venerdì, Marzo 31, 2023
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Un impiegato pubblico iraniano licenziato ha dato fuoco al sindaco

CNRI – Un impiegato pubblico iraniano, di una città della provincia di Kerman, ha dato fuoco al sindaco mentre si trovava nella sua auto, secondo l’agenzia di stampa del regime iraniano IRNA.

Mercoledì 14 Marzo, un impiegato furioso ha versato benzina nell’auto del sindaco, mentre questo si trovava all’interno e poi ha dato fuoco al veicolo, causando gravi ferite al sindaco.

Il sindaco della città di Nodezh, che ha riportato ustioni di secondo grado nella parte superiore del corpo, è stato trasportato all’ospedale di Bandar Abbas, Iran meridionale, e non è in pericolo di vita.

IRNA ha riferito che questo ignoto impiegato aveva minacciato il sindaco diverse volte prima di dargli fuoco. Mentre l’agenzia di stampa Tasnim ha riferito che l’impiegato aveva iniziato a minacciarlo dopo essere stato licenziato e che l’uomo soffre di disturbi psicologici.

Un paio di funzionari hanno detto a Tasnim che l’impiegato aveva ripetuto queste minacce anche mercoledì, ma che non era stato preso sul serio. Poi, quando il sindaco è entrato nella sua auto, l’uomo ha dato fuoco al sindaco e all’auto e a quel punto è scappato.

I diritti dei lavoratori

Sebbene questo sia, naturalmente, un tragico evento, riflette l’attuale scioccante situazione dei diritti dei lavoratori in Iran, che sono stati il motivo di migliaia di proteste nel paese e di molti atti disperati negli ultimi anni.

Questi lavoratori protestano contro i licenziamenti ingiusti, il mancato pagamento dei salari, condizioni di lavoro pericolose, ma i loro datori di lavoro non ascoltano. Quel che è peggio, è che il regime iraniano spesso punisce i lavoratori per le loro proteste pacifiche, invece che i datori di lavoro che hanno causato il problema.

Questo si è visto chiaramente nell’acciaieria di Ahvaz, dove più di 3500 lavoratori (su un totale di 4000) stanno scioperando da Gennaio per il mancato pagamento di più di tre mesi di stipendio, chiedendo l’allontanamento del proprietario dello stabilimento e le dimissioni del governatore generale regionale Gholamreza Shariati.

Dieci attivisti sono stati arrestati durante i raid notturni dell’inizio di Marzo, in quello che si può ritenere essere nient’altro che un tentativo di intimidire i lavoratori.

Mentre a Febbraio un operaio dello zuccherificio di Haft Tapeh, nella provincia del Khuzestan, si è tolto la vita dopo che aveva dovuto fare grossi debiti a causa dei salari non pagati.

 

 

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