mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Un illustre rappresentante democratico della Camera: “Non mancano certo i motivi per imporre sanzioni al regime iraniano”

CNRI – Un illustre rappresentante democratico alla Camera ha dichiarato che le nuove sanzioni americane sull’Iran ridurranno in ginocchio il regime e lo riporteranno al tavolo dei negoziati.

Brad Sherman, il rappresentante della California, parlando ad una conferenza sull’anti-terrorismo organizzata lunedì dall’Hudson Institute, ha detto che le “massime sanzioni” sull’Iran potranno costringere il regime ad “implorare” gli Stati Uniti.

Ed ha aggiunto: “Se faremo abbastanza, torneranno da noi implorando di negoziare su tutte le questioni in sospeso, comprese le inadeguatezze dell’accordo sul nucleare”.

Come molti “falchi” all’interno dell’amministrazione di Donald Trump contrari all’Iran, Sherman nel 2015 aveva votato contro l’accordo sul nucleare che ha rimosso le sanzioni contro l’Iran in cambio della limitazione del programma nucleare del paese, e ritiene che questo accordo non faccia abbastanza per contenere l’aggressione iraniana.

Tuttavia Sherman non crede nell’uscita totale dall’accordo, noto ufficialmente come Joint Comprehensive Plan of Action. Crede invece nella rigida applicazione e nella rinegoziazione dell’accordo allo scopo di ottenere l’appoggio internazionale per azioni più dure contro l’Iran.

Ed ha affermato: “Abbiamo bisogno delle massime sanzioni, della massima applicazione delle restrizioni sul nucleare e del massimo appoggio internazionale. (Un ritiro) provocherebbe il mancato appoggio dell’Europa a nostre ulteriori sanzioni e molti nel mondo direbbero addirittura che l’Iran è libero di riaprire il programma nucleare senza ispezioni o restrizioni”.

Il Senatore repubblicano Tom Cotton, intervenuto anch’egli all’evento, non concorda. Questo politico dell’Arkansas, che ha avuto un ruolo-chiave nella politica di Trump sull’Iran, ha affermato che anche l’Europa rinnoverebbe le sue sanzioni contro l’Iran se gli Stati Uniti si ritirassero dall’accordo.

E al Washington Examiner ha detto: “I nostri alleati in Europa e Asia, a quel punto potranno decidere se vorranno fare affari con la più grossa economia del mondo… o con l’economia di un paese che sponsorizza il terrorismo, grande più o meno quanto l’economia del Maryland. Credo che sia una scelta piuttosto facile per il leaders esteri”.

Sherman ritiene che questo sia un rischio inutile, dato che la malvagità mostrata dall’Iran giustifica sanzioni più pesanti che sono completamente al di fuori dell’ambito dell’accordo sul nucleare, ma puniscono l’Iran per il supporto al terrorismo, il suo ruolo nel prolungamento della guerra civile siriana attraverso il sostegno al regime di Bashrar Assad e per le sue innumerevoli violazioni dei diritti umani.

Ed ha aggiunto: “Noi possiamo imporre le massime sanzioni senza neanche menzionare l’accordo sul nucleare ed avere poi l’appoggio europeo, dato che parliamo di almeno 500.000 civili siriani morti, una diretta responsabilità dell’Iran, dato che parliamo di terrorismo in tutto il mondo, dato che parliamo di come minacci il suo stesso popolo e giustizi gli appartenenti alla comunità LGBT. Non mancano certo i motivi per imporre sanzioni all’Iran”.

 

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