orribile situazione dei diritti umani, per i suoi sforzi di destabilizzare i suoi vicini, per la sua corsa ai missili balistici intercontinentali e per le sue minacce verso il nostro alleato, Israele, nonché per il destino di cittadini americani detenuti in Iran.

Noi vogliamo lavorare insieme a lei per affrontare queste gravi questioni come parte di una più ampia strategia per rapportarci all’Iran.

Siamo fiduciosi che la sua duplice strategia convincerà l’Iran a cambiare rotta e ad abbandonare la sua corsa alle armi nucleari. Nessuno di noi desidera un conflitto militare ma, come lei stesso ha riconosciuto, dobbiamo mantenere tutte le opzioni sul tavolo per impedire a questo pericoloso regime di acquisire armi nucleari.

Senator Carl Levin

Senator Ron Wyden

Senator Martin Heinrich

Senator Tom Harkin

Senator Al Franken

Senator Tim Johnson

Senator Tim Kaine

Senator Tom Udall

Senator John E. Walsh

Senator Benjamin L. Cardin

Senator Barbara A. Mikulski

Senator Sheldon Whitehouse

Senator Claire McCaskill

Senator Jack Reed

Senator Sherrod Brown

Senator Mazie Hirono

Senator Jon Tester

Senator Angus King

Senator Mark Warner \

Senator Jeanne Shaheen

Senator Elizabeth Warren

Senator Joe Manchin III

Senator Bill Nelson

 

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