mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Iran: Vergognosa sconfitta di Khamenei alla manifestazione dell’11 Febbraio nonostante la mobilitazione totale delle risorse del governo e dei Passdaran

Tre giorni prima Khamenei aveva dichiarato che la marcia dell’11 Febbraio avrebbe messo in ginocchio il nemico

Nonostante la mobilitazione delle guardie rivoluzionarie e di tutte le risorse del governo da parte di Khamenei, per creare una manifestazione più grande possibile in occasione dell’11 Febbraio, la nascita della Repubblica Islamica, e a dispetto delle minacce e delle promesse fatte in particolare agli studenti e agli impiegati pubblici, questa manifestazione di stato è stata ampiamente ignorata dalla popolazione di Tehran e delle città di tutto il paese, con una partecipazione molto meno significativa anche se paragonata a quella degli scorsi anni.

Persino in Azadi Square e nelle strade che vi conducono, in quanto destinazione finale della marcia e della manifestazione; in Engelab e Azadi streets e nelle Engelab e Firdausi squares, vie principali della marcia, la folla è stata piuttosto piccola.

In molti uffici governativi agli impiegati era stato detto che la loro partecipazione alla manifestazione dell’11 Febbraio era obbligatoria e a molti era stato promesso un bonus economico extra se avessero partecipato.

In molte strade e distretti di Tehran, elementi del governo e dei Basij supplicavano la gente sin dal mattino presto, di partecipare alla manifestazione. In alcuni quartieri hanno detto che durante la manifestazione sarebbe stato distribuito il pranzo.

Sul percorso della manifestazione moltissime immagini di Khomeini e di Khamenei, collocate dall’IRGC e dai Basij, sono state strappate dalla gente che le ha gettate nelle strade o nei cassonetti dell’immondizia. Per evitare la vergogna, elementi del regime hanno mobilitato gli operai municipali per ripulire velocemente le strade dalle immagini strappate.

Almeno tre volte durante il suo discorso dell’8 Febbraio, Khamenei aveva promesso una grande marcia l’11 Febbraio da usare come strumento per terrorizzare il popolo iraniano in patria e per ricattare la comunità internazionale. Nel tentativo di far credere che il regime teocratico non si è seduto al tavolo dei negoziati sul nucleare sotto la pressione delle sanzioni, ha detto: “Il funzionario americano dice che gli iraniani sono all’angolo e che andranno al tavolo dei negoziati con le mani legate… vedrete l’11 Febbraio che farà la nazione iraniana e che dimostrazione di solidarietà avremo. Allora si saprà se la nazione iraniana ha le mani legate”. In un’altra parte del suo discorso ha precisato: “Ci sono molti modi per il governo di attenuare e rendere inefficace l’arma delle sanzioni. A Dio piacendo, l’11 Febbraio la nazione iraniana dimostrerà che chiunque voglia umiliare la nazione iraniana riceverà da essa un brutto colpo in risposta”. Ed ha concluso dicendo: “Se Dio vuole l’11 Febbraio la nazione iraniana, attraverso la sua presenza, dimostrando il suo potere e dimostrando la sua ferma risolutezza, metterà in ginocchio il nemico”.

Oltre ad una sconfitta vergognosa, la manifestazione dell’11 Febbraio si è anche trasformata in una scena di antagonismo e di faide tra le fazioni interne al regime. Nel suo discorso Rouhani ha accusato di tradimento chi si oppone ai negoziati: “Nessun tradimento è più grande di quello della seconda linea…. Oggi, solo i nemici di questa nazione sono contro i negoziati”. Di contro, le fazioni di Khamenei hanno intonato durante la marcia slogans contro Rouhani, Rafsanjani e i negoziati. La fazione di Khamenei ha accusato Rouhani di “tradimento in prima linea”. Il quotidiano Vatan Emruz, portavoce di questa fazione, ha definito i tentativi di Rouhani e del suo ministro degli esteri di siglare un accordo in due fasi così: “Se la gente saprà chi sono i traditori, allora ricordare questi eventi non dovrebbe essere spiacevole per questi signori. Rouhani parla di tradimento della seconda linea…. si dovrebbe dire che il tradimento è laddove un accordo viene siglato senza l’annullamento di tutte le sanzioni”. (Vatan Emruz – 12 Febbraio 2015) 

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

12 Febbraio 2015

 

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