sabato, Novembre 26, 2022
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Radio France Culture intervista Maryam Rajavi: La voce della Resistenza Iraniana

CNRI – La stazione radiofonica francese “Radio France Culture” il 31 Maggio 2016 ha trasmesso un programma intitolato “La voce della Resistenza Iraniana”, nel quale si è discusso del ruolo delle donne nella Resistenza Iraniana.

Nel corso di questo programma, prodotto da Olivier Steiner e Assia Khalid, France Culture ha intervistato la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, molti membri della Resistenza Iraniana  e personalità francesi come l’antropologa Françoise Héritier, l’ex-Ministro per i Diritti Umani Rama Yade e François Colcombet, Presidente della Fondazione per gli Studi Mediorientali. 

Parlando del movimento di opposizione democratica, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) all’inizio del programma, il giornalista ha detto: “Questa opposizione esisteva già ai tempi dello Scià, ma oggi ha eletto come suo leader una donna, Maryam Rajavi. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è una coalizione formata da gruppi di opposizione come i Mojahedin del Popolo Iraniano. Olivier Steiner ha incontrato molti membri della Resistenza, sia uomini che donne, negli uffici del CNRI.

In una parte di questo programma Maryam Rajavi ha risposto alle domante del giornalista di France Culture sulla terribile situazione delle donne in Iran e sulla visione della Resistenza. Ed ha spiegato: “La dittatura religiosa in Iran si fonda sulla misoginia. Il regime iraniano difende un’ideologia disumana e maschilista. Nelle sue leggi le donne hanno la metà dei diritti degli uomini. Uno dei primi provvedimenti repressivi adottati dal regime teocratico è stato il velo obbligatorio. Io sono fortemente contraria ad imporre il velo alle donne, sia nel mio paese che in altre parti del mondo. Ogni donna deve essere libera di scegliere il suo abbigliamento. Il CNRI difende il diritto di scegliere liberamente il proprio abbigliamento proprio come difende le altre libertà.

Lo sa che Hassan Rouhani è stato uno dei primi esponenti del regime ad applicare il piano per il velo obbligatorio? Oggi è presidente del regime e indossa la maschera della moderazione, ma nei tre anni della sua presidenza sono state giustiziate 2300 persone tra cui circa 70 donne.

Non c’è nessuna differenza tra la mentalità dell’ISIS e quella dei mullah fondamentalisti al potere in Iran. Oggi Siria, Iraq ed altri paesi del Medio Oriente sono diventati i luoghi in cui si scatena la furia del regime iraniano e delle sue milizie criminali. Il regime iraniano è la forza principale che sta dietro al massacro del popolo della Siria, alla sua cacciata e ai flussi di rifugiati verso l’Europa, proprio come i crimini di questo regime hanno preparato il terreno alla nascita, alla crescita e all’espansione dell’ISIS. Come avete visto tutti questi crimini in Iran e all’estero vengono commessi in nome e approfittando dell’Islam.

Il Corano sottolinea che le persone, sia uomini che donne, sono uguali e che non ci sono differenze tra loro. I mullah hanno istituzionalizzato la misoginia nella legge, ma le donne iraniane si sono sempre ribellate al regime dei mullah”.

In un’altra parte della sua intervista Maryam Rajavi ha parlato della soluzione: “Io credo che la risposta ultima al fondamentalismo sia nelle mani delle donne. I mullah verranno rovesciati dalle donne, che sono le più oppresse. Ecco perché noi diciamo che le donne sono la forza per il cambiamento in Iran”.

Ed ha aggiunto: “Vorrei parlare delle conquiste della Resistenza Iraniana. Questa è la prima volta che un movimento di resistenza ha realmente realizzato la parità delle donne, in particolare nella leadership politica. La presenza di giovani donne iraniane nella leadership della Resistenza Iraniana, dimostra questo desiderio e garantisce la democrazia e la libertà nell’Iran di domani. È un valore del nostro popolo per il futuro Iran”.

A proposito del futuro dell’Iran, Maryam Rajavi ha detto: “Il suffragio popolare e il ricorso alle urne sono l’unica fonte di legittimità per qualunque governo che salirà al potere nell’Iran di domani. Perciò noi vogliamo una repubblica pluralistica che si fondi sul voto del popolo.

Noi vogliamo l’abolizione della pena di morte. La Resistenza Iraniana sposa la separazione tra religione e stato, la parità dei diritti per tutti i cittadini iraniani di qualunque fede e convinzione religiosa. Noi riconosciamo la parità delle donne in ogni ambito politico, sociale e legale, in particolare la pari partecipazione delle donne alla leadership politica del paese. Noi promuoviamo inoltre la libera scelta dell’abbigliamento, la libertà di scelta dell’impiego e del luogo di lavoro e il diritto delle donne a divorziare. Queste sono libertà che non esistono con l’attuale regime.

Noi vogliamo una magistratura moderna basata sul principio della presunzione di innocenza, del diritto alla difesa in un processo pubblico e sulla completa indipendenza di giudici e avvocati. Tutte le minoranze etniche e nazionali costituiscono la nazione iraniana nel suo complesso e devono godere di uguali diritti. Devono essere uguali di fronte alla legge. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha approvato un piano per l’autonomia del Kurdistan iraniano. E naturalmente, noi difendiamo e lottiamo per un Iran non-nuclearizzato”.

 

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