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Iran: La conferma della pena di morte per criminali minorenni dimostra “disprezzo” per i diritti dei bambini

8 Dicembre 2015, 16:38 UTC 

“L’Iran ha consolidato il suo vergognoso status di primo boia al mondo di criminali minorenni dopo che due ragazzi sono stati condannati nuovamente a morte per crimini commessi quando avevano meno di 18 anni”, ha detto oggi Amnesty International.

Sajad Sanjari e Hamid Ahmadi, a cui è stato concesso un nuovo processo a causa della giovane età che avevano all’epoca del crimine, rischiano l’esecuzione dopo che le corti che hanno presieduto separatamente ai loro casi, hanno concluso che i ragazzi avevano raggiunto “la maturità mentale” all’epoca del crimine.

“Questa sentenza dimostra il disprezzo delle autorità iraniane per i diritti umani dei bambini, a cui si aggiunge la loro passione per la pena di morte, una combinazione tossica che costringe moltissimi criminali minorenni ad affrontare l’esecuzione”, ha detto Said Boumedouha, vice-Direttore del Programma di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa.

“L’uso continuo che l’Iran fa della pena di morte nei confronti di persone accusate di crimini commessi quando avevano meno di 18 anni di età è crudele, inumano e palesemente illegale. Le condanne a morte di entrambi questi ragazzi, e di tutti gli altri criminali minorenni nel braccio della morte in Iran, devono essere commutate immediatamente”.

Una norma sulla condanna dei minorenni contenuta nel Codice Penale iraniano del 2013, consente ai giudici di sostituire la pena di morte con una pena alternativa nel caso in cui decidano che il minorenne non comprendeva la natura del crimine o le sue conseguenze o che la sua “crescita mentale e la sua maturità” erano dubbie.

Ma le giurie in questi casi hanno infranto le speranze di entrambi gli accusati e dei difensori dei diritti umani che da lungo tempo chiedono l’abolizione della pena di morte per i criminali minorenni, confermando le due condanne a morte con pochissime spiegazioni.

“La conferma della condanna a morte di Sajad Sanjari ed Hamid Ahmadi, si prende gioco di una norma, viziata alla base, che concede ai giudici discrezionalità nell’imporre la pena di morte per i crimini commessi da minori. Nessuna discrezionalità di alcun genere deve essere data mai, in nessuna circostanza. La valutazione del loro stato mentale anni dopo il crimine è un modo intrinsecamente difettoso di determinare la responsabilità criminale”, ha detto Said Boumedouha.

“Questi nuovi procedimenti sono stati salutati come un progresso nella giustizia minorile, ma stiamo sempre più assistendo alla loro trasformazione in un crudele show che finisce con i criminali minorenni che si ritrovano di nuovo nel braccio della morte”.

Sajad Sanjari, ora 20 anni, è stato condannato a morte la prima volta a Gennaio 2012 dopo essere stato accusato di omicidio per aver pugnalato a morte un uomo nella provincia di Kermanshah. Aveva 15 anni all’epoca del crimine.

Hamid Ahmadi, 24 anni, è stato condannato a morte la prima volta ad Agosto 2009 perché coinvolto nell’accoltellamento che provocò la morte di un ragazzo durante una rissa tra cinque ragazzi nella provincia settentrionale di Gilan. Aveva 17 anni a quell’epoca.

L’Iran è uno degli stati firmatari della Convenzione sui Diritti del Bambino e del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, i quali proibiscono entrambi l’applicazione della pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di 18 anni all’epoca del crimine, senza alcuna eccezione. Ma l’Iran continua ad imporre la pena di morte ai criminali minorenni e spesso rimanda l’esecuzione fino a che non abbiano compiuto i 18 anni.

“Questi casi evidenziano la continua ed urgente necessità di leggi che proibiscano l’uso della pena di morte per i criminali minorenni, una volta per tutte”, ha detto Said Boumedouha.

“Fino ad allora, i criminali minorenni restano a rischio di pena di morte anche quando la loro richiesta di un nuovo processo viene accolta”.

L’Iran guida l’orribile classifica mondiale dei carnefici di criminali minorenni. Nel 2015 almeno quattro minorenni si ritiene siano stati giustiziati. Tra questi Javad Saberi, Vazir Amroddin, Samad Zahabi e Fatemeh Salbehi.

“E’ assolutamente scioccante che a pochi mesi e settimane dalla sessione di riesame di fronte al Comitato per i Diritti del Bambino le autorità iraniane continuino spudoratamente a condannare a morte criminali minorenni, a programmare e a compiere le loro esecuzioni”, ha detto Said Boumedouha.

L’Iran dovrà essere riesaminato dal Comitato l’11 e il 12 Gennaio. Il comitato ha già espresso la sua profonda preoccupazione sull’uso della pena di morte nei confronti di criminali minorenni ed ha chiesto all’Iran di fornire informazioni sui risultati e i progressi dei casi di criminali minorenni sottoposti ad un nuovo processo.

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2015/12/Iran-Renewed-death-sentences-for-juvenile-offenders-show-contempt-for-childrens-rights/

 

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