domenica, Novembre 27, 2022
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Un esperto avverte: “Le milizie sciite filo-iraniane sono più pericolose degli estremisti sunniti”

“Le milizie sciite appoggiate dal regime iraniano sono più pericolose degli estremisti sunniti che diffondono il terrore in Medio Oriente”, avvertono alcuni esperti e funzionari statunitensi.

“Gli Stati Uniti devono fare attenzione ai pericoli di una collaborazione con Tehran nella lotta contro il gruppo terroristico dello Stato Islamico”, hanno detto alcuni studiosi.

Il sito web di Voice of America ha citato il ricercatore dell’Università del Maryland, Phillip Smyth, il quale ha detto che la lotta dei militanti sciiti è stato “il fattore numero uno” nel sostenere il regime di Bashar al-Assad in Siria e nel dare vita all’avanzata dell’ISIS in Iraq.

Smyth, autore del rapporto “La Jihad sciita in Siria e i suoi Effetti nella Regione”, ha detto che i gruppi sciiti sono arrivati a migliaia soprattutto da Libano e Iraq, ma anche da altri paesi.

Ed ha scritto: “Si è trattato di approccio su più fronti. Estremamente efficace. Hanno davvero invertito la corrente”.

“Ma nel lungo termine, le milizie sciite potrebbero fornire al regime iraniano l’opportunità di creare dei gruppi tipo Hezbollah per diffondere l’ideologia radicale di Tehran più massicciamente e proiettare così il suo potere all’interno delle comunità sciite di tutto il mondo”, ha detto Smyth.

Ed ha aggiunto: “I loro piani a lungo termine fanno sembrare i nostri un battito di ciglia. Stanno creando due tenaglie attorno all’Arabia Saudita nel golfo ed un’altra attorno agli israeliani.

“La crescita delle milizie sciite è stata complessa, oscura e fortemente lineare.

“Ciò che può sembrare un flusso sconnesso o addirittura primitivo di combattenti sciiti in Siria, arrivato verosimilmente per difendere i luoghi sacri sciiti del paese, era in realtà un tentativo altamente organizzato a livello geo-strategico e ideologico dall’Iran per proteggere il suo alleato di Damasco e proiettare il suo potere all’interno di Siria, Iraq e in tutto il Medio Oriente”.

“E mentre l’ISIS ha la reputazione di gestire una sofisticata campagna di reclutamento, le milizie sciite ‘hanno un approccio di gran lunga più raffinato’ con tecniche di reclutamento che vanno dalle tende piantate sulle vie del pellegrinaggio sciita, alle più moderne tecniche che prevedono l’utilizzo di internet e dei social media”, dice Smyth.

“Un’altra ragione per cui le attività delle milizie sciite vengono minimizzate dagli Stati Uniti è il possibile riavvicinamento all’Iran sulla questione delle sue ambizioni nucleari”, ha detto Smyth, aggiungendo che questo potrebbe portare a minimizzarle proprio come stanno facendo con le milizie sciite.

Smyth ha detto inoltre che le milizie sciite non sono così preoccupate di ciò che dicono i media dei loro crimini. E mentre le atrocità dell’ISIS si conquistano i titoli sui social media di tutto il mondo, ciò viene spesso utilizzato dalle milizie sciite come una “copertura” per i loro crimini barbari.

Yezid Sayigh, senior associate al Carnegie Middle East Center di Beirut, in Libano, ha detto che anche il fatto di concentrarsi in maniera miope sull’ISIS consente alle milizie sciite di non attirare troppo l’attenzione.

Ed ha aggiunto: “C’è meno interesse a guardare le milizie sciite che a combattere contro l’ISIS. E poi forse porre delle domande su chi sta combattendo dalla parte del governo di Baghdad, potrebbe portare a fare delle domande scomode sull’intera strategia messa insieme in Iraq, per quel che vale”.

Ed in una testimonianza scritta prima dell’udienza per la sua nomina Ashton Carter, designato dal Presidente Obama a Segretario alla Difesa, ha espresso preoccupazione per le attività iraniane in Iraq dicendo: “Sono preoccupato per la natura settaria della attività iraniane in Iraq. Gli Stati Uniti devono continuare a chiarire al governo iracheno che l’atteggiamento iraniano in Iraq minaccia la necessaria inclusione politica di tutte le comunità irachene, determinante per sconfiggere definitivamente l’ISIS”.

Alcuni funzionari americani hanno detto che le milizie sciite stanno combattendo l’ISIS, ma che ci sono stati rapporti su alcune di loro che lavorano con le forze di sicurezza irachene per colpire i sunniti.

Secondo un articolo di Bloomberg News, l’ambasciatore americano in Iraq avrebbe offerto supporto aereo al leader dell’Organizzazione Badr.

Bloomberg dice che la grande preoccupazione di Smyth è la “miliziazione” dell’esercito iracheno e i suoi dubbi sono stati ripresi da un un ex-generale.

Il generale per le operazioni speciali Michael Flynn, che ha prestato servizio in Iraq ed è un leader in congedo dell’Agenzia di Intelligence della Difesa, ha detto: “Noi abbiamo costruito un esercito iracheno per sconfiggere tutti i nemici dell’Iraq e i gruppi come l’Organizzazione Badr rappresentano i nemici di un Iraq stabile, sicuro ed inclusivo. Appena avremo finito di aiutarli con l’ISIS, molto probabilmente ci si rivolteranno contro”.

 

 

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