• La Resistenza Iraniana si rivolge al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon affinché proibisca alle agenzie delle Nazioni Unite e ai loro staff di avere colloqui e prendere accordi con il fascismo religioso al governo in Iran riguardo alla sua opposizione ed in particolare riguardo ai residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty.
CNRI – Di ritorno da Tehran e a seguito degli incontri con gli ufficiali della sicurezza del regime teocratico, come Qasem Soleimani capo della forza terrorista Qods, ieri sera il Consigliere per la Sicurezza di Maliki, Faleh Fayaz Al-Ameri, ha detto alla televisione di stato irachena che è naturale “discutere la questione dell’organizzazione terroristica dei Mojahedin con la parte iraniana”. Il Consigliere per la Sicurezza ha aggiunto: “Mr. Kobler, il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite, ne ha discusso nei dettagli con le parti irachene e iraniane attraverso l’ambasciata iraniana o altri canali di comunicazione con l’Iran allo scopo di fornire i requisiti per l’attuazione dell’intesa che è stata concordata tra lui e l’Iraq di chiudere Campo Ashraf e porre fine alla presenza di questa organizzazione sul territorio iracheno. Nei colloqui si è parlato delle procedure e del ruolo dell’Iran in ciò che deve essere fatto per risolvere questa questione”.
Viste le 120.000 esecuzioni politiche da parte del disumano regime dei mullah in Iran, il suo principale crimine contro l’umanità dell’omicidio di massa di prigionieri politici e le ininterrotte cospirazioni ed attività terroristiche dei governanti religiosi per distruggere la sua opposizione, in particolare i residenti di Ashraf, è noto a tutti. Questo regime è stato finora condannato 58 volte dall’Assemblea Generale dell’ONU e da altri organismi delle Nazioni Unite per terribili violazioni dei fondamentali diritti umani.
Come i residenti di Ashraf hanno ripetutamente dichiarato, la Resistenza Iraniana condanna qualunque colloquio intrapreso con la dittatura religiosa al governo in Iran e il suo coinvolgimento nel caso dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano e di Campo Ashraf. Tale coinvolgimento è illegale, illegittimo, immorale, inaccettabile e in palese violazione delle leggi e convenzioni internazionali, in particolare di quelle riguardanti i rifugiati e la Quarta Convenzione di Ginevra. Questo è un limite che in nessun modo deve essere oltrepassato poiché coinvolge le vite di migliaia di rifugiati inermi e le loro famiglie che si trovano in Iran.
Perciò, la Resistenza Iraniana protesta fermamente e ammonisce il Governo dell’Iraq e il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite su qualunque questione di questo genere. Si rivolge poi al Segretario Generale delle Nazioni Unite affinché proibisca a tutte le agenzie delle Nazioni Unite e ai loro staff di avere colloqui e prendere accordi con il fascismo religioso che governa l’Iran riguardo alla sua opposizione ed in particolare ai residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty.
Gli ex-generali e funzionari americani incaricati della protezione di Ashraf dal 2003 al 2009, hanno testimoniato che durante questi anni non c’è stata alcuna difficoltà per quelli che sono voluti tornare in Iran. Le cifre indicanti il numero delle persone ritornate in Iran sono state pubblicate nei rapporti del Comitato Internazionale della Croce Rossa e non c’è stato un singolo caso che sia stato impedito. Di conseguenza, il 28 Dicembre 2011, il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite ha scritto ai residenti di Ashraf: “Quei residenti di Campo Ashraf che vogliano essere immediatamente rimpatriati in Iran possono utilizzare gli attuali canali per farlo”. Perdipiù, nulla giustifica il coinvolgimento del regime iraniano nel caso di Campo Ashraf, se non il voler compiacere i mullah che governano l’Iran.
CNRI – Di ritorno da Tehran e a seguito degli incontri con gli ufficiali della sicurezza del regime teocratico, come Qasem Soleimani capo della forza terrorista Qods, ieri sera il Consigliere per la Sicurezza di Maliki, Faleh Fayaz Al-Ameri, ha detto alla televisione di stato irachena che è naturale “discutere la questione dell’organizzazione terroristica dei Mojahedin con la parte iraniana”. Il Consigliere per la Sicurezza ha aggiunto: “Mr. Kobler, il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite, ne ha discusso nei dettagli con le parti irachene e iraniane attraverso l’ambasciata iraniana o altri canali di comunicazione con l’Iran allo scopo di fornire i requisiti per l’attuazione dell’intesa che è stata concordata tra lui e l’Iraq di chiudere Campo Ashraf e porre fine alla presenza di questa organizzazione sul territorio iracheno. Nei colloqui si è parlato delle procedure e del ruolo dell’Iran in ciò che deve essere fatto per risolvere questa questione”.Viste le 120.000 esecuzioni politiche da parte del disumano regime dei mullah in Iran, il suo principale crimine contro l’umanità dell’omicidio di massa di prigionieri politici e le ininterrotte cospirazioni ed attività terroristiche dei governanti religiosi per distruggere la sua opposizione, in particolare i residenti di Ashraf, è noto a tutti. Questo regime è stato finora condannato 58 volte dall’Assemblea Generale dell’ONU e da altri organismi delle Nazioni Unite per terribili violazioni dei fondamentali diritti umani.
Come i residenti di Ashraf hanno ripetutamente dichiarato, la Resistenza Iraniana condanna qualunque colloquio intrapreso con la dittatura religiosa al governo in Iran e il suo coinvolgimento nel caso dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano e di Campo Ashraf. Tale coinvolgimento è illegale, illegittimo, immorale, inaccettabile e in palese violazione delle leggi e convenzioni internazionali, in particolare di quelle riguardanti i rifugiati e la Quarta Convenzione di Ginevra. Questo è un limite che in nessun modo deve essere oltrepassato poiché coinvolge le vite di migliaia di rifugiati inermi e le loro famiglie che si trovano in Iran.
Perciò, la Resistenza Iraniana protesta fermamente e ammonisce il Governo dell’Iraq e il Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite su qualunque questione di questo genere. Si rivolge poi al Segretario Generale delle Nazioni Unite affinché proibisca a tutte le agenzie delle Nazioni Unite e ai loro staff di avere colloqui e prendere accordi con il fascismo religioso che governa l’Iran riguardo alla sua opposizione ed in particolare ai residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty.
Gli ex-generali e funzionari americani incaricati della protezione di Ashraf dal 2003 al 2009, hanno testimoniato che durante questi anni non c’è stata alcuna difficoltà per quelli che sono voluti tornare in Iran. Le cifre indicanti il numero delle persone ritornate in Iran sono state pubblicate nei rapporti del Comitato Internazionale della Croce Rossa e non c’è stato un singolo caso che sia stato impedito. Di conseguenza, il 28 Dicembre 2011, il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite ha scritto ai residenti di Ashraf: “Quei residenti di Campo Ashraf che vogliano essere immediatamente rimpatriati in Iran possono utilizzare gli attuali canali per farlo”. Perdipiù, nulla giustifica il coinvolgimento del regime iraniano nel caso di Campo Ashraf, se non il voler compiacere i mullah che governano l’Iran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
25 Aprile 2012
