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Un parlamentare del regime iraniano: “E’ vergognoso che gli studenti della città di Izeh debbano studiare nelle stalle”

CNRI – Un membro del parlamento del regime iraniano della città meridionale di Izeh-Baghmelk, parlando della terribile situazione delle scuole in alcuni villaggi di Izeh ha detto: “E’ preoccupante che 37 anni dopo la rivoluzione, gli studenti di queste città debbano studiare nelle stalle”.

Secondo l’agenzia di stampa Tasnim (il 12 Settembre), durante la sua visita a Sabzi e a Seyed Khedr, l’Hedayatollah Khademi ha detto nel suo discorso alla popolazione di questi villaggi: “Questi villaggi mancano di servizi. 30 anni fa, feci un viaggio a Sabzi che all’epoca era un bellissimo villaggio con molte risaie.

Purtroppo gli abitanti ora hanno perso quelle risaie a causa della mancanza di acqua”.

Parlando dell’attuale situazione nel villaggio di Seyed Khedr, Khademi ha detto: “Quando sono arrivato in questo villaggio ho notato un altissimo livello di inefficienza. Molte famiglie vivono in questo luogo e si possono sentire le grida della povertà”.

E questo parlamentare del regime ha aggiunto: “Quando ho visitato la scuola di questo villaggio, ho visto due stalle per animali e ho notato che una di queste veniva usata come classe. E’ preoccupante che a più di 30 anni dalla rivoluzione vediamo posti come questo usati per l’istruzione del paese”.

Ed ha aggiunto: “Ci sono molte zone e villaggi che hanno questi stessi problemi e nulla è stato fatto per loro negli ultimi anni”.

Khademi si è poi rivolto al Ministro dell’Istruzione del regime dicendo: “Qual’è il motivo per cui gli studenti della provincia del Khuzestan devono studiare nelle stalle degli animali? Accade lo stesso in altre città dell’Iran? Quanto può costare al ministero un container da usare come classe per questi studenti? Se solo la milionesima parte degli stipendi e delle mazzette che si pagano nel paese fosse destinata ad Izeh e a Baghmelk, allora vedremmo sicuramente queste città prosperare”.

Ed ha continuato dicendo: “Mi chiedo dove devo gridare per questa ingiustizia. Perché i politici non prestano attenzione a questa città?”.