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Presidenza della Commissione delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana: La lotta delle donne iraniane contro la violenza passa attraverso la lotta contro questo regime teocratico, misogino, reazionario e disumano

Nelle attuali decisive circostanze, la sollevazione delle donne per far fronte al loro dovere di rovesciare questo regime teocratico e misogino, è una necessità storica
Sarvnaz Chitsaz, Presidentessa della Commissione delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, nel salutare le donne alla ricerca della libertà in Iran, ha detto in occasione dell’anniversario della “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne” : “La lotta per porre fine alla violenza sistematica ed istituzionalizzata contro le donne, alle spaventose vestigia di una diseguaglianza sfaccettata e il raggiungimento di uguali diritti e fondamentali diritti umani per le donne iraniane, passa dalla lotta contro questo regime misogino, reazionario e disumano.” Sarvnaz Chitsaz si è rivolta a tutte le donne e le ragazze, a studentesse, impiegate, insegnanti, attiviste per i diritti umani e politici e per i diritti delle donne perché intraprendano una lotta multisfaccettata contro il fascismo religioso dei mullah per portare la libertà e la democrazia in Iran. Ha sottolineato che le 1000 eroine dell’OMPI nella prigione di Liberty, con oltre tre decenni di lotta incessante contro il regime dei mullah, sono le antesignane della resistenza per la libertà, della lotta contro questo regime e il miglior modello e faro su questo cammino.
Sarvnaz Chitsaz ha detto: “Basandosi sulla sua natura medievale che vede le donne come pazze, lunatiche e persone di second’ordine, il fascismo religioso, dal giorno in cui è salito al potere, ha iniziato ad eliminare le donne da tutti gli ambiti della vita politica e sociale, ha legalizzato la disparità tra i sessi, nell’istruzione (proibendo alle donne 77 corsi universitari), nel matrimonio, nel divorzio, nel diritto a viaggiare e nel diritto familiare, nel diritto alla custodia dei figli …, e privando le donne delle strutture per il lavoro professionale, licenziandole gruppo dopo gruppo con falsi pretesti, obbligandole a rimanere a casa.”
Attraverso imposizioni reazionarie, come il dress-code obbligatorio e piani repressivi come il ‘Piano per la Modestia’ e quello per ‘Abbracciare la virtù e proibire il vizio’ e le pene brutali come la lapidazione, questo regime ha messo in atto il peggior tipo di repressione culturale e di abusi contro le donne. Con metodi senza precedenti ha arrestato, atrocemente torturato e giustiziato decine di migliaia di donne dell’OMPI per il ‘crimine’ di aver cercato la libertà. Per questo l’Iran, a causa delle sue leggi religiose, è realmente considerato la più grande prigione per le donne iraniane.
La Presidentessa del Comitato delle Donne del CNRI ha detto: “L’establishment del Velayat-e faqih, mediante la diabolica e pervasiva soppressione delle donne ha inteso da un lato, reprimere e neutralizzare la metà della popolazione e, dall’altro, intensificare l’atmosfera di paura e terrore nella società per impedire il diffondersi della protesta popolare.
E ancora le donne iraniane, non fianco a fianco, ma in testa ai loro compagni, in particolare nel movimento organizzato più diffuso, si sono sollevate contro tutte le imposizioni e le leggi schiaviste del regime teocratico, lasciandosi dietro brillanti esempi di lotta e perseveranza nel raggiungimento della libertà, di uguali diritti e la creazione di una società democratica. Attualmente un gran numero di donne dell’OMPI, appartenti ai vari settori della società e di diverse città di tutto il paese, per il solo crimine di aver svolto attività politiche e in difesa dei diritti umani e persino per avere relazioni familiari con l’OMPI, stanno sopportando le condizioni più dure nelle prigioni degli scagnozzi dei mullah.
Sarvnaz Chitsaz ha detto: “In queste circostanze, in cui il regime teocratico sull’orlo della caduta sta sempre più affondando in un gorgo di crisi crescenti, e per far fronte al diffondersi delle proteste, sta intensificando le sue misure violente e repressive in tutta la nazione. La sollevazione delle donne per far fronte al loro dovere di rovesciare questo regime, che è il maggior nemico del popolo ed in particolare delle donne iraniane, è una necessità storica.

Commissione delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
25 Novembre 2012

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