CNRI – Durante la mattinata di sabato 1 ottobre, migliaia di commercianti di stoffe del bazar di Teheran, in sciopero da 62 giorni contro la tassa da usura del regime, si sono riuniti davanti alla moschea Malek e nei suoi dintorni. Il raduno è iniziato quando gli agenti del regime avevano appeso ai muri dei comunicati menzogneri vicino alla moschea Malek, nei quali si annunciava che l’Unione dei commercianti di stoffe erano pervenuti ad un accordo col regime, e che i magazzini avrebbero dovuto essere aperti il sabato mattina. Nella mattina di sabato, gli agenti, erano persino giunti sul luogo per ripetere questa menzogna nella speranza di interrompere lo sciopero.Il 28 settembre, un migliaio di commercianti hanno manifestato contro la tassa dei mullah. Quello stesso giorno, i commercianti di calze, insieme a diversi altri del settore tessile, si sono uniti ai primi per solidarietà, chiudendo i loro negozi.
Le proteste dei commercianti tessili hanno avuto inizio il 1 agosto. Chiedendo l’annullamento della tassa della TVA al 4%; una riforma fiscale; la rimessa delle multe per i ritardi nei pagamenti dei tributi e delle modifiche da apportare alla loro licenza di commercio.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
2 ottobre 2011
