venerdì, Gennaio 27, 2023
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Qualunque soluzione per Liberty dovrà essere veloce e dovrà riguardare tutta la popolazione

Secondo la AP “Il Governo Albanese dice di voler offrire asilo a 210 membri di un gruppo di opposizione iraniano a Camp Liberty”. Ne è stato dato l’annuncio “Sabato dopo un incontro con il vice-Assistente del Segretario di Stato U.S.A. Barbara Leaf, l’inviato dell’ONU in Iraq Martin Kobler ed altri funzionari.” La Resistenza Iraniana, pur apprezzando il gesto umanitario del Governo dell’Albania e del Primo Ministro Berisha, si oppone decisamente a qualunque coinvolgimento di Martin Kobler in questa questione, poiché egli sta perseguendo l’obbiettivo politico del regime iraniano e del Primo Ministro dell’Iraq Nouri Al-Maliki. La questione della risistemazione rientra nella giurisdizione dell’UNHCR e troviamo che il coinvolgimento di Kobler vada contro la sicurezza e l’incolumità dei residenti.

La disponibilità ad accogliere 210 residenti di Liberty da parte del Governo dell’Albania non è nulla di nuovo. Era stata infatti concordata durante la visita dell’ex-Segretario di Stato americano Hillary Clinton lo scorso Novembre. Il Rappresentante Speciale del Segretario di Stato americano ad Ashraf, l’Ambasciatore Dan Fried in una lettera del 22 Novembre 2012 al rappresentante dei residenti di Ashraf e Liberty scrisse: “Come avrà saputo, il Governo dell’Albania ha confermato in privato di essere pronto ad accettare il trasferimento di 210 ex-residenti di Ashraf. L’UNHCR sta ora preparando le referenze per il Governo dell’Albania e si metterà in contatto con i leaders di Camp Liberty per discutere il tutto.
Io spero e mi aspetto, che i leaders di Camp Liberty e la vostra stessa leadership accoglierà con favore questa notizia e che collaborerete pienamente con l’UNHCR per portare a termine questo importante trasferimento. Esorto voi e tutto il MEK a non rendere pubblica questa offerta, ma a lavorare discretamente con l’UNHCR per aiutare la vostra gente a lasciare l’Iraq in tutta sicurezza per un futuro migliore. La collaborazione del MEK per far sì che gli sforzi per portare a buon fine questo trasferimento in Albania siano un successo, incoraggerà gli altri governi a muoversi più velocemente nell’accettare il trasferimento degli ex-residenti di Ashraf.”
Ora Kobler, con un viaggio propagandistico a Tirana vuole, rispolverando un vecchio accordo, insabbiare il suo perfido ruolo nel trasferimento dei residenti di Ashraf a Liberty, una prigione, e nel preparare la via al loro massacro.
La notizia che i residenti di Liberty “si rifiutano di lasciare l’Iraq” è una bugia che sta diffondendo Kobler. Al contrario, la Resistenza Iraniana ha fatto di tutto negli ultimi due anni per trovare paesi che ospitino i residenti di Ashraf. Nella fattispecie, dopo la disponibilità espressa dal governo albanese ad accettare 210 residenti, i loro rappresentanti avevano garantito con un impegno scritto al governo di Tirana, che la resistenza avrebbe accettato di far fronte a tutte le spese e i costi riguardanti queste persone ed aveva cercato di aumentare il loro numero.
Ma dopo l’attacco missilistico del 9 Febbraio a Camp Liberty, e alla luce del fatto che tutti i residenti di Camp Liberty sono a rischio di nuovi attacchi, i residenti e i loro rappresentanti hanno annunciato che fintantoché i residenti dovranno affrontare il pericolo di simili massacri, il trasferimento di piccoli gruppi di residenti di Liberty fuori dall’Iraq non farà altro che accrescere la minaccia ed il pericolo per la maggioranza di loro che rimarrà a Liberty.
Perciò ci sono solo due opzioni: la prima è l’immediato, anche se temporaneo, trasferimento di tutti i residenti negli Stati Uniti o in un paese europeo per procedere alla sistemazione permanente da lì; oppure il ritorno di tutti i residenti a Campo Ashraf per continuare il processo per la risistemazione da Ashraf stesso, compreso il trasferimento da Ashraf all’Albania.
Qualunque soluzione dovrà essere veloce e dovrà interessare tutta la popolazione. I residenti, in due lettere congiunte del 14 Febbraio e del 15 Marzo, entrambe recanti oltre 3000 firme, hanno sottoposto questi punti all’attenzione del Segretario Generale dell’ONU, all’Alto Commissario per il Rifugiati, all’Alto Commissario per i Diritti Umani, alle autorità statunitensi e all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 Marzo 2013

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