lunedì, Gennaio 30, 2023
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Una ONG sollecita un’azione dell’ONU contro l’Iran dopo l’esecuzione di Gholamreza Khosravi del PMOI (MEK)

CNRI – Il 10 Giugno tre organizzazioni non-governative, il Movimento contro il Razzismo e per l’Amicizia tra i Popoli (MRAP), l’Associazione Internazionale per i Diritti Umani delle Donne (WHRIA) e il Programma Internazionale per lo Sviluppo Educativo hanno esortato l’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani ad intraprendere un’azione contro il gran numero di esecuzioni in Iran.

 

Queste ONG hanno detto, in un comunicato congiunto, durante la 26a sessione del Consiglio per i Diritti Umani: “Un esempio è il caso di Gholamreza Khosravi, che sembra sia stato tenuto per più di 40 mesi in isolamento in vari centri di detenzione sin dal suo arresto nel 2008. Durante la sua prigionia ha detto di essere stato torturato e altrimenti maltrattato, sembra dopo essersi rifiutato di rilasciare una ‘confessione’. Era stato condannato a morte nel 2010 con l’accusa di “inimicizia verso Dio” (moharebeh) per il suo presunto appoggio ad un gruppo di opposizione iraniano messo al bando, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Era uno dei prigionieri feriti durante il raid del 17 Aprile alla sezione 350 della prigione di Evin. Dopo questo incidente, sembra sia stato avvertito da un funzionario del Ministero dell’Intelligence che la sua condanna a morte sarebbe stata eseguita.

“Era stato trasferito dalla Sezione 350 della prigione di Evin a Tehran, alla sezione di ‘Isolamento’ della prigione di Raja’i Shahr il 28 Maggio. Sappiamo che né i suoi familiari, né il suo avvocato erano stati informati del suo trasferimento dalla prigione di Evin alla prigione di Raja’i Shahr e le sue ragioni. Secondo la legge iraniana, gli avvocati devono ricevere notifica dell’esecuzione dei loro clienti 48 ore prima.

“Gholamreza Khosravi Savadjani era stato arrestato a Rafsanjan, nella provincia di Kerman, nel 2008 e processato per accuse relative alle sue donazioni finanziarie e per aver fornito informazioni all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e condannato a sei anni di carcere. Aveva già precedentemente scontato cinque anni di prigione, dal 1981 al 1986, per accuse legate al suo supporto al PMOI”.

 

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