domenica, Novembre 27, 2022
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Scontri all’interno delle varie fazioni del regime iraniano sul documento per il 2030 dell’UNESCO

CNRI – Fazel Lankarani, un religioso membro del governo, affiliato alla fazione di Ali Khamenei, ha chiesto la messa al bando del documento per il 2030 dell’UNESCO  firmato dal governo del presidente Hassan Rouhani, ed ha dichiarato: “La penna che ha scritto questo documento è blasfema”.

Il quotidiano Keyhan, legato alla fazione di Khamenei, ha scritto inoltre: “Secondo l’impegno preso, l’attuale ministro dell’istruzione e della formazione deve applicare il documento 2030 all’istruzione e alla formazione per evolvere, aggiornare e modernizzare le basi dell’istruzione”.

Hassan Rouhani, nella sua pagina Instagram ha postato un documento senza nessuna descrizione, che indica che questo documento è stato girato all’ufficio di Khamenei, ai vice presidenti della magistratura e del parlamento, con la sottoscrittura di Isaac Jahangiri, il 15 Settembre 2016.

L’agenzia di stampa filo-governativa ISNA, sotto a questo documento ha scritto, senza nominare l’ufficio di Khamenei: “Questo documento indica che, oltre al ramo esecutivo, la magistratura e il parlamento erano a conoscenza dei dettagli di questo documento, ma nessuno aveva sollevato alcuna obiezione alla sua attuazione”.

La pubblicazione di questo documento, contrariamente a quanto affermano Khamenei, la magistratura e il parlamento, ha nuovamente alimentato dispute e fratture. “Agitatori” e “Nemici infiltrati”, sono queste le cose che ha ottenuto Rouhani.

Contemporaneamente Khamenei ha coinvolto il suo entourage ed inviato sul posto i media ufficiali per attaccare Rouhani e il documento per il 2030. Il religioso Ahmad Salek in un comunicato contraddittorio, mentre ammette che “questo documento è stato firmato e comunicato a Settembre dello scorso anno, l’attuazione di alcuni dei suoi articoli sono degli attacchi al governo teocratico”, l’applicazione di tali articoli rappresenta “i movimenti del nemico”. Ed ha aggiunto: “Uno dei modi in cui il nemico stipula i contratti, è influenzando i nostri principi fondamentali. Perciò noi possiamo essere stati coinvolti i alcuni contratti commerciali, economici, energetici, sui missili balistici, a livello di affari internazionali, ma il documento per il 2030 è un contratto, la cui applicazione non lascerà più nessun valore nel paese. Questo è come un’infiltrazione del nemico”.

Il religioso Ali Salimi, membro del Comitato Istruzione della Camera, ha detto: “Vari aspetti del documento per il 2030 devono essere scrupolosamente esaminati. La domanda è se l’addestramento militare nelle scuole delle milizie affiliate all’IRGC sia una prova di violenza e se la cultura della violenza sia una vera prova. Queste sono le domande a cui bisogna rispondere”.

Il giornale filo-governativo Keyhan, senza menzionare la data di questo documento dell’anno scorso, ha criticato Rouhani dicendo: “Il ramo esecutivo ha schierato tutte le sue risorse in una guerra psicologica contro la società, perché l’attuazione del documento per il 2030 non è obbligatoria”.

Almeno il primo vice-presidente del paese non può negare che il documento, firmato da lui, e la relativa documentazione non siano discutibili… Se accettiamo la presunta protezione del governo, questa protezione è molto generica e non chiarisce con quale parte del documento per il 2030 la Repubblica Islamica è in disaccordo. Quindi, dato che una protezione generica non è accettabile per nessun paese, si è obbligati ad attuare tutto il documento. 

 

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