mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Risoluzione di manifestazioni, proteste e scioperi della fame dei sostenitori della Resistenza Iraniana in Italia

Ventotto anni fa, nell’estate del 1988, in un orribile massacro e genocidio più di 30.000 prigionieri politici, che in genere stavano scontando o avevano finito di scontare una pena detentiva, furono consegnati agli squadroni della morte con la fatwa dell’allora capo del regime dei mullah. 

1 – La pubblicazione di una registrazione audio scioccante dell’ex erede dell’allora leader supremo del regime iraniano Khomeini, in una riunione con membri della «commissione della morte» il 15 agosto 1988, rivela nuove informazioni circa la portata e ampiezza del massacro dei prigionieri politici in quel periodo. 

2 – Nel nastro audio, Hossein-Ali Montazeri, che fu successivamente respinto come erede da Khomeini proprio per queste osservazioni, dice ai membri della «commissione della morte», Hossein-Ali Nayyeri, giudice di sharia del regime, Morteza Eshraqi, procuratore del regime, Ebrahim Raeesi, procuratore aggiunto, e Mostafa Pourmohammadi, rappresentante del Ministero di Intelligence e Sicurezza (MOIS): “il più grande crimine commesso durante il regno della Repubblica Islamica, per il quale la storia ci condannerà, è stato commesso da voi . I vostri (nomi) saranno in futuro incisi negli annali della storia come criminali”. E aggiunge: “L’esecuzione di queste persone, mentre non vi sono state nuove attività (da parte dei prigionieri) significa che … l’intero sistema giudiziario è stato colpevole”.

3 – Nel corso della riunione, Montazeri dice a Pourmohammadi che il MOIS aveva pianificato quel massacro molti mesi prima. “(Il Ministero de) l’Intelligence voleva farlo (il massacro) e aveva effettuato degli investimenti. E Ahmad (il figlio di Khomeini) era andato personalmente dicendo per tre o quattro anni (prima della strage) che i membri del MEK (Mujahedin-e Khalq) devono tutti essere giustiziati, anche se leggono i loro giornali, pubblicazioni e dichiarazioni”, dice, aggiungendo: “I Mujahedin-e Khalq non sono semplicemente individui. Essi rappresentano un’ideologia e una scuola di pensiero. Essi rappresentano una linea di logica. Si deve rispondere alla logica sbagliata presentando la logica giusta. Non si può risolverla uccidendo; uccidere non farà che propagarla e diffonderla”.

4 – Nel riprendere i membri della “commissione della morte”, Montazeri dice: “Per l’amor di Dio, è il mese di Moharram, il mese di Dio e del Profeta. Almeno sentite qualche vergogna in nome dell’Imam Hussein. Tagliare tutte le visite delle famiglie e improvvisamente impegnarsi in tale carneficina! …È stato forse fatto qualcosa di simile in qualsiasi altra parte del mondo? Attenzione a cinquanta anni da oggi, quando la gente esprimerà un giudizio sul leader (Khomeini) e dirà che era un leader sanguinario, brutale e assassino… Noi non saremo al potere per sempre”.

5 – Per quanto riguarda il ruolo dell’allora capo della magistratura del regime, Montazeri afferma: “Il signor [Abdulkarim] Moussavi Ardebili, che so che è il più liberale di tutti, dice durante i sermoni del venerdì che tutte queste persone devono essere giustiziate. E poi la gente grida durante i sermoni del venerdì che i prigionieri Monafeqin (Mujahedin) devono essere giustiziati… E quando vuole chiedere all’Imam, invece di dirgli che [le esecuzioni] su così vasta scala non servono i nostri interessi e sarebbero dannose, egli chiede se dovremmo svolgerle nelle province o nelle città”.

6 – Nella registrazione, i membri della «commissione della morte» ammettono che i famigliari di molti di coloro in attesa di esecuzione erano già stati giustiziati e che avevano 15 o 16 anni di età al momento del loro arresto.

7 – Mostafa Pourmohammadi è attualmente il ministro della Giustizia nel governo di Hassan Rouhani e Hossein-Ali Nayyeri è l’attuale capo della Corte Disciplinare Suprema dei giudici. Ebrahim Raeesi era procuratore del regime dei mullah fino ad alcuni mesi fa ed è stato recentemente nominato dal leader supremo Ali Khamenei capo della fondazione Astan Qods-e Razavi, che è uno dei più importanti centri di potere politici ed economici del regime clericale. 

8- Ora il giorno della resa dei conti per i responsabili di questo crimine enorme, per tutti i loro complici e per quelli che hanno concretamente servito il regime teocratico con il loro silenzio, è arrivato. L’incriminazione degli autori di questo crimine è la richiesta del popolo iraniano ed una necessità per impedire che fatti simili accadano di nuovo nel mondo. La comunità internazionale deve rompere il suo silenzio di fronte a questo crimine che è un chiaro esempio di crimine contro l’umanità. Il silenzio e l’inazione sono assolutamente ingiustificati.

Dato che le parole  di Montazeri nel video clip sono un documento nuovo e innegabile che mostra le dimensioni dei crimini delle autorità del regime di dittatura religiosa al potere in Iran;

In nome delle famiglie delle vittime di questo massacro e delle comunità iraniane in Iran, rivolgiamo questo appello:

A. Il governo e il ministero degli Esteri italiani riconoscano e condannino quel brutale massacro;

B. Gli esecutori e coloro che sono responsabili di questo crimine siano processati in tribunali internazionali per affrontare la giustizia;

C. Il rappresentante del governo in occasione della riunione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra riconosca e condanni il massacro;

D. Il governo sollevi il caso di quel massacro in una Risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite quest’anno;

E. Il governo sollevi il caso di quel massacro alla sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

 

Firmatari:

Ass. Dei Laureati e Specialisti Iranini in Italia

Ass.  Delle Donne Democratiche Iraniane in Italia

Ass. Dei Medici Iraniani in Italia

Ass. Delle Famiglie Dei Mojahedin del Popolo Iraniano in Italia

Ass. Dei Diritti Umani in Iran

Ass. Iran Libero

Ass. Dei Farmacisti Iraniani in Italia

Ass. Dei Giovani Iraniani in Italia

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