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USA e ONU devono impedire all’Iraq di rubare le proprietà dei residenti di Ashraf

Furti di cavi, attrezzature e pali dell’elettricità di Ashraf da parte di governo e forze armate dell’Iraq

Dal mattino di martedì 2 luglio, governo e forze armate dell’Iraq hanno iniziato a rubare, nella parte nord-orientale di Ashraf, cavi e attrezzature della rete elettrica che appartengono totalmente ai residenti.

 

 

Dalle 9 del mattino militari iracheni con diversi veicoli e mezzi tecnici hanno iniziato a smontare cavi e attrezzature elettrici ad Ashraf, senza prestare attenzione alle proteste dei residenti rimasti ad Ashraf per salvaguardare le proprietà sulla base di un accordo quadrilaterale fra governo dell’Iraq, governo degli Stati Uniti, Nazioni Unite e rappresentanti dei residenti. Hanno continuato a rubare tali materiali fino alle 7 del pomeriggio. Il mercoledì mattina, le forze irachene hanno asportato pali dell’elettricità; entro mezzogiorno, ne avevano rubati almeno 21.

Si tratta di elementi della rete per l’illuminazione intorno a Camp Ashraf, che erano stati acquistati a spese dei residenti e installati dopo il 1990. Tutti i documenti d’acquisto sono disponibili. I materiali rubati erano stati inclusi nella lista dei beni dei residenti che era stata fornita ufficialmente alle Nazioni Unite ed era stata registrata dall’UNAMI. (Fotografie allegate,)

Tali materiali erano stati venduti a un’azienda britannica nel settembre 2012 con le approvazioni ufficiali del Ministero degli Esteri del Regno Unito, dell’ambasciata irachena a Londra e della Camera di Commercio Britannico-Araba. Tuttavia, il governo dell’Iraq con la complicità di Martin Kobler impedì l’adempimento del contratto.

Nel loro piano per rubare le attrezzature elettriche di Ashraf, le forze irachene si avvalgono della collaborazione di Muhammad Hamdi, il direttore del dipartimento elettricità della provincia di Diyala, che è stato a lungo coinvolto nel saccheggio delle proprietà dei residenti di Ashraf. In una lettera dal contenuto assolutamente falso e contrario alle leggi, egli ha affermato l’anno scorso che sei generatori elettrici da 1,5 megawatt dei residenti apparterrebbero al governo; mentre i documenti d’acquisto dei generatori erano già stati ripetutamente forniti dai residenti all’UNAMI e a funzionari degli Stati Uniti. Muhammad Hamdi ha già addebitato ai residenti circa un miliardo di dinari per il loro consumo di elettricità e continua tuttora questa vergognosa estorsione. Egli addebita ai residenti perfino il costo dell’elettricità consumata dalle forze irachene presso Ashraf.

Nell’ultimo anno, le forze irachene hanno compiuto molte volte furti di beni dei residenti di Ashraf, e di tutti i casi sono stati informati funzionari degli Stati Uniti e dell’ONU. Ad esempio, il 13 maggio e il 29 ottobre 2012 e il 5 febbraio 2013, forze irachene hanno rubato un generatore da 100 kilowatt, un trasformatore ad alta tensione e una grande quantità di attrezzature e cavi elettrici.

La Resistenza Iraniana chiede al governo degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite, sulla base delle cui garanzie i residenti hanno lasciato Ashraf, di assumere immediate misure per prevenire il saccheggio dei beni di Ashraf, che sono il risultato del lavoro e degli investimenti di migliaia di persone per 26 anni.

È opportuno ricordare che Martin Kobler scrisse in un documento ufficiale datato 6 settembre 2012, intitolato “Accordo finale per il trasferimento dei residenti di Camp Ashraf”: “solo 100 residenti rimarranno a CNI” [Camp New Iraq – ovvero Camp Ashraf] “come custodi delle proprietà. Il governo dell’Iraq dovrà fornire protezione per le proprietà e per i rimanenti residenti di CNI fino a quando la questione delle proprietà sia definita completamente”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran – Parigi

3 luglio 2013

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