giovedì, Dicembre 8, 2022
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Un comandante terrorista, responsabile dell’ingerenza dell’Iran in Medio Oriente, sta ora interferendo in Iraq

L’interferenza del comandante e terrorista iraniano Qasem Soleimani negli affari interni dall’Iraq, ha raggiunto proporzioni scandalose che devono mettere in allarme l’Occidente. E’ emerso che questo generale, il quale comanda la forza terroristica Quds, responsabile delle operazioni estere del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), ha orchestrato la rioccupazione della città petrolifera di Kirkuk e di molte altre regioni curde nell’Iraq settentrionale, nonché di altre zone contese al confine con il Kurdistan, in mano ai curdi iracheni negli ultimi due anni, dopo che le truppe militari dei Peshmerga curdi avevano cacciato con successo il Daesh. Gli americani di recente hanno incluso l’IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali. La forza Quds si trova in questa blacklist da anni.

Il governo federale iracheno era rimasto sbigottito dall’apparente presa di Kirkuk da parte di curdi. C’era stato anche un aumento della tensione e divisioni nel Kurdistan stesso, con l’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), uno dei due principali partiti che controllano il KRG e la principale opposizione al Partito Democratico del Kurdistan (KDP) di Barzani ora al governo. Sembra che ora alcuni leaders del PUK, stretti alleati del regime iraniano, si siano incontrati con Qasem Soleimani nella città di Sulaimania, il giorno prima che il primo ministro iracheno Haider al-Abadi ordinasse alle forze militari irachene e alle milizie filo-iraniane, come Hashd al-Shaabi, di rioccupare Kirkuk. Barzani, il suo partito e molti altri partiti e leaders curdi, hanno accusato i leaders del PUK di aver tradito Kirkuk e i martiri che sono morti per salvare la città dal Daesh. Molti alti esponenti del PUK e membri dei Peshmerga hanno condannato quei leaders che li hanno traditi.

Il generale Qasem Soleimani aveva ripetutamente avvertito Barzani di ritirare i Peshmerga da Kirkuk o avrebbe dovuto affrontare la feroce offensiva del governo iracheno. Il fatto che un generale iraniano possa così palesemente interferire negli affari interni di un paese vicino, è servito a denunciare il controllo stretto e maligno che il regime teocratico esercita ora in Iraq. E’ emerso che Soleimani è stato in Kurdistan almeno tre volte questo mese, presumibilmente per comunicare alla leadership del PUK che le sue brutali milizie sciite filo-iraniane avrebbero spinto l’intera popolazione curda verso le montagne se avessero ignorato il loro consiglio di abbandonare Kirkuk.

Queste non sono vuote minacce di un comandante terrorista con una reputazione come quella di Soleimani. Questo generale iraniano ha personalmente supervisionato alcune delle peggiori atrocità commesse in Siria, dove più di 70.000 rifugiati afghani, perlopiù giovanissimi, sono stati mandati dal regime dei mullah ad incoraggiare Bashar al-Assad nella sua sanguinaria guerra civile. Soleimani è stato anche consigliere dei crudeli ribelli houthi nello Yemen e dei terroristi Hezbollah in Libano. Ma i suoi maggiori sforzi si sono diretti contro la popolazione sunnita dell’Iraq, dove le spietate milizie al suo comando hanno avviato una genocidio e una pulizia etnica a Fallujah, Ramadi e Mosul.

L’influenza di Soleimani quale pilastro della politica aggressiva ed espansionistica del regime iraniano in Medio Oriente, è cresciuta a tal punto che ora riferisce direttamente al leader supremo l’ayatollah Ali Khamenei, by-passando il presidente iraniano Hassan Rouhani. Il presidente iracheno Haider al-Abadi, ora è come un coniglio impietrito dai fari del regime iraniano, che guarda impotente il controllo delle forze armate irachene che viene quasi totalmente concesso al regime iraniano.

Ora, con la rioccupazione di Kirkuk, orchestrata e comandata da Soleimani, sembra che l’Iran abbia concluso un accordo con alcuni elementi del PUK per promuovere i suoi interessi nel Kurdistan iracheno. Questo pianterà inevitabilmente nuovi semi di conflitto in una zona già dilaniata da tensioni e divisioni. Ma il Kurdistan è terreno fertile per Qasem Soleimani. Fomentare i conflitti civili è stata la sua strategia di centro in Siria, Yemen, Libano e Iraq. I mullah sono diventati esperti a calpestare i cadaveri di migliaia di persone per piantare la bandiera del regime iraniano in sempre più aree del Medio Oriente.

Forse è significativo che solo pochi giorni dopo che l’IRGC è stato designato un’organizzazione terroristica internazionale dal Tesoro americano, creando enormi problemi al regime iraniano dato che le Guardie Rivoluzionarie controllano oltre il 70% dell’economia iraniana, Soleimani abbia dato il via al suo tentativo di orchestrare la rioccupazione di Kirkuk. La sua dimostrazione di forza a Kirkuk rappresenta una palese provocazione agli americani, che devono ora dimostrare al mondo che a Soleimani e alla sua forza terroristica non può essere permesso di sovvertire lo stato di diritto.

CNRI – Questo comunicato stampa del 24 Ottobre 2017, è stato emesso dall’ufficio di Struan Stevenson, Presidente della European Iraqi Freedom Association (EIFA).

 

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