Occupazione militare di Campo Ashraf – n. 145
Secondo i rapporti ottenuti dall’interno il regime iraniano, l’ambasciata del fascismo religioso al potere in Iran è stata incaricata d’impedire, tramite i propri agenti in Iraq e con tutti i mezzi possibili, il progresso dei tentativi da parte dell’UNHCR, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e di altri organizzazioni internazionali per la risoluzione pacifica della questione di Ashraf e di mandare questi sforzi in stallo. Sulla base dei rapporti, il Governo iracheno evita di collaborare con le parti internazionali per risolvere il problema di Ashraf. Ha anche evitato di inviare suoi rappresentanti ai comitati paritetici con cui era già d’accordo, perché ogni progresso nel lavoro di questi comitati potrebbe a trovare una soluzione pacifica per Ashraf, un problema a cui il regime iraniano si oppone vigorosamente.
Reciprocamente, con le sue relazioni separate con i membri dei detti comitati, il Governo iracheno cerca di evitare che partecipino a tali comitati, non consentendo la formazione delle commissioni.
Tramite i suoi agenti in Iraq, l’ambasciata del regime iraniano in Iraq, cerca costantemente di ostacolare le attività dell’UNHCR per la riaffermazione dello status di rifugiati dei residenti di Ashraf nel tentativo di attuare la sua trama repressiva per la chiusura del campo, che preparerebbe senza dubbio il terreno per altri massacri sul posto.
Nel tentativo di attuare questa politica, il governo iracheno ha incaricato Labeed Abbawi, suo viceministro degli Esteri, di esaurire tutti i suoi sforzi per ostacolare tutte le misure da parte di diversi organi delle Nazioni Unite in relazione ad Ashraf e di non partecipare alle commissioni formate da tali organismi.
In un’altra mossa, Hajj Ali Navidi, agente del Ministero iraniano dell’Intelligence nell’ambasciata del regime, ha messo in scena banchetti per tre giorni consecutivi per un certo numero di commercianti iracheni, ingegneri e religiosi destinati ad attivarli in favore delle politiche di interferenza del regime dei mullah in Iraq. La maggior parte degli invitati si è rifiutata di partecipare al banchetto.
Secondo i rapporti ottenuti dall’interno il regime iraniano, l’ambasciata del fascismo religioso al potere in Iran è stata incaricata d’impedire, tramite i propri agenti in Iraq e con tutti i mezzi possibili, il progresso dei tentativi da parte dell’UNHCR, dell’Unione europea, degli Stati Uniti e di altri organizzazioni internazionali per la risoluzione pacifica della questione di Ashraf e di mandare questi sforzi in stallo. Sulla base dei rapporti, il Governo iracheno evita di collaborare con le parti internazionali per risolvere il problema di Ashraf. Ha anche evitato di inviare suoi rappresentanti ai comitati paritetici con cui era già d’accordo, perché ogni progresso nel lavoro di questi comitati potrebbe a trovare una soluzione pacifica per Ashraf, un problema a cui il regime iraniano si oppone vigorosamente.Reciprocamente, con le sue relazioni separate con i membri dei detti comitati, il Governo iracheno cerca di evitare che partecipino a tali comitati, non consentendo la formazione delle commissioni.
Tramite i suoi agenti in Iraq, l’ambasciata del regime iraniano in Iraq, cerca costantemente di ostacolare le attività dell’UNHCR per la riaffermazione dello status di rifugiati dei residenti di Ashraf nel tentativo di attuare la sua trama repressiva per la chiusura del campo, che preparerebbe senza dubbio il terreno per altri massacri sul posto.
Nel tentativo di attuare questa politica, il governo iracheno ha incaricato Labeed Abbawi, suo viceministro degli Esteri, di esaurire tutti i suoi sforzi per ostacolare tutte le misure da parte di diversi organi delle Nazioni Unite in relazione ad Ashraf e di non partecipare alle commissioni formate da tali organismi.
In un’altra mossa, Hajj Ali Navidi, agente del Ministero iraniano dell’Intelligence nell’ambasciata del regime, ha messo in scena banchetti per tre giorni consecutivi per un certo numero di commercianti iracheni, ingegneri e religiosi destinati ad attivarli in favore delle politiche di interferenza del regime dei mullah in Iraq. La maggior parte degli invitati si è rifiutata di partecipare al banchetto.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 Ott, 2011
