CNRI – “I 3000 dissidenti iraniani a Camp Liberty sono ‘bloccati’ in Iraq a causa delle promesse infrante degli Stati Uniti”, ha detto ad una conferenza a Parigi Rudy Giuliani, ex-Sindaco di New York.
Ha definito il primo ministro iracheno Nouri al-Maliki “un dittatore, un assassino, un killer ed un protetto dell’Iran” e ha detto che l’unica soluzione alla crisi a Camp Liberty e al bagno di sangue in Iraq è la caduta della dittatura religiosa in Iran.
Ai delegati presenti all’evento del 27 Giugno ha detto: “Al centro di tutti questi problemi c’è il regime in Iran. Dovrà essere cambiato, deve essere cambiato”.
La migliore alternativa ai mullah di Tehran è il MEK (PMOI) con la leadership di Maryam Rajavi, che difende la democrazia, la libertà, i diritti umani e i diritti delle donne”, ha detto.
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Giuliani ha aggiunto: “Quello che sta avvenendo in Iraq non è una sorpresa. Mi sconcerta che la gente dica che non sapeva dell’ISIS, che non sapeva delle influenze che ci sono in Iraq, che non sapeva che Maliki era diventato un protetto dell’Iran.
“Proprio come ha ucciso la nostra gente, la vostra gente, il nostro popolo, proprio come Maliki li ha uccisi ad Ashraf e Liberty, uccide anche il suo stesso popolo. Ha cercato di spazzare via una enorme, enorme parte della popolazione sunnita, dei curdi e del popolo che gli si oppone. E’ un dittatore, un assassino, un killer ed un protetto dell’Iran.
“Come è mai possibile che cerchiamo di coinvolgere l’Iran nel tentativo di risolvere il problema dell’Iraq? E’ stupido e assurdo. L’Iran ha risolto il problema dell’Iraq, per l’Iran. Loro hanno Maliki, ecco la loro soluzione”.
Giuliani ha anche detto che l’Iran sta cercando ora di “ingannare l’Occidente” facendogli credere di aver bisogno del programma nucleare per risolvere i suoi problemi energetici, proprio come fece durante i negoziati guidati dall’attuale presidente Hassan Rouhani, nel 2003 e nel 2005, che si era poi “vantato” nelle sue memorie di aver preso in giro il resto del mondo.
Ed ha aggiunto: “Perciò diciamo al mondo quello che sta accadendo in Iran ora, con il riformista. Più oppressione, persino più di quando c’era Ahmadinejad. Più esecuzioni, persino più di quando c’era Ahmadinejad.
“Loro lo sanno che le dittature, le dittature oppressive e assassine come la teocrazia in Iran, viaggiano sempre su una linea molto, molto sottile, sempre sull’orlo di un precipizio, di essere rovesciate. Loro lo sanno perché sanno quello che sta accadendo in Iran, perciò ammazzano la gente, per due ragioni: per essere sicuri che al popolo dell’Iran non arrivi il messaggio sbagliato e inizino a credere che Rouhani sia un riformista.
“Apparentemente sono riusciti a convincere l’amministrazione del mio paese che è un riformista. Apparentemente sono riusciti a convincere parte dell’Europa che è un riformista. Ma loro vogliono essere sicuri che il popolo dell’Iran non faccia questo sbaglio. Vogliono che il popolo dell’Iran sappia che è un grande assassino, un gran killer, il più grande boia che abbiate mai avuto in Iran”.
Giuliani ha detto che fino a che il leader supremo Ali Khamenei ed Hassan Rouhani resteranno al potere, non ci si potrà fidare di un Iran con una capacità nucleare e che qualunque negoziato con l’Iran non dovrà rinunciare al principio del cambio di regime “come la sola, ultima soluzione”.
Ha detto anche che gli Stati Uniti e le Nazioni Unite dovrebbero “vergognarsi” per aver abbandonato i residenti di Camp Liberty e che gli iracheni che li tengono laggiù sono dei “criminali di guerra”.
Ed ha aggiunto: “Spero che il mio paese non continuerà a disonorarsi per avervi promesso la libertà e la protezione avendovele poi negate.
“Ma c’è una persona che questo sentimento ce l’ha ogni minuto, di ogni ora, di ogni giorno. E’ una gran donna. E quando la storia del vostro paese verrà scritta, Maryam Rajavi sarà conosciuta come il grande liberatore dell’Iran”.
