mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Trasferite i residenti di Camp Liberty negli USA o ad Ashraf, chiede l’ex sindaco di New York Giuliani

CNRI – Camp Liberty è un campo di concentramento dove i residenti sono stati abbandonati dagli Stati Uniti, dalle Nazioni Unite e dal loro inviato in Iraq Martin Kobler, ha detto l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani in una conferenza a Parigi.

I dissidenti iraniani hanno urgente bisogno di protezione, e dovrebbero essere tutti trasferiti in un luogo sicuro – anche in America – immediatamente, ha detto.

Giuliani ha anche definito il nuovo presidente iraniano Hassan Rohani un ‘killer’ con ‘sangue sulle sue mani’.

Egli ha affermato:

“Ho detto due anni fa che Camp Liberty sarebbe stato un campo di concentramento e peggio, un campo di morte. Sono molto, molto dispiaciuto di dover dire che si è dimostrato che avevo ragione.

È un luogo dove le persone possono essere uccise senza alcun rispetto per la dignità, la vita umana o la civiltà. Persone abbandonate dalle Nazioni Unite e, ancora peggio, abbandonate dal mio Paese, gli Stati Uniti, che avevano promesso loro protezione. Vergogna sulle Nazioni Unite. Vergogna su Martin Kobler. E vergogna su tutti coloro che hanno promesso protezione e stanno ora rifiutando di fornirla. Vergogna su tutti voi!

Io credo che la cosa più onorevole da fare sarebbe prendere tutte quelle persone che sono ora a Camp Liberty e portarle negli Stati Uniti d’America immediatamente! Ma poiché abbiamo abbandonato la civiltà e la probità, allora credo che la sola cosa pratica da fare sia riportarle immediatamente a Camp Ashraf, dove possano proteggersi da sole, dato che sembra che noi non lo facciamo”.

Rivolgendosi ai residenti di Camp Liberty, Giuliani ha aggiunto: “Noi ammiriamo il vostro coraggio. Ammiriamo il vostro amore per la libertà. Ammiriamo il vostro amore per il vostro Paese. Noi vi ammiriamo fortemente. E quando verrà il giorno – e verrà – in cui l’Iran sarà di nuovo un Paese libero, in cui l’Iran sarà di nuovo un Paese rispettabile, in cui all’Iran sarà permesso di vivere all’altezza della sua grande storia, quando quel giorno verrà, voi, le persone dei campi Liberty e Ashraf, sarete le madri e i padri della libertà”.

Giuliani si è detto convinto che sia inevitabile che l’Iran cerchi di costruire armi nucleari, aggiungendo:

“L’elezione di Hassan Rowhani a mio avviso avvicina quella possibilità, invece di allontanarla. La macchina della propaganda che lo descrive come un riformista è odiosa. Quest’uomo non è affatto un riformista. Tutti i candidati in questa elezione erano stati approvati dall’ayatollah Khamenei.

Egli non sarebbe stato approvato se fosse stato davvero un moderato,qualsiasi cosa questo significhi. Rowhani è stato membro del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale dal 1991. È stato uno dei suoi membri più importanti. È stato un rappresentante personale di questo ayatollah. Sapete quante persone sono state trucidate? Sapete quante persone sono state torturate? E sapete quante persone sono state imprigionate nei 16 anni in cui egli sedeva in quel Consiglio? Migliaia e migliaia e migliaia di persone. Il sangue di quelle persone è sulle mani di Rowhani. Egli non è un riformista. È un assassino! Egli è un omicida! Svegliatevi!

Egli sedeva in quel Consiglio nell’agosto del 1993, quando il Consiglio approvò l’uccisione di oltre 80 ebrei e il ferimento di più di 800 altre persone in Argentina, poiché l’Argentina rifiutava di fornire all’Iran materiale nucleare. Secondo la Procura dell’Argentina, Rowhani prese parte a quella decisione, ne fu un elemento fondamentale. Il sangue di quelle 80 persone uccise e di quelle 800 persone ferite in Argentina è sulle mani di Rowhani!”.

Giuliani ha detto che la speranza per un Iran libero ora è riposta nella leader della resistenza Maryam Rajavi. Egli ha aggiunto: “La speranza è riposta in voi, nella signora Maryam Rajavi, nel MEK (OMPI), nelle persone che credono nella libertà, nelle persone che credono nella democrazia, nelle persone che credono in un Iran non nucleare. Concludo rivolgendomi direttamente a chi si trova ad Ashraf e a Camp Liberty. Noi vi amiamo. Noi possiamo solo sperare e desiderare di avere la forza e il coraggio che voi avete, ma la nostra ammirazione per voi è infinita. Dio vi benedica e ci conduca a un Iran libero e rispettabile per merito vostro, gente di Ashraf, per merito di voi tutti e della signora Rajavi”.

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