mercoledì, Febbraio 8, 2023
HomeNotizieDiritti UmaniReza Akbari Monfared scrive una lettera eloquente ad Asma Jahangir

Reza Akbari Monfared scrive una lettera eloquente ad Asma Jahangir

CNRI – In una lettera ad Asma Jahangir, Inviata Speciale dell’ONU, Reza Akbari Monfared ha parlato di alcune pressioni ed umiliazioni imposte dalla magistratura e dal procuratore del regime iraniano, ai prigionieri politici che voglio incontrare i loro familiari.

La lettera dice:

All’Inviata Speciale dell’ONU Asma Jahangir

Per informala di un “subdolo trucco”

Circa due mesi fa, ad Agosto 2016, io, Reza Akbari Monfared, ho scritto una lettera per condannare il massacro del 1988 e la criminale esecuzione delle mie sorelle e dei miei fratelli.

Anche mia sorella, Maryam Akbari Monfared, ha scritto una lettera simile, chiedendo che fossimo quantomeno informati del luogo di sepoltura delle nostre sorelle e dei nostri fratelli. Ora, dopo queste lettere, a causa del continuo monitoraggio del Consiglio dell’ONU per i Diritti Umani e dell’Inviata Speciale Asma Jahangir, la magistratura, che ufficialmente sta privando me e mia sorella delle visite dei nostri familiari, nell’evidente tentativo di disprezzare e umiliare i prigionieri politici, ha emesso nuove regole e norme secondo le quali le visite dei familiari ai prigionieri sono condizionate all’essere ammanettati e incatenati e all’indossare l’uniforme del carcere. Loro sanno che i prigionieri politici respingeranno queste condizioni in quanto disonorevoli, così le hanno create per mettere i prigionieri sotto pressione e privarli dei loro diritti senza dover subire le critiche delle organizzazioni per i diritti umani. Per informazione del Consiglio per i Diritti Umani e di Asemeh Jahangir, io ed altri prigionieri politici non abbiamo accettato queste condizioni. Ci siamo rifiutati di incontrare i nostri familiari in queste condizioni e siamo pronti a pagarne il prezzo. Perché noi crediamo che quelli che dovrebbero essere ammanettati, incatenati e presentati a tutti con indosso le uniformi del carcere, sono quelli come i lacchè di Khamenei (Saeid Toosi), per far sì che i figli del popolo siano al sicuro dai suoi crimini, non i prigionieri politici condannati per aver rivendicato i loro diritti e i diritti del loro popolo”.

Il prigioniero politico Reza Akbari Monfared

Carcere di Gohardasht, Karaj

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,942FollowersFollow