CNRI – Durante questi giorni, sette prigionieri sono stati impiccati nelle carceri di Shahr Kord, Zabol, Qom e Varamin pari a 62 esecuzioni in Iran nel mese di settembre. Ventitre di loro sono stati giustiziati il 18 settembre (22 nelle carceri di Gohardasht ed Evin ed 1 in Ghazvin).
Il ricorso ad una tale sfrenata ferocia è indicativo del fallimento del regime dei mullah nel frenare la crisi che ha travolto questo malvagio regime nella sua totalità e ha intensificato la sua paura dell’ esplosione della pubblica rabbia.
Ribadendo che l’inerzia e il silenzio della comunità internazionale ha incoraggiato questo regime a proseguire e intensificare i suoi crimini, la Resistenza Iraniana esorta il Segretario Generale dell’ONU, il Consiglio di Sicurezza, l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e altri organi delle Nazioni Unite così come i sostenitori dei diritti umani a condannare le brutali esecuzioni in Iran e a chiedere misure urgenti per fermare la crescente tendenza di esecuzione dei prigionieri.
L’unico modo per affrontare questo regime selvaggio è quello di adottare una politica internazionale ferma contro di esso e di isolarlo dalla comunità internazionale.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1 Ott 2011
