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Per la terza volta arrivano a Camp Liberty agenti dell’intelligence del regime iraniano

Mercenari dell’intelligence del regime e della forza Quds arrivati a Camp Liberty per la terza volta e fatti passare per familiari.

A centinaia di familiari dentro e fuori l’Iran non vengono rilasciati i visti per visitare i loro cari in Iraq e centinaia di loro sono stati arrestati, imprigionati e persino giustiziati.

CNRI – Stamattina, 14 Settembre, più di 20 mercenari del ministero dell’intelligence del regime iraniano e della forza terroristica Quds, sono stati nuovamente accompagnati a Camp Liberty con la scusa che erano “familiari dei residenti”. Sono stati portati a Camp Liberty dall’ambasciata del regime iraniano di Baghdad e dal Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti di Ashraf guidato da Faleh Fayyad, su un minibus scortato dalle forze di sicurezza irachene. Sono stati piazzati all’entrata della stazione di polizia di Camp Liberty per continuare a torturare psicologicamente i residenti.

Da lunedì scorso questa è la terza volta che questi mercenari vengono portati a Camp Liberty per torturare psicologicamente i residenti ed aprire la via a futuri massacri. Lunedì 7 e giovedì 10 Settembre, questo stesso gruppo aveva passato tutto il giorno fuori da Camp Liberty gridando slogans e minacciando i residenti.

Come dichiarato nel comunicato del CNRI del 10 Settembre, questi mercenari sono capeggiati da un altro prezzolato di nome Mehran Karimdadi, i cui rapporti con il regime iraniano sono stati rivelati molte volte dalla Resistenza. Karimdadi è stato assoldato dall’intelligence del regime verso la metà del 2003 ed ha iniziato a lavorare nelle sezioni chiamate Associazione Nejat e Fondazione Habilian, a Mashhad, Esfahan e Orumieh, dove ha identificato i sostenitori e i familiari del PMOI e li ha tormentati. E’ stato uno dei responsabili dei due anni di tortura psicologica praticata a Campo Ashraf ed era solito accompagnare gruppi di mercenari del regime al campo. Ha partecipato ad incontri contro i membri del PMOI (MEK) tenuti dal regime iraniano e dall’ex-primo ministro iracheno Nuri Maliki a Baghdad.

Tra il 2010 e il 2011, i mercenari del regime iraniano vennero piazzati a fianco a Campo Ashraf facendoli passare per familiari e minacciarono i residenti, dicendo loro che sarebbero stati massacrati, con 320 megafoni 24 ore su 24. La loro sporca campagna portò ai massacri dell’Aprile 2011 e del Settembre 2013 a Campo Ashraf e ora, ancora una volta, si sta ripetendo lo stesso scenario.

Questo invio di mercenari a Camp Liberty sta avvenendo nonostante il 15 Febbraio 2012 il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU abbia garantito in una lettera ufficiale in risposta ai residenti preoccupati per la ripresa delle torture psicologiche a Camp Liberty, che nessuna forza straniera sarebbe andata a Camp Liberty. Il 15 Ottobre 2012, in risposta alla lettera del rappresentante dei residenti riguardante l’arrivo di mercenari del regime a Camp Liberty, il vice-Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale, scrisse: “Loro (i funzionari iracheni) lo negano categoricamente…. Inoltre io posso assicurarvi con assoluta certezza che l’UNAMI non sta accompagnando nessuno a Camp Liberty sotto mentite spoglie”.

Intanto dal 2009, da quando la protezione di Ashraf è stata trasferita illegalmente alle forze irachene, migliaia di familiari sia dentro che fuori dall’Iran hanno richiesto di poter visitare i loro cari a Campo Ashraf e poi a Camp Liberty, ma non gli è stato rilasciato il visto per l’Iraq. Nessun avvocato, attivista per i diritti umani, o parlamentare, neanche iracheno, può avvicinarsi a Camp Liberty. I nomi di un gruppo di familiari in Europa e negli Stati Uniti che si sono ripetutamente rivolti alle ambasciate irachene per ottenere i visti, sono stati consegnati agli organismi internazionali.

Nel frattempo centinaia di familiari sono stati arrestati, imprigionati e persino giustiziati o tormentati a morte con pressioni, con torture e sono stati privati del libero accesso ai medici e alle medicine a causa dei loro rapporti di parentela con i membri del PMOI (MEK).

Considerando i ripetuti impegni presi per iscritto dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti sulla sicurezza e il benessere dei residenti e considerando che la presenza di questi mercenari di fronte a Camp Liberty è una grave violazione del Memorandum d’Intesa (MoU) siglato tra le Nazioni Unite e il Governo dell’Iraq il 25 Dicembre 2011, fortemente appoggiato da Stati Uniti e Unione Europea, la Resistenza Iraniana chiede provvedimenti immediati che pongano fine alla tortura psicologica dei residenti, che impediscano a questi mercenari di aprire la via al massacro dei residenti stessi e che provvedano a rimuovere da Camp Liberty questi elementi del regime iraniano e del ministero dell’intelligence con qualunque pretesto vi siano arrivati.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

14 Settembre 2015

 

 

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