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Membri del Congresso degli Stati Uniti sollecitano Obama ad aumentare la pressione sul regime iraniano

Fonte: Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti degli USA

Washington, D.C. – A seguito della recente elezione iraniana, il deputato degli Stati Uniti Ed Royce (repubblicano – California), presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, e il deputato Eliot Engel (democratico – New York), capogruppo del partito di minoranza in Commissione, insieme con 43 altri membri della Commissione stessa, hanno inviato una lettera con la quale sollecitano il Presidente Obama ad aumentare la pressione sull’Iran perché questo smantelli il suo programma di armi nucleari.

Nella lettera al Presidente, i membri della Commissione Affari Esteri hanno evidenziato il recente rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica secondo il quale Teheran sta espandendo notevolmente la sua infrastruttura nucleare, scrivendo: “L’elezione in Iran sfortunatamente non ha fatto nulla che suggerisca un’inversione nel perseguimento da parte dell’Iran di una capacità bellica nucleare”. I deputati hanno concluso la lettera affermando: “È importante che lei non lasci alcun dubbio nelle menti del governo iraniano sul fatto che gli Stati Uniti faranno tutto ciò che possono per impedire che l’Iran acquisisca una capacità bellica nucleare”.

Di seguito il testo della lettera.

28 giugno 2013

Al Presidente

Casa Bianca

Washington, DC 20500

Signor Presidente:

Recentemente, il popolo iraniano ha votato per il suo nuovo presidente, Hassan Rouhani. Il presidente-eletto era largamente percepito come il più moderato dei candidati ai quali è stato consentito di competere nel processo elettorale estremamente restrittivo dell’Iran. In realtà, più di 600 potenziali candidati erano stati esclusi da un organismo non eletto di giuristi islamici, cosicché erano rimasti soltanto quelli approvati da chierici di nomina governativa. Ma mentre questa non è stata un’elezione libera e corretta, secondo standard internazionali, il suo risultato ha riflesso la considerevole insoddisfazione da parte del popolo iraniano per un governo autocratico e repressivo che ha isolato internazionalmente l’Iran.

L’elezione in Iran sfortunatamente non ha fatto nulla che suggerisca un’inversione nel perseguimento da parte dell’Iran di una capacità bellica nucleare. Il presidente-eletto Rouhani, che è stato un negoziatore sulla questione nucleare per l’Iran in un periodo in cui il suo illecito programma era ben avviato, ha indicato il proprio sostegno per le ambizioni nucleari dell’Iran nella sua prima conferenza stampa post-elettorale. In verità, non appare nulla di “moderato” circa le sue politiche nucleari, che sono una continuazione di quelle cui si è duramente opposta la comunità internazionale. Inoltre, le decisioni sul programma nucleare e sulla politica estera dell’Iran sono principalmente nelle mani della Guida Suprema dell’Iran, Khamene’i. Khamene’i ha recentemente ripetuto il proprio punto di vista che l’Iran non ha alcuna ragione per normalizzare le relazioni con gli Stati Uniti.

Secondo un recente rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, l’Iran sta accelerando i propri sforzi nucleari. Teheran sta espandendo notevolmente la sua infrastruttura nucleare: installando centrifughe avanzate che quadruplicherebbero la velocità con cui l’Iran può arricchire l’uranio, e continuando nello stesso tempo la costruzione di un reattore ad acqua pesante che permetta l’opzione della produzione di plutonio. Le nostre strategie diplomatiche e di sanzioni devono rispecchiare queste pericolose realtà.

Il nostro obiettivo diplomatico deve essere raggiungere una soluzione negoziata con cui l’Iran acconsenta a smantellare in modo verificabile il proprio programma di armi nucleari. Perché questo risultato si realizzi, l’Iran deve affrontare una pressione sempre più intensa. Questo significa la piena attuazione delle sanzioni ora disponibili per il nostro governo, e ulteriori passi legislativi per colmarne le lacune e ampliarne la portata.

Come membri della Commissione Affari Esteri, noi apprezziamo la sua recente imposizione di nuove sanzioni e la sollecitiamo ad aumentare la pressione sull’Iran nei giorni a venire. Un’ulteriore azione positiva sarebbe estendere le sanzioni ai settori estrattivo, ingegneristico e delle costruzioni dell’Iran. Noi abbiamo in programma di rafforzare le sanzioni con provvedimenti legislativi aggiuntivi già approvati all’unanimità dalla Commissione Affari Esteri e ora in sospeso alla Camera dei Rappresentanti. È importante che lei non lasci alcun dubbio nelle menti del governo iraniano sul fatto che gli Stati Uniti faranno tutto ciò che possono per impedire che l’Iran acquisisca una capacità bellica nucleare.

Cordialmente,

 

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