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“Uniti Contro il Fondamentalismo: Il ruolo della Resistenza Iraniana”

Maryam Rajavi: “La libertà e i diritti umani rubati in Iran possono essere ristabiliti con la lotta e la ribellione”

“Il Daesh ha avuto la possibilità di crescere e di espandersi con l’appoggio di Bashar Assad e non verrà distrutto con Assad al potere”.

Alla vigilia della Giornata Internazionale per i Diritti Umani, l’Unione della Associazioni Iraniane in Europa ha sponsorizzato un meeting martedì 8 Dicembre alla presenza della Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi, a cui hanno partecipato il Senatore Joseph Lieberman, ex-candidato alle presidenziali americane ed il Professor Alejo Vidal Quadras, Vice-Presidente del Parlamento Europeo dal 1999 al 2014.

Nel corso del meeting, intitolato “Uniti Contro il Fondamentalismo: il Ruolo della Resistenza Iraniana”, Maryam Rajavi ha voluto attirare l’attenzione e mettere in guardia contro gli sforzi del regime iraniano e dei suoi alleati per salvare il regime di Assad.

Ha detto che il Daesh ha avuto la possibilità di crescere e di espandersi con l’appoggio di Bashar Assad e che non sarà distrutto con Assad al potere.

Ed ha aggiunto: “Ciò richiede ai governi occidentali di adottare una politica che appoggi i desideri del popolo innocente della Siria di un veloce rovesciamento di Bashar Assad, che dia un sostanzioso sostegno all’Esercito Libero Siriano nella sua lotta contro il regime e che insista sulla cacciata delle truppe straniere e specificatamente del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane (IRGC) dalla Siria e dall’Iraq.

Riferendosi agli attacchi terroristici in Europa e Stati Uniti Maryam Rajavi ha sottolineato: “L’Islam è scioccato da una tale barbarie. Non c’è nessuna disputa tra sciiti e sunniti, tra musulmani e cristiani, né tra nazioni del Medio Oriente e dell’Occidente o tra le loro culture. La disputa semmai, è tra le dittature al potere e le nazioni che vogliono la libertà.

Ed ha poi affermato: “Chiunque si dica musulmano deve lottare contro Bashar Assad e Khamenei e non uccidere gente innocente. Devo ribadire che la soluzione a questo paradosso è nelle mani del popolo della regione che deve lottare contro gli estremisti facendo affidamento su un vero Islam che sposa la democrazia e la tolleranza.

Maryam Rajavi ha anche reso omaggio alla memoria dei 120.000 martiri del PMOI e delle altre vittime delle esecuzioni del fascismo religioso, come i 30.000 prigionieri massacrati nel 1988 e tutti i prigionieri politici giustiziati negli ultimi anni, nonché di quelli massacrati nei campi Ashraf e Liberty e dei 24 combattenti per la libertà, in particolare quelli che hanno perso la vita nell’attacco missilistico del 29 Ottobre sferrato per conto del regime teocratico.

Ha denunciato il fatto che i governi occidentali stanno ignorando le palesi violazioni dei diritti umani in Iran, tra cui ci sono le 2000 persone giustiziate con Rouhani, insieme alle funeste conseguenze delle attività guerrafondaie del regime e dei massacri in tutta la regione.

Maryam Rajavi ha poi chiesto ai governi occidentali di rivedere la loro politica che finora ha rafforzato il regime iraniano che causa instabilità nella regione ed è la principale minaccia alla pace e alla sicurezza mondiale, di subordinare le loro relazioni con il regime iraniano alla fine delle esecuzioni e delle torture e alla liberazione dei prigionieri politici.

Citando la storia criminale di Khamenei, Maryam Rajavi ha esortato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a fare i necessari preparativi per l’incriminazione dei leaders del regime iraniano, in particolare Khamenei, in quanto responsabili, di fronte ad un tribunale internazionale.

L’ex-prigioniero politico Farzad Madadzadeh, fuggito recentemente dall’Iran, insieme a Shaqayeq Azimi, i cui genitori sono attualmente detenuti in quanto prigionieri politici, hanno parlato del terribile stato dei diritti umani in Iran e delle orribili condizioni delle carceri medievali del regime teocratico.

Anche specialisti, professionisti, insegnanti, infermiere, studenti ed altri rappresentanti delle comunità iraniane hanno partecipato a questa importante conferenza e molti di loro hanno parlato agli intervenuti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

8 Dicembre 2015

 

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