giovedì, Dicembre 8, 2022
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Iran: Appello internazionale per impedire centinaia di esecuzioni già pianificate

I prigionieri sono stati già trasferiti nelle sezioni dei condannati a morte

La Resistenza Iraniana suona il campanello d’allarme sulle esecuzioni pianificate di centinaia di prigionieri nelle prigioni di Ghezel-Hessar e di Gohardasht
Il regime dei mullah ha pianificato la condanna a morte dei prigionieri politici come condannati per reati comuni.

CNRI – Secondo informazioni affidabile, più di 300 prigionieri sono stati condannati a morte, a settembre, nella prigione di Ghezel-Hessar. Alcuni di questi sono prigionieri politici e tra loro figurano i manifestanti arrestati nel corso delle rivolte del 2009. Circa 120 sono prigionieri che hanno partecipato, il 15 marzo scorso, alla rivolta, scoppiata in questa stessa prigione per protestare contro l’esecuzione di un prigioniero. Tutti i condannati sono stati trasferiti nella sezione 2, adibita ai condannati marchiati dalla morte. Le proteste dei prigionieri erano state incoraggiate dalle pressioni dei carcerieri. Inoltre, ancora a settembre, 74 detenuti della prigione di Gohardacht, sono stati condannati alla pena capitale e dunque trasferiti nella locale sezione dei condannati a morte.
È opportuno ricordare che nel corso del solo mese di settembre, almeno 100 prigionieri sono stati giustiziati nel Paese. Le esecuzioni capitali dei prigionieri politici vengono coperte e mascherate da esecuzioni di prigionieri incarcerati per reati comuni e per traffico di droghe, secondo un sistema ben noto e applicato dai mullah, e praticato nel corso degli ultimi tre decenni.
Ossessionato dalla prospettiva di altri sollevamenti popolari, e turbato dalla frantumazione del suo fronte regionale, grazie agli sviluppi delle rivolte arabe, il regime dei mullah cerca vanamente di scongiurare l’esplosione della collera popolare facendo ricorso ad esecuzioni di massa, creando così un clima di terrore.
La Resistenza Iraniana rileva che il silenzio e l’inerzia della comunità internazionale non fa che incoraggiare il regime nei suoi crimini, e si appella al Segretario Generale dell’ONU, al Consiglio di Sicurezza, all’Alto Commissario ai Diritti dell’Uomo e ai diversi organi delle Nazioni Unite, nonché alle diverse organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo, chiedendo che adottino misure urgenti e prendano decisioni che contrastino la dittatura dei mullah, al fine di impedire queste esecuzioni criminali.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
6 ottobre 2011

 

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