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La Resistenza Iraniana condanna le dichiarazioni dei politici austriaci

La Resistenza Iraniana condanna le dichiarazioni dei politici austriaci che vorrebbero permettere al regime iraniano di intervenire per risolvere la crisi nella regione e ad Assad di partecipare alla lotta contro l’ISIS.

Il Ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, durante la sua visita nell’Iran dei mullah, ha fatto le seguenti ripugnanti dichiarazioni: “L’Occidente dovrà coinvolgere il presidente Bashar al-Assad nella lotta contro lo Stato Islamico.

Abbiamo bisogno di un approccio comune e pragmatico al riguardo, che preveda il coinvolgimento di Assad nella lotta contro il terrorismo dello Stato Islamico…. In questa lotta siamo dalla stessa parte”.

Il Presidente austriaco Heinz Fischer ha fatto dichiarazioni simili ai giornali del regime iraniano, prima della sua visita in Iran per ingraziarsi i mullah criminali al potere. Fischer ha espresso la sua speranza che si trovi una soluzione ai sanguinosi conflitti in Siria, Iraq e Yemen e che l’Iran, come superpotenza regionale, vi possa avere un ruolo importante.

Fischer era talmente preso a compiacere i mullah che nel suo incontro con l’aguzzino-capo della magistratura, che è dopo Khamenei la massima autorità responsabile delle esecuzioni, delle torture e della repressione in Iran, in maniera disgustosa ha dichiarato: “Siamo venuti in Iran con gli occhi ben aperti…. Dato che noi non abbiamo nessuna istituzione chiamata ‘ramo giudiziario’ nel nostro paese, è molto importante per noi attingere alle opinioni delle vostre autorità giudiziarie”. Dichiarazioni simili non fanno altro che incoraggiare il regime iraniano a proseguire con le esecuzioni, le torture e i massacri.

Naturalmente Fischer non ha neanche provato a nascondere il suo obbiettivo, con i suoi elogi del fascismo religioso al potere in Iran che è il principale fattore di crisi nonché responsabile dei massacri in Siria, Iraq e Yemen e nel quale si registra il più alto numero di esecuzioni pro-capite nel nostro mondo di oggi. Ha detto che le aziende austriache sono piuttosto interessate a lavorare con quelle iraniane, per beneficiare della enorme potenzialità del mercato iraniano. L’agenzia di stampa della forza terroristica Quds, citando i giornali austriaci, l’8 Settembre ha detto: “Il vice-cancelliere austriaco e ministro dell’economia, ha dichiarato ‘Di qua al 2020 vogliamo aumentare il commercio con l’Iran di cinque volte’”.

Dichiarazioni sulla partecipazione di Assad alla lotta contro l’ISIS, sul consentire al regime iraniano, ribattezzato dal popolo iraniano “il Padrino dell’ISIS”, di avere un ruolo nella crisi regionale ed elogiare una cosiddetta “magistratura” che altro non è che una macchina per le esecuzioni e la tortura in Iran, sono tutti “pagamenti anticipati” per partecipare a questa degradante corsa alla conquista di nuovi contratti dopo l’accordo sul nucleare. Il risultato di questa politica opportunista non sarà altro che un aggravamento della crisi, altro spargimento di sangue nella regione e un ulteriore aumento delle ondate di rifugiati. E ciò nonostante tutti sappiano che la fonte delle crisi attuali, in particolare di quelle in Siria, Iraq e Yemen, sia il fascismo religioso al potere in Iran, il quale persegue i suoi obbiettivi attraverso i suoi complici, come Assad, Maliki, gli hezbollah e gli houthi.

Ignorare la catastrofica situazione dei diritti umani in Iran ed elogiare quelli che dovrebbero essere processati per crimini contro l’umanità, non può che suscitare ripugnanza nel popolo iraniano e nei popoli di tutta la regione. Questo è un regime che ha al suo attivo 120.000 esecuzioni di prigionieri politici, tra cui il massacro di 30.000 prigionieri politici avvenuto nell’estate del 1988, e che ha giustiziato 2000 persone solo durante la presidenza di Rouhani.

Amnesty International ha parlato di quasi 700 esecuzioni nei primi sei mesi di quest’anno nel suo comunicato del 23 Luglio: “Ciò proietta una immagine inquietante di un apparato dello stato che compie omicidi premeditati su vasta scala legalmente giustificati”.

Recarsi in un Iran governato dal sistema del velayat-e faqih, ignorare i suoi crimini e fargli concessioni, qualunque ne sia il pretesto, si attirerà solo la più ferma condanna del popolo iraniano e della sua Resistenza ed è assolutamente inaccettabile. Proprio come il popolo iraniano non dimenticherà le atrocità commesse durante l’epoca malvagia di questo governo teocratico e tiranno, così ricorderà quelli che si sono affrettati ad appoggiare e a collaborare con gli assassini del popolo iraniano durante le esecuzioni arbitrarie e collettive.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Commissione degli Affari Esteri

12 Settembre 2015

 

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